Tra le sponde orientali del bacino lariano e le valli della provincia di Sondrio, il paesaggio cambia radicalmente nel giro di pochi chilometri, offrendo un contrasto netto tra l'orizzonte piatto dell'acqua e le verticalità della roccia. Da maggio a ottobre le condizioni si rivelano particolarmente adatte per affrontare i dislivelli a piedi. Nelle settimane di tarda primavera o durante i mesi di settembre e ottobre, in corrispondenza del foliage, si evita il caldo umido tipico del lago e si ha la certezza di trovare i rifugi di alta quota aperti e funzionanti.
Questo itinerario in Lombardia si sviluppa seguendo la linea dell'acqua: dalle onde che sbattono contro i moli dei paesi rivieraschi, passando per i torrenti e i laghi di origine glaciale delle vallate alpine, fino all'acqua calda di sorgente sfruttata fin dai tempi antichi. Invece di accumulare troppe tappe nella stessa giornata, conviene rallentare il ritmo, appoggiarsi alla rete ferroviaria locale dove possibile e concentrarsi su poche zone ben distinte, alternando lo sforzo fisico sui sentieri al riposo assoluto.
Non servono preparazioni atletiche estreme, ma una buona propensione a camminare su terreni irregolari e l'abitudine a organizzare gli spostamenti con logica, tenendo conto delle distanze stradali tra il lago e l'alta valle. Le giornate si riempiono di mulattiere sassose, pareti di granito chiaro, polente cotte sui fuochi dei camini alpini e vicoli lastricati in pietra, lasciando alle spalle il traffico e il rumore urbano.
I dettagli del percorso giorno per giorno
Giorno 1 — La riva orientale del lago dall'alto
Mattina
La giornata inizia sulla sponda orientale del lago in provincia di Lecco, sfruttando la rete ferroviaria regionale. Scendendo a Lierna, si trova subito il Ristorante Il Crotto di Lierna, un tipico crotto lariano ideale per fare colazione o mettere sotto i denti qualche specialità locale prima di iniziare la salita. Da qui si imbocca la variante alta del Sentiero del Viandante (Tratto Lierna - Varenna). L'antica mulattiera procede a mezza costa offrendo aperture costanti sullo specchio d'acqua sottostante. Il terreno richiede attenzione e un passo misurato: servono all'incirca quattro o cinque ore per completare questo specifico segmento, camminando al fresco del mattino.
Pomeriggio
Superato il dislivello maggiore, la mulattiera si avvicina alla frazione di Perledo, appena sopra Varenna. Lungo la discesa si incontra il Crott del Pepot, una trattoria rustica con tavoli all'aperto dove riprendere fiato mangiando polenta concia, formaggi locali e salumi. A breve distanza sorge il Castello di Vezio, una fortezza di origine medievale costruita a picco sul lago e circondata da alberi di ulivo secolari. La visita richiede tra un'ora e due ore, giusto il tempo di salire sulla torre panoramica e osservare le sculture sparse nel prato. Terminata la discesa verso il centro abitato, si dedica il resto del pomeriggio a Villa Monastero. Il suo giardino botanico si allunga per quasi due chilometri a ridosso delle acque del lago; per attraversarlo tutto e osservare le collezioni botaniche conviene calcolare almeno un'ora e mezza di sosta.
Sera
Con l'avvicinarsi del tramonto, l'afflusso di visitatori si riduce. È il momento più indicato per percorrere la Passeggiata degli Innamorati, una passerella pedonale in metallo e legno fissata a strapiombo sull'acqua, che unisce la zona dell'imbarcadero direttamente al nucleo storico del borgo di Varenna. Per la cena ci si sposta nell'omonima piazza centrale per sedersi ai tavoli del Ristorante Al Prato, un locale caratteristico che serve ricette della tradizione lariana e valtellinese rielaborate. Chi decide di pernottare in paese può raggiungere a piedi l'Hotel Royal Victoria, situato in piena area pedonale.
