Trascorrere il ponte di Ognissanti a Triora significa incontrare questo borgo dell'entroterra ligure nel suo momento di massima attività. Tra la fine di ottobre e il primo novembre, le strade in pietra si riempiono per le celebrazioni di Samhain, l'antico capodanno celtico, e per la rievocazione dei processi alle streghe, o bàzure. Vengono accesi falò propiziatori, si allestiscono mercatini esoterici e prendono vita antichi riti e cortei storici come La Ridda, sfruttando l'atmosfera austera della Valle Argentina.
Il freddo inizia a farsi sentire, specialmente dopo il tramonto, e i vicoli acciottolati diventano umidi e scivolosi. Le botteghe del centro si adattano al clima servendo frisciöi, le classiche frittelle salate di verdure, rostelle di pecora e tranci del celebre pane locale spalmato di bruss, una ricotta fermentata tipica degli alpeggi. È un weekend lungo fatto di saliscendi faticosi e temperature rigide, dove l'isolamento geografico del paese aggiunge peso alle vicende storiche raccontate dai ruderi e dalle prigioni rinascimentali.
Tre giorni tra la Valle Argentina e l'alta quota
Giorno 1 — Arrivo nel borgo e storie di carestia
Mattina
La strada provinciale SP548 richiede circa 50 minuti di curve dal casello di Arma di Taggia. Una volta lasciata l'auto, conviene iniziare l'esplorazione dalla parte bassa del paese. Nel rione della Sambughea si incontra la Fontana Soprana, un monumento pubblico del XIV secolo intagliato direttamente nella pietra viva, con vasche e mascheroni originali usati per secoli per l'approvvigionamento idrico. Risalendo lungo Corso Italia si trova il Panificio Asplanato Angiolino, un forno attivo dagli anni Cinquanta. È l'unico produttore artigianale rimasto a possedere la certificazione per il Pane di Triora, preparato a lievitazione naturale e cotto su un letto di crusca.
Pomeriggio
La visita al Museo Regionale Etnografico e della Stregoneria (MES) impegna circa un'ora e mezza. L'ingresso costa 3 euro e la struttura apre tutti i giorni dalle 14:30 alle 18:00, con un turno aggiuntivo nei festivi dalle 10:30 alle 12:00. I tre piani documentano la civiltà contadina ma conservano soprattutto i verbali originali e gli atti delle torture del processo del 1587-1589. A poca distanza, in via San Dalmazzo, si scende nei sotterranei del cinquecentesco Palazzo Capponi per vedere le Antiche Prigioni delle Streghe. Dietro spesse inferriate in ferro, venivano rinchiuse le donne accusate di sortilegi durante la grande carestia di fine Cinquecento.
Sera
Per la cena ci si sposta in via Camurata all'Osteria La Loggia della Strega. È una trattoria che si concentra sulle materie prime della Valle Argentina: il menu offre sugeli, lumache, carni sostanziose e pasta fresca condita con il bruzzo d'alpeggio.
Giorno 2 — La piazza centrale e il sentiero delle fattucchiere
Mattina
La giornata inizia in Piazza Tommaso Reggio, il crocevia principale di Triora. La Collegiata dell'Assunta, costruita sui resti di un antico tempio pagano, custodisce una tavola a fondo oro raffigurante il Battesimo di Cristo, opera del 1397 di Taddeo di Bartolo. L'adiacente Oratorio di San Giovanni Battista, risalente al 1677, conserva dipinti di Lorenzo Gastaldi, un pesante altare ligneo barocco e una statua uscita dalla bottega di Anton Maria Maragliano. Sullo stesso spiazzo si affaccia il Palazzo Stella e Museo Civico Diffuso, dimora cinquecentesca della famiglia Stella e uno dei teatri delle vicende del processo, che oggi ospita mostre e vari eventi legati alle celebrazioni del ponte.
Pomeriggio
Camminando verso la cima del Monte Trono si raggiungono i Ruderi del Castello e Torrione Medievale. La fortificazione del XII-XIII secolo fungeva da vedetta per la Repubblica di Genova; oggi è il punto panoramico più alto dell'abitato e ospita la scultura monumentale del gatto guardiano. Scendendo a valle, ben fuori dalle antiche mura, si percorre il sentiero sterrato fino a La Cabotina. Questo casolare in rovina, affacciato a strapiombo sulla valle, era ritenuto il ritrovo notturno per i sabba delle fattucchiere ed è oggi il fulcro simbolico degli eventi di fine ottobre.
Sera
Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo un tavolo a L'Erba Gatta vino e cucina, in via Roma. Il locale serve piatti liguri di montagna, paste fatte a mano e funghi locali raccolti nei boschi circostanti.
Giorno 3 — Chiese campestri e mulini ad acqua
Mattina
Appena fuori dall'abitato principale, un'antica mulattiera campestre conduce alla Chiesa di San Bernardino. L'edificio rurale del Quattrocento è preceduto da un portico ad arcate e si distingue per un crudo ciclo di affreschi all'interno. I dipinti, attribuiti a pittori toscani o a seguaci del Canavesio, raffigurano il Giudizio Universale e i dettagli anatomici delle pene infernali.
Pomeriggio
Prima di riprendere la strada verso la costa, si scende di quota lungo la provinciale fino al Borgo Medievale di Molini di Triora. Questo nucleo abitato lungo il torrente deve il suo nome e la sua conformazione ai 23 mulini idraulici che un tempo macinavano cereali e castagne per tutta la vallata. Oltre ai resti dei mulini, si visita il Santuario tardo-medievale di Nostra Signora della Montà.
Sera
La cena conclusiva si tiene in Piazza Roma a Molini di Triora, al Ristorante Albergo Santo Spirito. Questa locanda, attiva dal 1897, continua a proporre le ricette alpine liguri originali, come i ciapazoi au brüzzu o le tagliatelle di castagne e capra servite con fagioli.
Dritte pratiche per i giorni di festa
- Durante le giornate clou del 31 ottobre e del 1° novembre, il borgo storico è chiuso al traffico. I posti auto vicino all'ingresso del paese finiscono già la mattina presto; spesso viene istituito un senso unico alternato sulla provinciale e bisogna lasciare l'auto nei parcheggi a valle, utilizzando poi i bus navetta convenzionati.
- I collegamenti tramite i mezzi pubblici della Riviera Trasporti da Sanremo o Taggia sono limitati a poche corse giornaliere, rendendo l'automobile privata l'unica opzione davvero affidabile per raggiungere la valle e muoversi tra le frazioni.
- L'abitato medievale è composto da ripide salite su acciottolato, scalinate scivolose e archivolti. Le temperature serali a fine ottobre calano molto rapidamente: bisogna indossare giacche termiche antivento e, obbligatoriamente, scarpe da trekking o calzature con suola antiscivolo.
Dove alloggiare in paese
Antica dimora in pietra ristrutturata, situata nella parte più alta e storica del borgo medievale.
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