Quanti giorni servono per conoscere davvero Padova? Un weekend lungo di quattro giorni permette di dividere l'itinerario in due parti distinte. I primi due giorni rimangono confinati nel perimetro del centro storico, muovendosi a piedi o usando la rete dei tram, dato che la zona a traffico limitato è vasta e costantemente monitorata dalle telecamere.

Per la seconda metà del viaggio serve noleggiare un'auto e spostarsi verso i Colli Euganei, che distano dai quindici ai trenta minuti, per esplorare borghi di collina, giardini storici e monasteri. Se le date sono flessibili, il periodo tra aprile e maggio porta le fioriture all'interno dei giardini storici, mentre tra settembre e ottobre si incontrano i colori dell'autunno sui colli, i giorni di vendemmia e la maturazione delle giuggiole.

Organizzare il weekend giorno per giorno

Giorno 1 — Dagli affreschi alle piazze del mercato

Mattina

La giornata inizia ai Giardini dell'Arena. L'accesso alla Cappella degli Scrovegni funziona con regole rigide: si passa dalla camera di compensazione e poi si hanno esattamente dai quindici ai venti minuti per osservare il ciclo di affreschi del Trecento realizzato da Giotto. Uscendo, si cammina fino al Caffè Pedrocchi. L'edificio neoclassico dell'Ottocento, noto per essere stato costruito senza porte, serve al banco il suo espresso con crema alla menta e spolverata di cacao.

Pomeriggio

In Piazza delle Erbe si entra al Palazzo della Ragione, antica sede dei tribunali del comune. La visita richiede tra i quarantacinque e i sessanta minuti per salire a vedere il grande Salone sopraelevato, con gli affreschi a tema astrologico e il cavallo di legno. Direttamente al piano terra dello stesso edificio si cammina nel Sotto il Salone, un centro commerciale coperto antico pieno di botteghe di formaggi, produttori di salumi veneti ed enoteche dove si ordina lo spritz.

Sera

Rimanendo sulle piazze mercatali, si va a cena all'Osteria A Banda del Buso, affacciata su Piazza dei Frutti. Il menù propone spunciotti, fette di polenta, pesce e l'ombra di vino classica della zona.

Giorno 2 — Dal Santo fino al canale Bacchiglione

Mattina

Ci si sposta nella zona sud per visitare la Basilica di Sant'Antonio. L'edificio si distingue dall'esterno per le cupole di stile bizantineggiante, e all'interno serve un'ora per vedere la tomba del Santo, le statue in bronzo di Donatello e la Cappella delle Reliquie. Per mangiare basta spostarsi in Via del Santo e sedersi all'Antica Trattoria Dei Paccagnella, dove preparano baccalà mantecato e bigoli al ragù di gallina padovana.

Pomeriggio

La passeggiata prosegue all'Orto Botanico di Padova, patrimonio dell'umanità. Si contano circa novanta minuti per camminare nell'Hortus cinctus rinascimentale e tra le serre del Giardino della Biodiversità. Subito fuori si apre Prato della Valle. Lo spiazzo ruota intorno all'isola centrale Memmia, chiusa da un canale ellittico e sorvegliata da settantotto statue storiche. L'orario del tramonto è il momento più indicato per fermarsi lungo l'acqua.

Sera

Si risale lungo la Riviera Paleocapa, dove le anse del canale Bacchiglione riflettono le luci della Torre della Specola, nata come torrione militare e diventata osservatorio astronomico nel Settecento. Per la cena si entra nel Ghetto Ebraico: in Via dei Soncin si trova l'Osteria L'Anfora, dove i piatti caserecci si leggono scritti sulle lavagne al muro.

Giorno 3 — In auto verso le pendici dei Colli

Mattina

Recuperata l'auto, si esce dal centro puntando verso Teolo. La prima fermata è l'Abbazia di Praglia, un monastero benedettino fondato nell'undicesimo secolo proprio sotto i colli. All'interno si cammina tra quattro chiostri di epoca rinascimentale e si osservano i locali dell'antica farmacia erboristica e del laboratorio che restaura i libri vecchi.

Pomeriggio

Si scende a Luvigliano di Torreglia per visitare Villa dei Vescovi, una residenza rinascimentale prepalladiana circondata dalle viti collinari, con i muri dipinti da Lambert Sustris. Spostandosi a Battaglia Terme compare la mole del Castello del Catajo. Più che un forte militare è una villa di dimensioni enormi, con terrazze rivolte verso il colle, cortili usati un tempo per il teatro e pareti dipinte da Zelotti.

Sera

Si rientra in città per cenare all'Antica Osteria del Capo, situata in Via degli Obizzi. Il locale ricorda un piccolo bistrot e serve paste e fagioli e porzioni di zuppa portate al tavolo direttamente dentro una pagnotta scavata.

Giorno 4 — Borghi di pietra e mura medievali

Mattina

A Galzignano Terme si parcheggia davanti al Giardino Monumentale di Valsanzibio (Villa Barbarigo). Il parco, di origine seicentesca e stile barocco, nasconde fontane, giochi idraulici, decine di sculture allegoriche e il grande labirinto di bosso piantato secoli fa per rappresentare un percorso di purificazione.

Pomeriggio

Guidando verso sud si incontra il Borgo Medievale e Casa di Petrarca ad Arquà Petrarca. Le strade in pietra portano alla casa-museo di Francesco Petrarca e alla sua tomba scolpita in marmo rosso. Pochi chilometri più a sud, a Monselice, si sale a piedi lungo la Passeggiata delle Sette Chiesette. È un percorso devozionale sul versante della Rocca che finisce a Villa Duodo. Il pomeriggio si chiude a Este, passeggiando all'interno della cinta muraria del Este e Castello Carrarese, uno spazio militare del Trecento trasformato oggi in un giardino pubblico.

Sera

Dopo aver lasciato l'auto, l'ultima sera riporta nel centro storico patavino. In Via San Gregorio Barbarigo c'è il Bacaro Padovano, un ristorante rustico specializzato in cicchetti veneziani, porzioni di sarde in saor, seppie in tòcio e piatti di bigoli in salsa.

Dritte pratiche per organizzarsi

  • Bisogna prenotare i biglietti per la Cappella degli Scrovegni con due o tre settimane d'anticipo. Gli ingressi sono organizzati in turni rigidi da quindici o venti minuti e nel fine settimana i posti liberi si esauriscono in fretta.
  • Per evitare problemi con le telecamere della ZTL cittadina, conviene posteggiare la macchina nel grande parcheggio scambiatore di Piazza Rabin, a due passi da Prato della Valle, o nell'autorimessa vicino a Piazza Eremitani, per poi girare esclusivamente a piedi o in tram.
  • Prima di muoversi verso i Colli Euganei, va controllato il calendario delle aperture: alcuni complessi religiosi e ville private riducono gli orari al pomeriggio, oppure chiudono del tutto al lunedì.

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