Verso fine ottobre, quando le temperature scendono e la nebbia sale dai boschi di larici, la bassa Valle d'Aosta cambia volto. È il momento ideale per un itinerario dedicato ad Halloween e ai luoghi misteriosi, lontano dalle feste commerciali e vicino alle vecchie storie di roghi e apparizioni. A fare da baricentro a questo percorso tra le valli alpine c'è Fénis, un borgo noto soprattutto per la fortezza della famiglia Challant. Dietro le mura merlate non ci sono solo affreschi, ma vicende oscure che la tradizione popolare tramanda da generazioni, con racconti di correnti gelide improvvise e rumori senza spiegazione tra i corridoi in pietra, legati allo spettro di un erede ucciso dalla matrigna.
La vallata tra Aosta e la media valle conserva una densità altissima di manieri inquietanti e borghi legati a episodi bui del Quattrocento. Si passa dalle memorie dei primi processi per stregoneria d'Europa alle vecchie dimore rurali dove, secondo i racconti locali, si aggirano ancora spiriti di soldati ed ereditiere decapitate. Sfruttando le giornate corte dell'autunno, il freddo pungente e la solitudine dei valloni alpini meno battuti, i giorni a cavallo tra ottobre e novembre offrono il clima esatto per esplorare questa rete di torri diroccate e cripte sotterranee.
Tre giorni tra manieri isolati e vecchie leggende
Giorno 1 — Le stanze fredde di Chez-Sapin
Mattina
Il fine settimana parte direttamente dal Castello di Fénis, situato in località Chez-Sapin. L'edificio si distingue subito tra i prati per la sua doppia cinta muraria e l'aspetto massiccio tipico della casata Challant. Negli anni Ottanta, per via della sua architettura gotica e austera, i suoi esterni sono stati usati come set per la dimora del conte Vlad nella commedia cinematografica 'Fracchia contro Dracula'. Le leggende vere, però, riguardano gli interni. Il folklore valligiano parla con insistenza dello spirito di un bambino, figlio di prime nozze e legittimo erede, fatto uccidere e imbalsamare dalla matrigna per garantire la successione al proprio figlio. Si racconta di mobili spostati, rumori insoliti e improvvisi cali di temperatura nelle stanze. Da ottobre a marzo l'ingresso è consentito dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, prestando attenzione al lunedì, giorno fisso di chiusura. La visita, strettamente accompagnata, dura circa 30 o 40 minuti. Non c'è alcun riscaldamento, i camminamenti sono in ciottolato sconnesso e, per non restare in attesa al freddo, occorre presentarsi all'ingresso muniti di prenotazione online.
Pomeriggio
Scesi ai piedi della salita che porta al castello, per spezzare la giornata ci si ferma al Bar Trattoria Des Alpes. È un punto ristoro tradizionale dove si recuperano le energie con un tagliere di salumi e formaggi del territorio, approfittando della cucina casalinga. A pochi passi di distanza dalla fortezza si trova poi il MAV - Museo dell'Artigianato Valdostano di Tradizione, in frazione Chez-Sapin 86. Se si acquista il biglietto combinato ridotto alla biglietteria, l'accesso risulta agevolato. Le sale custodiscono le sculture in legno e gli oggetti della cultura materiale alpina, con un focus particolare sulla collezione storica di Jules Brocherel. L'esplorazione del polo museale richiede da tre quarti d'ora a un'ora abbondante, con orario di apertura continuato dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Va solo tenuto a mente che per l'intero mese di novembre il museo rimane chiuso.
Sera
Per la cena si resta nella stessa frazione, entrando negli spazi in legno della Trattoria Le Bourg. Il menu mette da parte gli spuntini per concentrarsi sui piatti caldi di derivazione contadina. Si trovano preparazioni spesse e invernali: flan di patate con fonduta, pasta preparata con farina di castagne e porzioni sostanziose di polenta concia lavorata con la fontina. Per la notte, chi cerca un appoggio ravvicinato può rientrare verso il maniero e prendere stanza all'Hotel Comtes de Challant, situato nel borgo proprio a ridosso delle mura della fortezza medievale.
Giorno 2 — Caccia alle streghe nell'alta valle
Mattina
Per la seconda giornata occorre riprendere la vettura, spostare l'attenzione sulla sponda opposta della valle principale e concentrarsi sulle memorie storiche. Raggiungendo la località di Saint-Denis si nota su uno sperone roccioso il Castello di Cly, un maniero-recinto primitivo. Tra le sue mura si intreccia una vicenda reale: qui nel 1428 venne rinchiusa Johanneta Cauda. Fu la prima donna condannata per stregoneria e mandata al rogo in Valle d'Aosta. La sua detenzione trova conferma diretta nel trattato Errores Gazariorum. Guidando verso il comune limitrofo si incontra in seguito il Castello di Saint-Marcel. Questo complesso monoblocco rurale ha un'aura esoterica ben nota ai residenti. Le storie parlano di apparizioni notturne: uno spettro armato, descritto come un soldato del Seicento che vaga nei dintorni della struttura con la spada sguainata.
