La zona settentrionale del Lazio ruota attorno all'acqua dolce e alla roccia vulcanica. Questo spicchio di regione è pensato per chi si muove in macchina: le stazioni ferroviarie principali si fermano a Orvieto o Viterbo e gli autobus nei giorni festivi coprono poche tratte. Guidando, invece, le distanze tra i paesi principali si coprono quasi sempre tra i quindici e i venticinque minuti, facilitando gli spostamenti tra un lago e l'altro.

Il periodo che conviene scegliere per esplorare la Tuscia viterbese va da aprile a giugno o tra settembre e ottobre. In primavera e a inizio autunno le temperature permettono di camminare senza il forte calore estivo e si evita il grosso del traffico vacanziero tipico di luglio e agosto.

L'organizzazione dei tempi richiede un minimo di calcolo. Nei fine settimana i tavoli dei ristoranti affacciati sull'acqua registrano il tutto esaurito molto in fretta. Conviene pianificare in anticipo le soste per i pasti, soprattutto a ridosso del Lago di Bolsena, per non dover ripiegare su soluzioni scomode.

Come organizzare il weekend

Giorno 1 — Da Bagnoregio a Bolsena

Mattina

La mattina inizia nella Valle dei Calanchi. Per visitare Civita di Bagnoregio senza incontrare troppe persone, conviene arrivare il prima possibile. Il borgo poggia su uno sperone tufaceo e si raggiunge esclusivamente a piedi attraversando un lungo ponte. Calcola due o tre ore per completare il giro. Terminata la passeggiata, ci si sposta in auto verso Montefiascone per raggiungere la Rocca dei Papi e Belvedere. Questa antica fortezza papale si trova nel punto più alto del cratere e permette di osservare per un'ora intera l'intero bacino del lago a trecentosessanta gradi.

Pomeriggio

Dopo la pausa pranzo, si scende nel centro storico medievale di Bolsena. L'edificio principale è la Rocca Monaldeschi della Cervara e Museo Territoriale, una struttura panoramica che ospita un acquario e le collezioni archeologiche etrusco-romane; la visita impegna per un'ora e mezza. Subito dopo, sempre nel perimetro del centro storico, si incontra la Basilica di Santa Cristina. Il complesso sacro è noto per custodire le reliquie del Miracolo Eucaristico del 1264 e per le catacombe paleocristiane. Serve meno di un'ora, tra i quarantacinque e i sessanta minuti, per completare il percorso sotterraneo e le navate.

Sera

Il tardo pomeriggio sposta l'itinerario sulla sponda sud, nel comune di Marta. Il Lungolago e Borgo Pescatori di Marta è un villaggio lacustre che guarda l'Isola Martana; la luce del tramonto accompagna la passeggiata panoramica lungo la riva. Rimanendo a Marta, in Via Guglielmo Marconi si trova la Locanda Amalasunta, che serve piatti a base di coregone e pesce persico. In alternativa, in Via Giuseppe Garibaldi il Ristorante Griglieria Sant'Egidio prepara carne alla griglia e pasta fresca fatta in casa.

Giorno 2 — Bracciano e la natura vulcanica

Mattina

Il secondo giorno si scende verso il Lago di Bracciano. La prima tappa è il Castello Orsini-Odescalchi, un'imponente dimora rinascimentale ben conservata che affaccia sull'acqua; tra le corti e le sale interne servono tra un'ora e mezza e due ore. Usciti dal castello, la guida prosegue verso Anguillara Sabazia Centro Storico. Il paese è costruito in pendenza su un promontorio, con una serie di vicoli medievali che terminano a ridosso del lago. Qui si passeggia per circa due ore tra le piazze e le scalinate in pietra.

Pomeriggio

Sulla sponda nord del bacino di Bracciano, il Borgo antico di Trevignano Romano chiude la visita all'area con un lungolago pedonale molto curato e i resti della Rocca Orsini. Da qui si guida verso nord fino alla Riserva Naturale Lago di Vico, nel comune di Caprarola. Il Sentiero Le Pantanacce e Pozzo del Diavolo offre un percorso trekking naturalistico totalmente pianeggiante. Bastano trenta o quarantacinque minuti per attraversare i boschi dei Monti Cimini e fare birdwatching sul lago vulcanico. L'ultima sosta prima di cena è il Promontorio e Rocca Farnese di Capodimonte, un borgo medievale su una penisola lavica sul Lago di Bolsena, dove trascorrere una o due ore tra i vicoli e la spiaggetta.

Sera

Per la cena si torna a Marta, concentrando la scelta sui locali di stampo tradizionale. In Via della Spiaggia, il Ristorante Il Pirata si affaccia direttamente sul lago e cucina il luccio, i latterini e il persico reale fritto. Se invece si cerca un approccio ancora più radicato nel tempo, il Ristorante Da Otello in Via Laertina serve i tavoli dal 1958: è il posto giusto per ordinare l'anguilla o provare la sbroscia, la classica zuppa di lago.

Dritte pratiche per organizzarsi

  • A Civita di Bagnoregio conviene acquistare prima il biglietto d'ingresso online al costo di 5€ per limitare i tempi di attesa all'ingresso nei fine settimana.
  • Il parcheggio principale per Civita è Piazzale Battaglini a Bagnoregio, che costa circa 2€ l'ora. Da lì si può prendere la navetta pubblica per il belvedere o camminare per una ventina di minuti.
  • L'auto è l'unico mezzo che permette di unire le rocche e i laghi dell'alto Lazio: i treni servono solo Viterbo o Orvieto, mentre i bus locali riducono molto le corse la domenica.
  • Nei weekend e durante i mesi caldi, i ristoranti sul lago a Marta e Capodimonte si riempiono fin dalla mattina: bisogna prenotare in anticipo per garantirsi un posto.

Dove dormire sul lago

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