Il capoluogo molisano si sviluppa su due livelli distinti: la parte bassa, dove si concentrano le attività commerciali, e la rete di vicoli medievali che si arrampica ripida sulla collina, fino a sfiorare gli ottocento metri di altitudine. Per visitare Campobasso e la sua provincia servono scarpe robuste per i dislivelli urbani e un'automobile per raggiungere le aree montane circostanti.

Il paesaggio cambia radicalmente in base alla stagione. La tarda primavera e l'estate sbloccano i sentieri per il trekking sui Monti del Matese e permettono di esplorare le rive dei bacini idrici regionali. L'inverno, invece, copre di neve i rilievi trasformando gli altopiani in un punto di partenza per le piste da sci e le uscite con le ciaspole.

La regione si conferma una destinazione con costi della vita assai contenuti. Un pasto completo basato sui prodotti tipici del territorio in osteria oscilla di norma tra i venti e i trentacinque euro, e l'accesso alla quasi totalità dei siti archeologici e delle riserve naturali richiede una spesa minima o risulta del tutto gratuito.

Itinerario di tre giorni nel Molise centrale

Giorno 1 — Dal centro murattiano al castello

Mattina

Il primo impatto con la città parte solitamente dai quartieri pianeggianti. Da Piazza Gabriele Pepe si osserva la Cattedrale della Santissima Trinità, il duomo cittadino riedificato in forme neoclassiche ai primi del Novecento a seguito di diversi terremoti. Da qui si inizia a salire verso la parte antica. Sulla Salita San Bartolomeo si trova il Palazzo Pistilli, che ospita al suo interno una pinacoteca statale ricca di dipinti realizzati dal Seicento al Novecento e maioliche artistiche. A poca distanza sorge la Chiesa di San Bartolomeo, struttura di origine duecentesca che conserva linee romaniche severe, una facciata in pietra nuda e un portale scolpito.

Spostandosi in Via Chiarizia si entra al Museo Archeologico Nazionale di Campobasso (Palazzo Mazzarotta). L'esposizione interna raccoglie reperti dell'epoca sannitica e romana, affiancati dalle tombe dei cavalieri dell'alto medioevo. La struttura chiude il lunedì e resta aperta dalle 8:15 alle 19:00; il percorso richiede circa un'ora e mezza.

Per il pranzo si può rimanere nei confini storici scegliendo la Trattoria La Grotta Da Concetta in Via Larino 7, per provare le vecchie ricette locali come la pizz'e minestra, i cavatelli fatti in casa, la trippa e il baccalà arracanato. Un'alternativa nei vicoli vicini è Monticelli Saperi e Sapori in Largo San Leonardo, noto per la cucina territoriale reinterpretata e per il tortino al caciocavallo.

Pomeriggio

La passeggiata prosegue arrampicandosi sulle pendici del Colle Monforte. Prima di scollinare si incontra la Chiesa di San Giorgio, il tempio più antico della città, innalzato in stile romanico tra il X e l'XI secolo sopra le rovine di un edificio preesistente, con pareti ornate da affreschi medievali.

Il vertice del colle è occupato dal Castello Monforte, un perimetro fortificato quattrocentesco che sorveglia l'abitato. Oltre a ospitare una storica stazione meteo, presenta un camminamento che garantisce un affaccio sull'intera vallata; per completare il giro basta calcolare un'ora. Terminata la discesa, conviene spostarsi in Via Trento per il Museo dei Misteri. L'accesso è gratuito ma lo spazio apre solitamente dalle 16:00 alle 18:00; qui vengono esposti i celebri ingegni mobili settecenteschi costruiti da Paolo Saverio Di Zinno per la sfilata del Corpus Domini.

Sera

Per la cena si ritorna nelle strade del centro basso. Il Ristorante Aciniello di Via Torino concentra il proprio menù sulle preparazioni della tradizione regionale, servendo formaggi locali, verdure di campo, paste condite con sughi di carne e torcinelli.

Giorno 2 — Città romane e canyon nel bosco

Mattina

La seconda giornata richiede l'uso della macchina. Percorrendo venticinque o trenta chilometri verso sud si arriva a Sepino per visitare il Parco Archeologico di Saepinum - Altilia. L'area conserva i resti di una città romana con il teatro, i muri di cinta e le porte monumentali di accesso. La particolarità della conformazione urbana è il decumano maggiore, che si sovrappone per un tratto all'antico tratturo Pescasseroli-Candela. L'ispezione della zona archeologica impegna dalle due alle tre ore.

