Cercare il foliage in Italia non significa per forza raggiungere le grandi vette alpine. Nella prima metà di ottobre, i boschi cedui del Parco del Curone si riempiono di colori intensi, trasformando questa porzione di Brianza in un rifugio autunnale di grande impatto visivo. Le colline sono segnate da terrazzamenti a solatio dove maturano le uve per i vini IGT Terre Lariane, circondate da querce e castagni che coprono i sentieri con un fitto strato di foglie secche.

Il periodo della vendemmia e delle castagne si vive camminando tra le frazioni contadine, ma richiede un'accortezza precisa. I boschi del parco sono quasi interamente di proprietà privata: l'Ente Parco impone di non abbandonare i tracciati segnati. La ricerca dei frutti autunnali si limita quindi alle castagne cadute sul sedime dei sentieri pubblici autorizzati, un compromesso necessario per preservare l'equilibrio della riserva.

Organizzare un weekend d'autunno da queste parti significa confrontarsi con stradine di collina strette e una forte affluenza nei giorni festivi. La pianificazione degli spostamenti e le prenotazioni anticipate nei locali diventano fondamentali per godersi l'itinerario, che mescola percorsi naturalistici umidi a soste dedicate ai sapori locali, come i rinomati formaggini freschi o stagionati al pepe ed erbe.

Come organizzare quattro giorni nel Parco

Giorno 1 — L'arrivo in collina e il panorama

Mattina

L'approccio migliore alla collina inizia dal basso. Lasciando l'auto nei posteggi a valle in Via del Fontanile, si intercetta il Sentiero dell'Oliva (Sentiero n. 9). Partendo dalla zona di Quattro Strade, questa ripida mulattiera sale verso il nucleo storico. Il tracciato fiancheggia muretti a secco e attraversa vecchi terrazzamenti e castagneti, richiedendo circa un'ora di cammino a piedi per completare il dislivello. L'aria umida dell'autunno rende il fondo a tratti scivoloso, ma l'avanzata lenta permette di abituarsi al ritmo del posto.

Pomeriggio

Raggiunto il nucleo di Montevecchia Alta, la struttura urbana si apre sulla Piazza Agnesi e Terrazza Panoramica. Questo spiazzo ai piedi della collina superiore offre la visuale più netta sui vigneti circostanti all'ora del tramonto. Da qui parte la scalinata di circa 180 gradini, affiancata da una Via Crucis di epoca barocca, che conduce in cima al Santuario della Beata Vergine del Carmelo. Questo edificio è il punto di riferimento visivo della zona e garantisce una visuale che spazia dalle Prealpi fino alla pianura padana.

Sera

Per la cena si resta nel nucleo storico. Affacciata su Largo Agnesi a Montevecchia Alta si trova la Trattoria da Pasqualino, un locale storico con vista sulla Brianza. Il menù è incentrato sui piatti della cucina lombarda, con una forte presenza di risotti e dei classici formaggini tipici del territorio.

Giorno 2 — Nel fitto dei boschi

Mattina

Per osservare i colori autunnali senza troppa compagnia, conviene mettersi in marcia la mattina presto verso i Boschi di Castagni di Via del Belsedere e Val Fredda, sempre nel perimetro di Montevecchia. Essendo una delle aree boschive più note in autunno per la presenza di grossi castagneti, le prime ore della giornata garantiscono il silenzio necessario per camminare sui tappeti di foglie e cercare i frutti caduti lungo il percorso pubblico autorizzato.

Pomeriggio

L'itinerario prosegue nella Valle del Curone raggiungendo il Centro Parco Ca' del Soldato e Museo Faunistico. Questo antico cascinale è stato recuperato e ospita un piccolo museo didattico sugli ambienti della riserva. Sfruttando i tavoli dell'area pic-nic, si può fare una sosta prima di riprendere il cammino sul Sentiero n. 2. Da qui, con circa 30-45 minuti di marcia, si arriva alle Sorgenti Petrificanti nei pressi della Cascina Ospedaletto: piccoli torrenti dove il calcare dell'acqua incrosta i muschi e le foglie cadute, creando formazioni geologiche del tutto particolari.

Sera

Riscendendo verso la frazione Ghisalba, si può prenotare un tavolo al Carlambroeus Bistrot in Via Alta Collina. Nata come locanda moderna, la struttura reinterpreta in chiave contemporanea le ricette storiche locali e i prodotti del territorio brianzolo. Volendo, si può pernottare direttamente qui scegliendo il Carlambroeus Locanda Moderna.