Pomeriggio
A pranzo bisogna salire nella frazione Les Crêtes. Al ristorante agrituristico Le Foyer de Grand Mère, gestito da giovani produttori locali, si mangiano le verdure e i formaggi a chilometro zero provenienti dalla loro stessa azienda agricola, seduti con vista diretta sulle torri del castello di Fénis. Il pomeriggio va dedicato all'aria aperta della Val Clavalité. Questo vallone alpino incontaminato e selvaggio si raggiunge in auto partendo dal borgo, salendo fino al parcheggio di Robioz o Plan Clavalité a 1.525 metri di quota. Camminare in mezzo ai boschi di larici e alle antiche baite in pietra, avvolti dall'aria umida e dalla nebbia dell'alta quota, chiude il cerchio sulle sensazioni aspre e solitarie della montagna.
Sera
Tornati in paese a fine giornata, ci si siede ai tavoli del Ristorante Comtes de Challant, locale storico del borgo medievale. La cucina serve carbonada, carni stufate alpine e fonduta valdostana per combattere il calo serale delle temperature. Chi preferisce pernottare all'interno di un edificio storico di paese, a duecento metri dall'attrazione principale, trova posto al B&B da Verena nella vicina frazione Pommier.
Giorno 3 — Penombra ad Aosta ed ereditiere fantasma
Mattina
Il terzo giorno impone un salto in statale o in autostrada verso ovest. Nel centro storico del capoluogo valdostano si nasconde un luogo isolato: il Criptoportico Forense di Aosta. Sotto la cattedrale cittadina corre questo corridoio a volta risalente al I secolo a.C., distante dai rumori urbani e immerso in una penombra costante. Si scende nel sottosuolo, esplorando passaggi freddi in un percorso che porta via una mezz'ora. Per l'ingresso occorre essere provvisti del biglietto unico del circuito Aosta Archeologica.
Pomeriggio
Terminata la camminata sotterranea e imboccata la strada del ritorno verso est, si incontra a breve distanza da Fénis l'imponente Castello di Quart, arroccato in alto. Secondo i racconti della zona, in questo punto si aggirerebbe l'anima in pena di una donna condannata a morte ingiustamente nel Cinquecento. Per l'ultima tappa bisogna percorrere circa venticinque minuti d'auto fino a raggiungere il comune di Issogne. Il Castello di Issogne è una dimora rinascimentale, ma anch'essa segnata da storie di sangue. I racconti riportano le apparizioni notturne di Bianca Maria Scapardone, contessa decapitata nel 1526, il cui spirito non avrebbe mai lasciato le stanze. Chi avesse deciso di concludere l'itinerario fermandosi a dormire fuori dai centri abitati può sistemarsi all'agriturismo Le Foyer de Grand Mère, situato in frazione Les Crêtes.
Sera
La serata conclusiva consente di rientrare lentamente verso le principali vie di comunicazione stradali, con i castelli ormai chiusi e inghiottiti dall'oscurità alpina.
Dritte per organizzare i tempi
- Fénis si raggiunge comodamente uscendo al casello autostradale A5 di Nus e procedendo lungo la SR13. Per spostarsi verso i manieri dei comuni limitrofi o salire ai parcheggi in quota della Val Clavalité l'uso dell'auto è indispensabile, dato che i mezzi pubblici di fondovalle si fermano prevalentemente a Nus. Nel borgo si trovano parcheggi pubblici gratuiti a pochi minuti di cammino dall'ingresso della fortezza.
- Per l'accesso agli interni del Castello di Fénis le visite sono contingentate a intervalli di 30 minuti ed esclusivamente accompagnate. Va messa in conto la prenotazione anticipata sulla piattaforma online regionale MIDA Ticket. Alla biglietteria conviene inoltre chiedere del biglietto combinato ridotto che include l'ingresso al vicino polo museale MAV.
- Nei mesi invernali le sale in pietra e i corridoi interni del Castello di Fénis sono sprovvisti di riscaldamento. Occorre vestirsi a strati pesanti e calzare scarpe adeguate per camminare agevolmente sui tratti esterni pavimentati in ciottolato.
- Le nebbie autunnali esaltano il fascino della fortezza, rendendola un punto di riferimento per i fine settimana autunnali. A livello cinematografico il sito venne sfruttato nel 1985 per ambientare la dimora gotica in 'Fracchia contro Dracula', mentre a livello di folklore locale restano forti le dicerie sullo spettro del bambino assassinato.
- Poco distante, tra le rovine del maniero di Cly a Saint-Denis e la zona di Chambave, si trova un tassello della vera inquisizione alpina, con il processo e il rogo della sospettata Johanneta Cauda registrato nel trattato Errores Gazariorum del 1428, uno dei primissimi documenti sui processi alle streghe in Europa.
Dove dormire per restare in zona
Albergo inserito nel borgo, in posizione centrale ed esattamente a ridosso del castello medievale.
Vedi su Booking →Bed and breakfast ricavato all'interno di un edificio storico a soli duecento metri dalla fortezza.
Vedi su Booking →Azienda agricola e agriturismo che offre camere e un ristorante con prodotti del territorio a chilometro zero.
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