Organizzare un weekend in Sicilia puntando sull'entroterra montano significa lasciarsi alle spalle la costa per affrontare altitudini e paesaggi netti, dai crateri vulcanici alle faggete silenziose. Le temperature variano bruscamente rispetto al livello del mare: sull'Etna, tra i 1900 e i 3000 metri, il vento è forte e gli sbalzi termici si fanno sentire anche in estate, rendendo necessari abbigliamento a strati, giacca antivento e scarponcini alti per proteggersi dal brecciolino lavico.

I periodi migliori per camminare sono la primavera inoltrata, tra maggio e giugno, e i mesi autunnali di settembre e ottobre, quando i boschi cambiano colore e l'aria è fresca. Da gennaio a inizio marzo, invece, le quote più alte si prestano allo sci e alle ciaspolate, sempre verificando in anticipo i bollettini neve.

Per coprire le distanze tra la costa orientale e i massicci centrali è indispensabile avere un'auto a noleggio. I collegamenti con i mezzi pubblici sono infatti rari e i tempi di percorrenza richiedono pazienza per i numerosi tornanti: occorre calcolare quasi due ore per spostarsi da est verso i rilievi interni.

Come organizzare il weekend

Giorno 1 — Dal vulcano al canyon

Mattina

La giornata inizia a 1900 metri di quota, esplorando i Crateri Silvestri nella zona di Nicolosi (Etna Sud). Sono coni vulcanici inattivi risalenti all'eruzione del 1892; la visita libera richiede tra una e due ore ed è adatta a tutti. Conviene arrivare presto al mattino, prima che le nubi coprano la visuale e si alzi l'umidità. Chi cerca un'escursione più ripida sul versante orientale può puntare verso Zafferana Etnea per affrontare la Valle del Bove e Sentiero Monte Zoccolaro: servono due o tre ore e scarpe da trekking per risalire il crinale e affacciarsi sulla spettacolare depressione vulcanica.

Pomeriggio

Si scende verso nord, affrontando circa un'ora e quarantacinque minuti di guida, per raggiungere la zona di Motta Camastra. Qui si trovano le Gole dell'Alcantara e sentieri del Parco Botanico, un canyon profondo scavato dal fiume tra pareti di lava raffreddata a forma di canne d'organo. La visita classica dura fino a un paio d'ore, ma da maggio a ottobre è possibile partecipare a sessioni di trekking fluviale, un'attività che va prenotata in anticipo.

Sera

Per avvicinarsi alle tappe del giorno successivo, conviene spostarsi verso ovest in auto per circa due ore. Raggiunto il Parco delle Madonie, la sosta per la cena si fa a Petralia Sottana al Ristorante Il Castello. Il menù si concentra su grani antichi siciliani con impasti a lunga lievitazione, caciocavallo madonita, salsiccia locale e funghi raccolti nelle valli circostanti.

Giorno 2 — Le vette madonite

Mattina

L'intera mattinata è dedicata all'escursionismo ad alta quota. Raggiunta la Piana e Faggeta di Piano Battaglia a 1600 metri, ci si trova sull'altopiano circondato dal Monte Mufara. Da qui parte il sentiero per Pizzo Carbonara, la seconda vetta più alta dell'isola con i suoi 1979 metri. L'ascesa è impegnativa, dura tra le quattro e le cinque ore, e attraversa un paesaggio fatto di inghiottitoi carsici e rocce ricche di formazioni fossili.

Pomeriggio

Dopo la discesa, il pranzo si fa in quota alla Locanda Rifugio Marini (Contrada Piano Battaglia 59), che serve piatti a base di funghi di faggeta e carni alla brace; nei fine settimana è raccomandato prenotare il tavolo. Ripresa l'auto, si sale fino a 1819 metri per vedere il Santuario Madonna dell'Alto, un punto panoramico che offre una vista completa sui rilievi. Si scende poi verso le Alte Madonie per una passeggiata a piedi di un paio d'ore nel Borgo medievale di Petralia Soprana, a oltre 1100 metri, noto per i tre belvedere che guardano fino all'Etna.

Sera

La cena si svolge in Piazza San Michele a Petralia Soprana, sedendosi ai tavoli della Trattoria da Salvatore. Il locale propone una cucina di montagna lenta, con pasta fresca fatta a mano e ingredienti provenienti dai pascoli dell'entroterra.

Giorno 3 — Tra castelli e passerelle sospese

Mattina

La giornata si apre con il Sentiero dell'Aquila Reale a Piano Farina, situato tra Petralia Sottana e Castelbuono. È un percorso ad anello facile e lungo due chilometri, che permette di osservare da vicino i canyon montani e le sagome dei vecchi pagliai madoniti costruiti in pietra e paglia. Finito il giro, ci si sposta verso il centro di Castelbuono, dove si può prendere stanza all'Hotel Paradiso Delle Madonie per avere una base d'appoggio centrale.

Pomeriggio

Il pranzo richiede di recarsi in Cortile Ventimiglia 5 alla Hostaria Nangalarruni, guidata dallo chef Peppe Carollo; è un posto rinomato per il maialino nero e la manna, ed è indispensabile prenotare con largo anticipo. Con un'ora a disposizione si visita il Castello dei Ventimiglia, fortezza del XIV secolo che al suo interno nasconde una Cappella Palatina lavorata con stucchi del Serpotta. Nel tardo pomeriggio, si guida fino al centro storico di Geraci Siculo per camminare sul Salto del Ventimiglia, una struttura in vetro e acciaio a strapiombo sulle valli, dove bastano venti minuti per scattare foto al tramonto.

Sera

Si rientra a Castelbuono per l'ultimo pasto del fine settimana. In Via Giordano 4 si trova il Ristorante Palazzaccio, segnalato dalla Guida Michelin, che serve piatti della tradizione madonita affiancati da una solida scelta di bottiglie regionali.

Dritte pratiche per il viaggio

  • Arrivando a Etna Sud, nel piazzale del Rifugio Sapienza i posteggi hanno le strisce blu e il parcometro. Nei fine settimana e in estate conviene parcheggiare entro le 9:30, per assicurarsi un posto vicino alla funivia e all'inizio dei percorsi prima che arrivino i grandi pullman.
  • L'accesso alle gole fluviali di Motta Camastra avviene in due modi: si possono usare le scalinate comunali pubbliche oppure l'ingresso a pagamento dotato di ascensori.
  • Calcolando tre giorni completi, la spesa media a persona si attesta tra i 130€ e i 200€. La cifra copre i pasti nelle trattorie (circa 25-40€ a sosta), gli ingressi e i tour guidati, ma non comprende la macchina a noleggio e l'alloggio.

Dove alloggiare

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