Giorno 3 — Geometrie agricole e antichi insediamenti

Mattina

La terza giornata inizia in Località Butto al Centro Visite di Cascina Butto. Oltre a essere la sede dell'Ente Parco Regionale, la struttura mette a disposizione pannelli didattici sulla flora e sulla complessa geologia dell'area, fornendo anche mappe aggiornate della rete sentieristica. Per chiudere la mattinata senza allontanarsi troppo, la Tenuta Valcurone, situata sulla stessa via, è l'opzione indicata per un pranzo basato su taglieri di salumi e formaggi di Montevecchia.

Pomeriggio

Spostandosi verso la zona de La Valletta Brianza, il percorso si fa più mosso affrontando le Piramidi di Montevecchia (Colline di Monte di Rovagnate). Si tratta di tre rilievi collinari modellati in antichità con strutture a gradoni e terrazzamenti, che oggi ospitano un percorso escursionistico tra boschi cedui e radure. La camminata conduce poi al Borgo Rurale di Galbusera Nera, un nucleo contadino storico incastrato in una valle molto stretta, circondato dai filari di vite che risalgono i pendii.

Sera

Proprio all'interno del nucleo appena raggiunto si cena all'Agriturismo La Costa (Ristorante Galbusera Nera). L'azienda vitivinicola sfrutta le materie prime locali per proporre la tradizione brianzola, accompagnando i piatti con i vini prodotti direttamente sulle terrazze del Parco del Curone.

Giorno 4 — Crinali e oasi biologiche

Mattina

Il crinale della Valle del Curone ospita uno dei percorsi paesaggisticamente più noti dell'area. Il Sentiero dei Cipressi (Cima dei Cipressi) segue la linea della collina fino a incontrare un altare in granito. La presenza dei filari di alberi ad alto fusto modella il paesaggio richiamando visivamente le colline toscane, con ampie visuali sui pendii circostanti che in autunno accentuano il contrasto cromatico tra i sempreverdi e le latifoglie.

Pomeriggio

Nel pomeriggio l'itinerario tocca il Borgo e Oasi di Galbusera Bianca, sempre nella zona de La Valletta Brianza. Questo vecchio nucleo rurale è stato interamente recuperato e convertito in un'oasi biologica. L'area è circondata da meleti curati e da una fitta rete di sentieri minori che permettono di chiudere il fine settimana passeggiando in una zona dove il recupero architettonico si lega direttamente alla gestione agricola del terreno.

Sera

Per l'ultimo pasto del fine settimana, l'Oasi Galbusera Bianca Bistrot, situato all'interno della stessa frazione di Rovagnate, offre una ristorazione a chilometro zero. Il menù fa largo uso di ingredienti biologici della cascina, con una forte vocazione per i piatti vegetariani. Per cenare qui è strettamente necessaria la prenotazione anticipata.

Dritte per muoversi nel Parco del Curone

  • Nei fine settimana d'autunno l'accesso automobilistico all'Alta Collina subisce forti limitazioni, con chiusure stradali il sabato pomeriggio e le domeniche. È essenziale prenotare i ristoranti in anticipo per poter ottenere eventuali permessi di transito legati alla sosta temporanea.
  • Per ovviare alla cronica mancanza di parcheggio, la soluzione migliore è lasciare il veicolo a valle, in Via degli Artigiani o Via del Fontanile. Da lì si sale a piedi in circa 40 minuti. In alternativa, la domenica è attivo un bus-navetta con partenze ogni mezz'ora da via Belvedere. Le sanzioni per chi parcheggia su prati o a bordo carreggiata sono rigorose.
  • Un'ottima strategia logistica per i giorni di forte affluenza prevede l'uso del treno. La linea Trenord S8 Milano-Lecco ferma alla stazione di Cernusco-Merate, da cui partono percorsi pedonali segnalati che si innestano direttamente sui sentieri 2 e 3 del parco, azzerando il problema dell'auto.
  • Il fondo dei sentieri è spesso umido e reso scivoloso dal calcare vicino alle sorgenti e dal manto di foglie cadute. Gli scarponcini da trekking sono indispensabili in questo periodo. La conformazione dei tracciati rende sconsigliato l'uso dei passeggini, a favore degli zaini porta-bebè.

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