Il golfo di Napoli da una parte, le pareti di roccia e i terrazzamenti dall'altra. Un weekend a Sorrento non ha bisogno di molte presentazioni, eppure la città viene spesso utilizzata in fretta, solo come snodo di passaggio per muoversi in costiera. Fermarsi tre giorni interi consente invece di capire la sua conformazione reale, unendo le passeggiate lente tra i vicoli e le botteghe ai percorsi escursionistici che segnano la penisola sorrentina verso Massa Lubrense.

Il fattore tempo gioca un ruolo decisivo. I periodi più adatti per mettersi in viaggio sono la primavera, tra aprile e maggio, e l'inizio dell'autunno, a settembre e ottobre. Le temperature si mantengono miti e permettono di affrontare i trekking senza affanni, mentre il centro urbano risulta meno intasato. Al contrario, i mesi centrali di luglio e agosto andrebbero evitati: l'affollamento satura ogni spazio, il caldo picchia forte sui sentieri privi di ombra e il traffico sulle strade rallenta notevolmente i collegamenti.

Come organizzare tre giorni a Sorrento

Giorno 1 — Il centro storico, il Duomo e le botteghe

Mattina

Il punto di partenza naturale nel centro storico è Piazza Tasso. Di mattina presto funziona da snodo tranquillo, perfetto per muoversi tra bar e antiche botteghe prima che si riempia di persone. Camminando lungo Corso Italia si raggiunge la Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo: la facciata neogotica si nota subito e divide lo spazio dai palazzi vicini, mentre l'interno espone intagli lignei e le classiche tarsie sorrentine. Poco distante, si può percorrere a piedi il Bastione di Parsano, un tratto intatto delle antiche mura difensive vicereali del Cinquecento, da cui si accede anche alla porta greca della città.

Pomeriggio

Nel primo pomeriggio conviene dedicare circa trenta minuti al Chiostro di San Francesco, una struttura trecentesca situata accanto alla chiesa omonima. Lo spazio si distingue per gli archi intrecciati in tufo e per una fitta vegetazione rigogliosa che crea un ambiente molto silenzioso. Dopodiché, affacciandosi da via Fuorimura, si guarda verso il basso il Vallone dei Mulini. Si tratta di una spettacolare gola naturale che custodisce i ruderi di un antico mulino del Cinquecento, oggi del tutto assorbito dalle piante spontanee. Prima di sera c'è tempo per passare dal Museo Correale di Terranova, un'elegante villa patrizia circondata da un agrumeto, dove sono esposte collezioni di porcellane storiche, pittura napoletana e reperti archeologici.

Sera

Per la cena, l'indirizzo di riferimento lungo Corso Italia è il Ristorante 'O Parrucchiano La Favorita. Questo locale storico d'Italia rivendica orgogliosamente l'invenzione dei cannelloni nel 1868. I tavoli vengono disposti sotto una monumentale copertura di limoni illuminati; vista la particolarità del contesto, il tavolo va assolutamente prenotato in anticipo.

Giorno 2 — I percorsi escursionistici a Massa Lubrense

Mattina

Per muoversi dal centro fino a Termini, nel vicino territorio di Massa Lubrense, conviene utilizzare gli autobus locali SITA o in alternativa noleggiare uno scooter per aggirare il traffico. Da qui ha inizio il Sentiero di Punta Campanella, un percorso panoramico ed escursionistico lungo circa quattro chilometri. Calcolando un paio d'ore di cammino tra andata e ritorno, si arriva all'estrema punta della penisola, posizionati frontalmente rispetto a Capri. Proprio in quel punto spuntano l'antica torre e i resti del tempio di Minerva.

Pomeriggio

Sempre a bordo di autobus o scooter ci si sposta a Nerano per affrontare il Sentiero della Baia di Ieranto. L'area è protetta dal FAI e prevede un trekking panoramico ad anello di circa 3,8 chilometri, classificato con una difficoltà moderata. Si scende in mezzo alla macchia mediterranea e ai campi di ulivi, fino a toccare una caletta incontaminata affacciata sui Faraglioni. L'escursione richiede una buona preparazione pratica: serve una scorta d'acqua perché alla baia non ci sono punti ristoro.

Sera

Di ritorno nei vicoli del centro storico sorrentino, ci si ferma nel Vico I Fuoro per cenare all'Inn Bufalito. La struttura è una taverna dal taglio informale che si concentra molto sulla filiera locale: nel menu compaiono formaggi tipici, carni selezionate, piatti mediterranei e mozzarella di bufala campana DOP.

Giorno 3 — Il Capo di Sorrento e l'antico borgo marinaro

Mattina

Affidandosi a un sentiero panoramico da percorrere a piedi in zona Capo di Sorrento, si arriva ai Bagni della Regina Giovanna. L'accesso rivela una piscina marina del tutto naturale, serrata tra le scogliere calcaree. Immediatamente a ridosso dello specchio d'acqua riposano i resti della villa romana appartenuta a Pollio Felice, in un ambiente esposto all'aria aperta che segna nettamente il tratto costiero.

Pomeriggio

La passeggiata in discesa conduce verso Marina Grande, l'antico borgo marinaro di Sorrento. Le abitazioni presentano ancora i classici colori pastello e il molo si riempie regolarmente con le barche dei pescatori della zona; il piccolo porto è noto anche per aver ospitato le riprese del film 'Pane, amore e...'. Nel tardo pomeriggio si risale verso il centro storico per cercare un affaccio nella Villa Comunale di Sorrento. Questo giardino pubblico offre una terrazza a picco sul mare con una visuale spalancata sul Golfo di Napoli e sul profilo del Vesuvio: calcolando bene i tempi, conviene affacciarsi proprio durante l'orario del tramonto.

Sera

La cena di chiusura si tiene sul molo di Marina Grande presso la Trattoria da Emilia. Fondata nel 1947, serve la frittura mista di pescato locale e gli spaghetti alle vongole a pochi passi dall'acqua. Essendo tra i posti all'aperto più ambiti, la prenotazione va organizzata con anticipo.

Dritte pratiche per l'organizzazione

  • Il centro storico e la strada verso Marina Grande si affrontano facilmente a piedi. Per le escursioni verso Nerano o Termini, affidarsi agli autobus SITA o a uno scooter permette di evitare le code stradali e la carenza di sosta.
  • Entrare in pieno centro con la propria automobile è caldamente sconsigliato: i varchi ZTL sono attivi e i posti liberi scarseggiano. Risulta più pratico lasciare la vettura nei garage a pagamento situati ai margini del centro o nel parcheggio del proprio alloggio.
  • Chi intende percorrere il Sentiero della Baia di Ieranto deve partire di mattina presto. Il dislivello per risalire prevede gradoni ripidi ed è quasi sprovvisto di zone d'ombra, per cui è obbligatorio indossare scarpe con buon grip e portare acqua a sufficienza.
  • Per assicurarsi un posto nei locali sul mare o ai tavoli dei ristoranti più noti, la prenotazione è da fissare con largo anticipo. È inoltre utile tenere in tasca un po' di contanti per pagare piccoli acquisti nei chioschi o nelle botteghe storiche.

Dove dormire a Sorrento

Scopri altre strutture
← Torna indietro