Organizzare le giornate a Salerno significa prepararsi a camminare. Il nucleo medievale si sviluppa attraverso una rete di vicoli e scalinate chiusi al traffico dalle zone a traffico limitato. Se si viaggia in auto, conviene puntare subito ai grandi parcheggi sotterranei a pagamento situati a ridosso del mare, come l'area vicina alla stazione ferroviaria o il parcheggio sotto la grande piazza litoranea. Entrare nel centro antico con il proprio veicolo porta via solo tempo utile.

Un dettaglio essenziale per pianificare gli ingressi riguarda le chiusure pomeridiane. Molti spazi culturali storici e architetture religiose serrano le porte tra le 13:00 e le 16:00. Il modo migliore per incastrare gli orari è concentrare le visite al coperto al mattino presto o nel tardo pomeriggio, lasciando le ore centrali per sedersi a tavola, per i percorsi all'aperto o per camminare sui moli.

Come dividere i 4 giorni in città

Giorno 1 — Architetture sacre e vicoli antichi

Mattina

Il punto di partenza naturale si trova nel quartiere storico. La Cattedrale di San Matteo richiede circa un'ora di tempo. Per trovare meno confusione e muoversi liberamente nel quadriportico normanno voluto da Roberto il Guiscardo, conviene varcare l'ingresso di buon mattino, prima che inizino le funzioni religiose. La discesa nella cripta barocca porta alle reliquie del santo. A pochi minuti di cammino, percorrendo Via Duomo, si incontra la Chiesa di San Giorgio. Trenta o quaranta minuti bastano per osservare i marmi policromi, le raffinate pavimentazioni e gli affreschi che decorano lo spazio. Prima della pausa pranzo rimane tempo per il Complesso Archeologico di San Pietro a Corte, una reggia palaziale longobarda voluta da Arechi II, stratificata sopra vecchie terme romane e una cappella medievale, che impegna per circa tre quarti d'ora.

Pomeriggio

Dopo la riapertura delle sedi espositive, ci si sposta verso Palazzo Pinto per la Pinacoteca Provinciale di Salerno. In quarantacinque minuti si passa dall'arte del Rinascimento ai lavori di artisti stranieri e contemporanei legati al territorio del Mezzogiorno. Più tardi, spostandosi lungo Via dei Mercanti, si fa sosta alla Pasticceria Pantaleone 1868. Questa storica insegna ottocentesca ha inventato la Scazzetta del Cardinale, un dolce preparato con pan di Spagna e fragoline di bosco.

Sera

Per riprendere aria marina, si scende verso la Spiaggia di Santa Teresa, un tratto urbano con gradoni di legno e un solarium rivolto sull'acqua. Per la cena la destinazione è in Via Antonio Genovesi al Ristorante Cicirinella. Lo spazio interno posizionato dietro al duomo ha coperti limitati, quindi va prenotato con anticipo per provare i piatti di mare della cucina locale a base di pesce fresco.

Giorno 2 — I monti sopra la città e il porto contemporaneo

Mattina

La parte alta della zona richiede un piccolo sforzo fisico o logistico. Il Sentiero del Principe è un tracciato ad anello di dieci chilometri che parte dal Canalone e sale sui boschi di conifere. Richiede scarpe tecniche per via del dislivello di circa quattrocento metri. Bisogna calcolare dalle tre alle cinque ore di cammino a seconda del passo, partendo rigorosamente al mattino presto. Il tracciato tocca la Cornice del Principe e La Bastiglia, una vecchia torre circolare d'avvistamento a guardia del castello con visuale sul mare. Chi preferisce evitare la salita a piedi può prendere la linea 19 di Busitalia dal centro. Si arriva dritti al Castello di Arechi, fortezza medievale a trecento metri di altitudine con museo archeologico interno. La visita alle mura dura circa un'ora e mezza.

Pomeriggio

Una volta rientrati in piano, serve un'ora per attraversare il Museo Diocesano San Matteo. Le sale espongono dipinti che coprono il periodo dal Medioevo al Rinascimento e una raccolta di avori salernitani del dodicesimo secolo. Per far riposare le gambe, conviene cercare posto nella Villa Comunale di Salerno. L'area alberata ottocentesca circonda la Fontana del Tullio e i suoi alberi secolari creano zone d'ombra fitte.

