Raggiungere Chamois richiede un piccolo cambio di abitudini. Niente chiavi dell'auto, niente traffico, niente parcheggi sotto l'albergo. Il paese è completamente chiuso ai veicoli a motore, un dettaglio che definisce subito il ritmo dei giorni successivi. L'unico modo per salire è affidarsi alla funivia regionale che parte dal fondovalle, oppure affrontare la salita a piedi per chi ha buone gambe. Questo isolamento stradale ha conservato intatta la struttura dell'abitato, fatto di architetture alpine in legno e pietra che si stringono attorno ai prati.
Il periodo per organizzare la salita cambia molto la prospettiva. Tra metà giugno e settembre i pascoli fioriscono, i rifugi alpini riaprono a pieno regime e le seggiovie facilitano gli spostamenti verso i laghi alti, rendendo i trekking con vista sul Cervino molto accessibili. Scegliendo invece i mesi da dicembre a marzo, si trova un ambiente coperto di neve, ideale per le ciaspolate e per sciare senza il rumore del traffico. In entrambi i casi, le distanze si misurano in minuti di cammino e non in chilometri, costringendo a rallentare.
Alloggiare in paese, magari al Maison Cly Hôtel & Restaurant o in un rascard storico come il B&B Rascard d'Antan, significa poter osservare il calo di presenze nel tardo pomeriggio, quando chi è salito solo per la giornata riprende la funivia. La sera rimangono solo i residenti e chi si ferma per la notte, e il suono principale torna a essere quello del vento o dell'acqua.
Come organizzare le tre giornate
Giorno 1 — L'arrivo e i primi passi in paese
Mattina
La giornata inizia necessariamente a Buisson, dove si lascia l'auto per prendere la funivia. Una volta sbarcati in quota, si è subito nel Borgo di Corgnolaz e Centro Storico di Chamois. Dedicare tra una e due ore alla visita libera del capoluogo permette di prendere confidenza con l'assenza totale di auto a motore e con i vicoli pedonali. A breve distanza si incontra la Chiesa Parrocchiale di San Pantaleone, nella frazione tra Corgnolaz e Liussel. La struttura è stata consacrata nel 1681 e al suo interno si osserva un altare ligneo barocco intagliato del XVIII secolo, originario di Torgnon. La visita richiede circa 20-30 minuti. Per un pasto a metà giornata con menù fisso valdostano, ci si può fermare al Ristoro Ostello Bellevue, sempre a Corgnolaz, provvisto di una terrazza panoramica e di una sala conviviale.
Pomeriggio
Nel pomeriggio conviene spostarsi verso la frazione Suisse. Lungo la passeggiata si fa tappa all'Altiporto di Chamois, inaugurato nel 1967. È il primo altiporto in Italia dotato di una pista in erba in pendenza, utilizzato oggi da piccoli aerei da turismo e deltaplani. La sosta prende circa 30 minuti, osservando la conformazione particolare del terreno. Chi ha voglia di camminare maggiormente può percorrere un tratto della Mulattiera 'Les Seingles', l'antica via d'accesso che veniva usata prima della costruzione della funivia. Il tracciato conta 93 tornanti lastricati che scendono verso Buisson tra cascate e scorci sul Monte Emilius. La percorrenza completa, in salita o in discesa, prende circa un'ora e mezza o due ore, quindi va pianificata bene rispetto agli orari.
Sera
Per la cena, si rimane a Corgnolaz. Il Ristorante Chez Pierina propone cucina casalinga valdostana: le specialità comprendono la zuppa di pane, la polenta concia con spezzatino e le lasagnette con Bleu d'Aoste. Bisogna ricordarsi di prenotare con qualche giorno di anticipo, soprattutto durante i fine settimana, per trovare posto.
Giorno 2 — I laghi e la quota
Mattina
La seconda giornata punta verso le altitudini maggiori. L'obiettivo iniziale è il Lago di Lod, a 2.015 metri di quota. Si può scegliere se salire comodamente prendendo la seggiovia direttamente da Corgnolaz, oppure camminare per circa 30-40 minuti. L'area attorno allo specchio d'acqua alpino è provvista di un'area picnic attrezzata. Dal lago, la camminata prosegue verso il Santuario di Clavalité (Point Sublime), a 2.530 metri. Questo tratto richiede circa due o tre ore a piedi, anche se in alternativa si possono sfruttare gli impianti di risalita. Il punto di arrivo, dove sorge il santuario dedicato a San Domenico Savio, garantisce un affaccio diretto sul Cervino e sulle Grandes Murailles.
