La strada regionale 44 sale in circa tre quarti d'ora da Pont-Saint-Martin fino a Stafal, accompagnando il corso d'acqua che taglia in due la valle. Gressoney-Saint-Jean non si svela all'improvviso, ma richiede un approccio graduale, passando per le borgate più basse prima di arrivare al cospetto del Monte Rosa. L'auto è il mezzo più pratico per coprire questi dislivelli e spostarsi tra le diverse frazioni.

Tra metà giugno e la fine di settembre i prati ospitano fioriture alpine che fanno da cornice ai trekking verso i laghi glaciali, mentre tra dicembre e aprile le temperature scendono e il paesaggio diventa il terreno per lo sci di fondo o le piste del Monterosa Ski. In entrambi i casi, il paese mantiene un equilibrio preciso tra l'eredità rurale dei coloni Walser, tangibile nei fienili in legno appoggiati su funghi di pietra, e le tracce del turismo nobiliare di fine Ottocento lasciato dalla Regina Margherita di Savoia. L'architettura, i musei e i sentieri chiedono un passo misurato per essere esaminati.

Alloggiare in strutture come l'Hotel Lyshaus o l'Albergo Alpenrose permette di avere una base comoda nel centro abitato. Da qui si organizzano agevolmente sia le camminate a fondovalle sia le escursioni verso le quote superiori, muovendosi a seconda delle condizioni atmosferiche della giornata.

Come dividere quattro giorni in valle

Giorno 1 — Dal ponte romano ai boschi della media valle

Mattina

Prima di prendere quota, conviene fare tappa all'imbocco della valle a Pont-Saint-Martin. Qui si osserva il Ponte Romano di Pont-Saint-Martin, un'infrastruttura a campata unica risalente al I secolo a.C. gettata sopra il torrente Lys. Bastano trenta minuti per la sosta. Riprendendo l'auto verso nord, a circa quindici minuti dalla meta principale si incontra Issime. Il Borgo e Chiesa Parrocchiale di San Giacomo ad Issime meritano un fermo di tre quarti d'ora per studiare il grande affresco seicentesco del Giudizio Universale, dipinto direttamente sulla facciata esterna dell'edificio religioso.

Pomeriggio

Raggiunto l'abitato principale, si lascia l'auto per sistemarsi. A soli dieci minuti di distanza, scendendo lievemente verso sud nel comune di Gaby, si trova il Santuario di Notre-Dame du Vion. L'edificio mariano è isolato nei boschi. Una passeggiata di tre quarti d'ora tra gli alberi permette di abituarsi alle temperature e al silenzio del pendio.

Sera

Per la prima cena, il Ristorante Kleine, situato in Località Stobene 6 a Gressoney-Saint-Jean, prepara piatti della tradizione valdostana e ricette specifiche della zona in un ambiente dalle dimensioni contenute e dall'arredo alpino.

Giorno 2 — Il centro storico e la residenza della Regina

Mattina

Si parcheggia nel grande spiazzo di fronte all'Ufficio del Turismo, all'ingresso del paese, per muoversi a piedi. In località Villa Margherita sorge la Villa Margherita e Parco Municipale, un edificio neogotico che oggi ospita il municipio. Una mezz'ora è sufficiente per osservare i dettagli architettonici e il parco con vista sulla valle. Subito dopo ci si sposta in Piazza Umberto I per entrare nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista. Esiste dal XVI secolo ed espone un crocifisso in legno del Duecento, oltre al museo parrocchiale; la visita richiede dai trenta ai quarantacinque minuti.

Pomeriggio

L'obiettivo del pomeriggio è Castel Savoia. Esiste un parcheggio dedicato lungo la strada di accesso, da cui parte un sentiero tra gli alberi. La residenza estiva di fine Ottocento, riconoscibile per le cinque torri cuspidate, prevede visite guidate di 45 minuti con gruppi limitati a 30 persone alla volta. Alla base dell'edificio si trova il Giardino Botanico Alpino di Castel Savoia, visitabile in una mezz'ora tra aiuole rocciose, particolarmente florido in tarda primavera ed estate.