Sera

Il sole scende illuminando l'acqua. La passeggiata alberata del Lungomare Trieste, fiancheggiata da palme, corre parallela alla costa e porta dritto al Molo Manfredi. Qui si apre la Piazza della Libertà e Stazione Marittima di Zaha Hadid, un vasto spazio contemporaneo dove il terminal dei traghetti ha la forma di un'ostrica. Per mangiare, si raggiunge il Borgo Sant'Anna al Porto e si prende posto alla Pizzeria Resilienza in Via Santa Teresa. L'impasto viene preparato con ingredienti a chilometro zero, presidi tipici campani e materie biologiche, serviti in un tranquillo dehors esterno.

Giorno 3 — La costa e i giardini terrazzati

Mattina

Per muoversi verso la Costiera Amalfitana durante il soggiorno, conviene scartare l'automobile per evitare il traffico intenso e la cronica assenza di parcheggio sulla statale. I traghetti e i battelli in partenza dal Molo Manfredi sono la soluzione rapida, così come i mezzi terrestri leggeri. La meta è Vietri sul Mare, a cinque chilometri di distanza. Si raggiunge facilmente con gli autobus o con i convogli regionali in dieci o quindici minuti. Il borgo marinaro si riconosce da lontano per la cupola della chiesa di San Giovanni Battista. Le strade interne ospitano numerose botteghe artigiane focalizzate sulla lavorazione della ceramica maiolicata. Il centro si esplora comodamente in mezza giornata.

Pomeriggio

Tornati nel capoluogo campano, bisogna salire verso il quartiere Plaium Montis per varcare i cancelli del Giardino della Minerva. Si tratta del primo orto botanico d'Europa, storicamente legato alla Scuola Medica Salernitana. I terrazzamenti coltivati affacciano direttamente sul mare e richiedono circa un'ora di tempo. Il primo pomeriggio è l'orario ideale indicato per apprezzarne la disposizione e le piante coltivate.

Sera

Il rientro serale riporta nelle vie più antiche per sedersi all'Osteria dei Sapori in Via Santa Maria de Domno. Il menù ruota attorno alla cucina marinara locale: le specialità fisse sono i paccheri al baccalà, le alici ripiene e la genovese di tonno con pescato fresco.

Giorno 4 — I grandi templi greci su rotaia

Mattina

Le ferrovie regionali permettono di uscire dai confini urbani senza dover prendere il volante. Un treno dalla stazione centrale impiega esattamente trenta minuti per arrivare a destinazione. Dalla banchina ferroviaria di Capaccio-Paestum si copre a piedi la breve distanza che separa i binari dal Parco Archeologico di Paestum. Servono in media tre ore per camminare intorno ai tre templi dorici, considerati tra i meglio conservati al mondo, e per visionare la Tomba del Tuffatore custodita nel museo interno. Se i giorni di visita cadono in un fine settimana estivo, l'ingresso va obbligatoriamente prenotato in anticipo per non rimanere fuori.

Pomeriggio

Il treno regionale riporta in città nelle prime ore del pomeriggio. Il tempo restante si investe per completare il perimetro delle piazze lasciate scoperte nei giorni precedenti o per ripercorrere i tratti pedonali vicino alle banchine del porto commerciale.

Sera

L'ultima tappa per mangiare si trova in Vicolo della Neve, a pochissima distanza dalla cattedrale. L'Antica Trattoria Vicolo della Neve mantiene un'impostazione tradizionale: in questa storica insegna arrivano sui tavoli i piatti caserecci, la parmigiana di melanzane e le pizze cotte nel forno a legna.

Quattro regole pratiche per gli spostamenti

  • Per affrontare i boschi del Sentiero del Principe, le calzature tecniche con un buon grip sono indispensabili. Il tratto sterrato che sale dai gradoni di Montevergine al Monte Bonadies presenta pendenze accentuate e fondo pietroso che mettono alla prova l'equilibrio.
  • L'auto privata si rivela un intralcio per spostarsi verso la costa limitrofa. Per arrivare a Vietri sul Mare o ai vicini porti di Cetara e Amalfi, conviene salire sui traghetti dal Molo Manfredi, tagliando del tutto il traffico bloccato della Statale Amalfitana.
  • La deviazione ai templi greci risulta più veloce su rotaia che sull'asfalto. I convogli regionali partono dalla stazione centrale e raggiungono la fermata di Capaccio-Paestum in mezz'ora esatta, a poca distanza a piedi dagli scavi.
  • Pianificare gli orari richiede attenzione ai lucchetti. Molte architetture religiose, esposizioni e siti archeologici interrompono l'attività tra le 13:00 e le 16:00, chiudendo l'accesso per riaprire solo a pomeriggio inoltrato.

Dove prenotare la stanza

Scopri altre strutture
← Torna indietro