Risalendo verso il capoluogo per la sosta del pranzo, conviene fermarsi nel fondovalle attraversato dal fiume Biferno a Colle d'Anchise. Qui la struttura alberghiera e ristorante La Piana dei Mulini offre pasti ricavati da ricette molisane all'interno di un mulino sull'acqua risalente al Settecento.

Pomeriggio

A pochissima distanza, sul versante matesino della vallata, si apre il territorio di Guardiaregia e Campochiaro, che segna i confini dell'Oasi WWF Riserva Regionale Guardiaregia-Campochiaro. Per affrontare i percorsi servono scarponcini e un intero pomeriggio. Il bosco di faggete nasconde formazioni carsiche, il canyon modellato dallo scorrere del torrente Quirino e il salto di cento metri della cascata di San Nicola. Durante l'estate, in caso di scarsità di precipitazioni, la cascata si riduce o risulta del tutto priva di portata d'acqua.

Sera

Rientrando verso i confini del capoluogo molisano, i tavoli di Miseria e Nobiltà in Via Sant'Antonio Abate propongono carni locali e agnolotti di ricotta basati su materie prime della regione, oltre a una lista di pizze tradizionali.

Giorno 3 — Trekking in quota e bacini lacustri

Mattina

Guidando per quaranta o cinquanta minuti dal centro urbano si arriva agli altipiani montani del comune di San Massimo. L'area di Campitello Matese e Massiccio del Matese si estende a 1450 metri d'altezza e fa da base ai 2050 metri del Monte Miletto. A seconda della stagione, il piazzale funge da impianto nevoso per lo sci alpino o le uscite con le ciaspole, oppure da partenza per le passeggiate a piedi e le ascese più faticose lungo le creste silenziose, circondate dai pascoli.

Pomeriggio

La fase conclusiva del fine settimana si sviluppa intorno agli specchi d'acqua del territorio, scegliendo in base alla direzione verso cui si viaggia per tornare a casa. Spostandosi nella Valle del Biferno si può osservare il Lago di Guardialfiera, un bacino artificiale inserito nel verde delle colline. Quando avvengono forti periodi di secca, le acque si ritirano lasciando affiorare parte dei resti antichi noti come Ponte di Annibale.

Sul limite che separa Molise e Puglia, nei pressi di Macchia Valfortore, si distende il Lago di Occhito. Essendo una delle riserve idriche più estese del continente europeo, le sponde offrono chilometri per camminare in isolamento, fare sessioni di pesca sportiva o sostare a cercare i movimenti dei rapaci e degli aironi.

Sera

Il viaggio si chiude lasciando le sponde dei laghi per imboccare le direttrici principali che permettono di rientrare, calcolando l'ultimo rifornimento prima della conclusione del fine settimana.

Cosa sapere per organizzare il giro

  • Avventurarsi nei vicoli medievali con la macchina crea disagi a causa delle pendenze ripide, delle scalinate e delle restrizioni della ZTL; la soluzione migliore prevede di posteggiare intorno all'anello del centro moderno o nelle strade basse, risalendo la china solo a piedi.
  • Gli orari del Museo dei Misteri si riducono a una stretta finestra pomeridiana tra le 16:00 e le 18:00. Se si programma l'ingresso durante i fine settimana o nei giorni festivi, risulta indispensabile telefonare prima per concordare l'accesso.
  • Per spostarsi sulle montagne del Matese, all'Oasi WWF e al sito di Saepinum la vettura privata rimane lo strumento fondamentale, con tempi di guida che oscillano dalla mezz'ora per Sepino fino ai cinquanta minuti di tornanti per arrivare alle cime di Campitello.
  • Chi viaggia con mezzi ingombranti trova un piazzale pianeggiante per sostare in Via Sant'Antonio Abate in città, utile per camminare in centro. Salendo a Campitello Matese esiste una grande area di sosta lungo la SP106, che si paga durante i mesi invernali ma resta libera d'estate.

Dove soggiornare durante la visita

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