Sera

Rimanendo sulla strada panoramica del rientro, in Strada Castello Savoia 26, si entra al Ristorante Gran Baita. Il menù si concentra sulla cucina regionale.

Giorno 3 — Sulle tracce dei coloni Walser

Mattina

Lasciata l'auto ferma, si segue a piedi il corso dell'acqua. La Passeggiata del Lys (Sentiero 14/15) collega Gressoney-Saint-Jean a Gressoney-La-Trinité. Sono circa 7 chilometri perlopiù pianeggianti, che si coprono in due ore e un quarto camminando tra boschi, prati e vista aperta sul Monte Rosa. Arrivati a destinazione, in località Tache si entra all'Ecomuseo Walser. La visita guidata di un'ora analizza la cultura rurale del Settecento esplorando una vera casa, la stalla e il fienile.

Pomeriggio

Da Gressoney-La-Trinité si affronta circa un'ora di salita a piedi lungo il sentiero per raggiungere il Villaggio Walser di Alpenzù Grande, aggrappato sui fianchi della valle del Lys. Gli storici stadel in legno poggiano su basamenti di pietra a forma di fungo, concepiti per tenere lontani i roditori dai raccolti. Dopo aver esaminato le strutture, si ridiscende a valle e si organizza il rientro verso sud.

Sera

Per cena, in Località Bieltschocke 26, ci si siede a The Weiss - Bistrot & Rooms, una struttura recensita per i piatti curati e la selezione attenta di salumi e formaggi del territorio.

Giorno 4 — I laghi glaciali e la fauna di montagna

Mattina

Si punta in alto verso il Lago Gabiet, un bacino a 2.378 metri di quota situato ai piedi del massiccio del Monte Rosa, nel territorio di Gressoney-La-Trinité. Esistono due modi per arrivarci: una camminata impegnativa sul sentiero 4 che richiede quasi tre ore di salita, oppure l'uso diretto degli impianti di risalita che partono comodamente dalla località Stafal.

Pomeriggio

Tornati a Gressoney-Saint-Jean, ci si sposta in Località Predeloasch per l'Alpenfauna Museum Beck-Peccoz. L'esposizione regionale raccoglie in tre quarti d'ora di percorso una collezione faunistica e i trofei catalogati da questa famiglia nobiliare. A fine pomeriggio si cammina verso il Lago Gover, situato vicino al centro abitato: è uno specchio d'acqua circondato da pini secolari che in inverno si trasforma in pista per il fondo e per il pattinaggio.

Sera

Rimanendo sulle sponde del bacino appena visto, in Località Lago Gover, si chiude il viaggio al Bar Ristorante Lago Gover. Dalla terrazza sull'acqua si cena a base di polente e selvaggina locale.

Dritte pratiche per organizzarsi

  • Per Castel Savoia risulta indispensabile prenotare la visita online con largo anticipo: i turni ammettono solo 30 persone ogni mezz'ora, e durante i fine settimana o nei mesi estivi i posti si esauriscono rapidamente.
  • Per evitare spostamenti in auto continui tra i due comuni principali, conviene usare il tracciato pedonale lungo il fiume (sentiero 14/15). Richiede poco più di due ore ma elimina i problemi di parcheggio a Gressoney-La-Trinité.
  • In auto, il parcheggio più funzionale per girare il centro di Gressoney-Saint-Jean e il Lago Gover si trova proprio di fronte all'Ufficio del Turismo, all'ingresso del borgo.
  • Per comprendere la gastronomia locale bisogna cercare i prodotti legati alla cultura Walser: la Toma di Gressoney prodotta con latte crudo, il pane nero di segale e il violino di capra.

Dove dormire a Gressoney-Saint-Jean

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