Giorno 2 — Granito, vallate alpine e acque termali
Mattina
Lasciato il lago, ci si sposta in Valtellina. Raggiunta la Val Masino, si entra nel perimetro della Riserva Naturale Val di Mello, spesso paragonata a una Yosemite in miniatura per le imponenti pareti di granito chiaro che la delimitano. L'escursione sul fondovalle richiede all'incirca tre o quattro ore tra andata e ritorno su un tracciato pianeggiante. Lungo il cammino, l'attrazione principale è data dall'acqua: si incontrano la Cascata del Ferro e Bidet della Contessa, un limpido specchio d'acqua cristallina alimentato dai torrenti montani, circondato da massi erratici e vegetazione alpina.
Pomeriggio
Per il pranzo, l'imbocco della riserva offre i tavoli dell'Agriturismo Il Gatto Rosso, noto tra gli escursionisti per la polenta servita al camino, le crostate artigianali e i formaggi d'alpeggio. Chi preferisce spingersi oltre fino a Cascina Piana, a 1100 metri di quota, trova il Rifugio Mello, una solida struttura in pietra e legno dove arrivano porzioni di pizzoccheri e polenta taragna fumante. Nel primo pomeriggio si risale in auto in direzione dell'Alta Valtellina fino a raggiungere i QC Terme Bagni Vecchi a Valdidentro, a ridosso di Bormio. Questo stabilimento storico conserva le originali vasche romane e la grotta sudatoria, oltre a una vasca panoramica esterna ricavata direttamente scavando la roccia della montagna. Per completare il percorso termale serve un'intera mezza giornata.
Sera
Rilassati dall'acqua calda, si scende in pochi minuti nel Centro Storico di Bormio e Kuerc. Il borgo conserva una marcata impronta alpina e medievale, con antiche vie di pietra e le cantine storiche in cui riposa l'Amaro Braulio. Una camminata serale fino alla piazza del Kuerc precede la cena. Il tavolo va cercato al Ristorante Hotel Baita dei Pini in Via Don Evaristo Peccedi: la cucina porta in tavola bresaola artigianale, i classici pizzoccheri e piatti a base di selvaggina, affiancati da una bottiglia di vino rosso dei terrazzamenti Retici della provincia.
Dritte pratiche per organizzare i due giorni
- Per la prima giornata sul lago conviene lasciare l'auto e muoversi esclusivamente con la ferrovia regionale della linea Tirano-Lecco-Milano, che effettua fermate in tutti i principali borghi costieri come Lierna, Varenna e Bellano. Per raggiungere le tappe in Valtellina del secondo giorno, invece, è necessario avere un'auto privata o utilizzare gli autobus di vallata, calcolando circa un'ora e mezza di viaggio da Lecco a Morbegno o Val Masino.
- L'accesso alla Val di Mello è regolamentato in alta stagione. Nei fine settimana estivi e durante i giorni festivi l'ingresso ai veicoli è a numero chiuso e richiede il pagamento di un ticket giornaliero a San Martino. Qualora i posti auto fossero esauriti, si lascia la macchina in paese e si cammina per circa 30-40 minuti, oppure si sfrutta il servizio navetta disponibile nei mesi più caldi.
- Il tracciato alto da Lierna a Varenna non tocca quote elevate, ma si sviluppa su ciottoli, mulattiere sassose e tratti con pendenze ripide. È sconsigliato affrontarlo con normali scarpe da ginnastica a suola liscia; servono scarponcini da trekking leggeri con una buona aderenza e, se possibile, un paio di bastoncini per scaricare il peso.
- Se l'intenzione è quella di pranzare nei rifugi della Val di Mello durante i weekend di sole o usufruire del percorso ai QC Terme Bagni Vecchi, va ricordato che l'accesso senza prenotazione è spesso impossibile. Per le terme, in particolare, è obbligatorio bloccare la propria fascia oraria online con svariati giorni di anticipo per aggirare il tutto esaurito.
- Considerando unicamente i pasti, i trasporti e gli ingressi, la spesa media ammonta a circa 80-130 € a testa. Nel dettaglio, i biglietti del treno Trenord costano tra i 3 e i 5 € a tratta, gli ingressi per i parchi termali o i musei variano da 30 a 65 €, mentre per pranzare nei rifugi e cenare nelle trattorie tipiche si spendono indicativamente tra i 30 e i 45 € a pasto.
Dove dormire tra lago e montagna
Quattro stelle affacciato sulle acque del lago di Como, posizionato proprio nel cuore della zona pedonale.
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