Pomeriggio
Dopo la discesa dal santuario, la sosta per il pranzo cade in prossimità del lago. L'Agriturismo La Tchavana, situato all'Alpe di Metsan vicino al Lago di Lod, ha animali al pascolo nei dintorni e serve formaggi d'alpeggio a chilometro zero, polente tradizionali e salumi tipici. Nel pomeriggio, si scende con calma verso Corgnolaz a piedi o nuovamente in seggiovia, sfruttando il tempo per esplorare le vie secondarie del borgo.
Sera
La cena si svolge presso il Ristorante La Baita Fontana Freida, situato all'interno della struttura Maison Cly. La sala ha un'impostazione elegante e il menù si basa su ricette della tradizione valdostana che vengono rivisitate, impiegando ingredienti locali a chilometro zero.
Giorno 3 — I mulini e il borgo vicino
Mattina
Il mattino dell'ultimo giorno segue il Sentiero dell'Energia, che collega Chamois a La Magdeleine. È una passeggiata pianeggiante di 4,5 chilometri lungo l'antico Ru Veuillen, percorribile in circa un'ora a piedi o in mountain bike. Il tracciato presenta diversi pannelli didattici sulle energie rinnovabili. Arrivando nei pressi del Col Pilaz, tra La Magdeleine e Chamois, si incontra la Grande Panchina Rossa del Col Pilaz, un'installazione che si affaccia sul Cervino, utile per una pausa fotografica.
Pomeriggio
A quindici minuti di sentiero da Chamois, nei dintorni di La Magdeleine, parte il Sentiero degli Otto Mulini. Questo percorso storico-etnografico prende circa un'ora e mezza: costeggia un torrente e collega otto mulini ad acqua del Settecento, che venivano usati per macinare i cereali e produrre il pane nero. Terminata la passeggiata, il pranzo si tiene alla Trattoria Lo Scoiattolo, in località Vieu a La Magdeleine, nota per i suoi piatti rustici e per la carbonade con polenta. Ritornati a valle, ritirata l'auto a Buisson, si può guidare per circa 30 minuti in direzione della Valtournenche per visitare il Villaggio alpino di Cheneil. Si tratta di un altro borgo senza auto, a 2.100 metri di altezza ai piedi del Grand Tournalin. La visita libera porta via mezza giornata prima del rientro definitivo.
Sera
Rientro a casa o conclusione della giornata dopo la visita pomeridiana a Cheneil, scendendo lungo la viabilità principale della valle.
Dritte per organizzarsi meglio
- L'auto si lascia obbligatoriamente a Buisson, frazione di Antey-Saint-André sulla SR46. Il parcheggio regionale alla partenza della funivia costa circa 3 € al giorno, e le prime due ore sono gratuite. Chi viaggia in camper o roulotte deve cercare una sistemazione altrove per la notte, poiché la sosta notturna per questi mezzi non è ammessa nel piazzale.
- La funivia regionale Buisson-Chamois copre la tratta tutti i giorni dalle 7:00 alle 22:25, con corse ogni 30 minuti che scendono a 15 minuti in caso di alta affluenza. Il biglietto di andata e ritorno costa tra i 5,50 € e i 5,80 €, rendendo fattibile salire o scendere anche nelle ore serali.
- Per muoversi tra i villaggi si usano esclusivamente i piedi o le biciclette. Il Sentiero dell'Energia per La Magdeleine richiede circa un'ora ed è sufficientemente pianeggiante da essere adatto anche a chi spinge un passeggino da trekking.
- Se si viaggia con animali, l'accesso alla funivia è consentito. Per i cani di media e grande taglia è però obbligatorio utilizzare guinzaglio e museruola; chi non ha la museruola con sé può acquistarla direttamente in biglietteria prima di imbarcarsi.
- Calcolare un budget di circa 45-65 € al giorno a persona per le spese sul posto (senza contare l'alloggio). Questa cifra copre gli spostamenti con la funivia o le seggiovie e i pasti nei rifugi, che si aggirano sui 25-35 € ciascuno.
Dove passare la notte
Hotel 4 stelle con centro benessere spa, ristorante interno e un'architettura tipicamente valdostana.
Vedi su Booking →Struttura tipica della regione, ricavata restaurando un antico fienile storico in legno e pietra.
Vedi su Booking →Rifugio alpino e ostello gestito a conduzione familiare, indicato a chi cerca la vicinanza diretta ai sentieri.
Vedi su Booking →
