La costa ligure non si esaurisce in una settimana di festival televisivo o in una passeggiata distratta sul lungomare di Sanremo. Basta allontanarsi di poche strade dalla zona commerciale per trovare un reticolo di vicoli in forte pendenza, oppure guidare per mezz'ora verso l'interno per ritrovarsi su montagne che superano i mille metri di quota, dove l'aria salmastra lascia il posto al vento freddo. La primavera, tra aprile e maggio per sfruttare le fioriture, e l'autunno, tra settembre e ottobre, sono i mesi più indicati per organizzare il tempo a disposizione: le temperature miti permettono di camminare senza patire la calura estiva e si evita il sovraffollamento d'agosto.

In un raggio di pochi chilometri si passa dalle cupole dorate di inizio Novecento, volute dalla nobiltà russa, ai ruderi di paesi crollati sotto il terremoto e ripopolati decenni dopo da pittori e scultori. Il paesaggio cambia in fretta. Chi cerca i percorsi tra gli alberi trova sentieri in quota affacciati sul golfo, mentre chi preferisce la pianura può sfruttare i chilometri di asfalto liscio ricavati sui binari della vecchia ferrovia litoranea. Le giornate si riempiono di spostamenti brevi ma densi. Questa geografia così verticale richiede però di scegliere bene i mezzi: l'auto serve per arrampicarsi nelle valli, ma diventa un limite ingombrante appena ci si avvicina alle strade pedonali della città vecchia.

Quattro giorni tra costa ed entroterra

Giorno 1 — Dalle pietre della città vecchia alle sale Liberty

Mattina

La giornata comincia puntando verso La Pigna (Centro Storico), la parte vecchia e arroccata dell'abitato. Conviene esplorare questo labirinto medievale al mattino, prima che il sole scaldi troppo l'aria. La visita richiede circa due ore, spese camminando in salita tra scalinate ripide, porte storiche e vicoli stretti coperti da archi. Il dislivello pesa sulle gambe, ma le facciate in pietra offrono ombra costante. Scendendo di nuovo verso l'area commerciale, ci si ferma alla Concattedrale di San Siro. Questo edificio in stile romanico-gotico è la costruzione religiosa più antica in zona e si trova a poca distanza dai banchi del mercato cittadino. Per pranzo, i tavoli di Ipazia Cibi e Libri offrono un riparo intimo nel centro storico, circondati da scaffali di volumi. Qui si mangiano piatti della cucina locale di terra e di mare, come il coniglio, la stroscia e il brandacujun, un impasto tipico a base di baccalà e patate.

Pomeriggio

Dopo mangiato, il tragitto si sposta sulle strade più piane e battute. Via Matteotti è la via pedonale dedicata agli acquisti. Guardando le vetrine, si transita davanti all'ingresso del Teatro Ariston, sede fissa della musica italiana. Deviando verso il quartiere della Foce e imboccando Corso Nuvoloni, si arriva alla Chiesa Russa Ortodossa (Cristo Salvatore). Costruita all'inizio del secolo scorso per accogliere i russi che svernavano in zona, si fa notare da lontano per le cupole a cipolla dorate; l'interno si visita tranquillamente in circa trenta minuti. Nel tardo pomeriggio, spostandosi verso Corso degli Inglesi, si raggiunge il Casinò di Sanremo. Il palazzo risale al 1905 e la sua facciata monumentale ha linee tipicamente Liberty, visibili al meglio quando le prime luci si accendono sulle sale da gioco.

Sera

Col buio, il fulcro del movimento si concentra attorno al Porto Vecchio e Piazza Bresca. Questa è la zona della movida, densa di barche ormeggiate e tavolini dei dehors. Per la cena, il Ristorante Da Nicò - Trattoria del Porto occupa un angolo della piazza fin dal 1935, specializzato nella preparazione del pescato fresco ligure. Nei fine settimana i posti all'aperto finiscono in fretta, quindi va prenotato con qualche giorno di anticipo per avere il tavolo assicurato.

Giorno 2 — Artisti tra le rovine e chilometri a pedali

Mattina

La seconda giornata porta fuori dal centro urbano. Conviene prendere l'auto, sapendo di doverla lasciare presto: la prima tappa è Bussana Vecchia (Borgo degli Artisti). Il perimetro del paese è chiuso ai veicoli. Le macchine si lasciano lungo i posteggi a valle, e l'ultimo pezzo di strada si percorre a piedi su una salita in ciottoli. Nel 1887 un terremoto violento distrusse i tetti, costringendo gli abitanti a fuggire. Negli anni successivi, una comunità internazionale ha recuperato i ruderi senza coprirli del tutto, ricavando laboratori e botteghe in mezzo alla pietra crollata. Girare l'intero abitato assorbe gran parte della mattinata. Tornati in centro a Sanremo per mangiare, la Trattoria A Cuvea offre un ambiente rustico in cui ordinare piatti veloci ma sazianti, dalle fette di farinata calda alle torte verdi liguri, fino alla pasta fresca al pesto.

Pomeriggio

Le ore successive richiedono meno sforzo e ritmi più distesi. Sul lungomare si incontra l'accesso alla Pista Ciclopedonale della Riviera dei Fiori. Si tratta di un percorso lungo 24 chilometri, ottenuto rimuovendo i binari della ferrovia costiera. Noleggiando una bicicletta si pedala agevolmente verso Ospedaletti o Arma, rimanendo a contatto diretto con il mare, senza pendenze e separati dal traffico automobilistico.

Sera

Dopo aver posato le biciclette, le ore che precedono la cena riportano verso le alture della Pigna. Subito sotto al piazzale sommitale si aprono i Giardini Regina Elena. Questo parco verde terrazzato offre decine di punti per riposare. Da lì, pochi passi in salita portano al Santuario della Madonna della Costa. Affacciarsi da questo piazzale al tramonto regala una visuale pulita su gran parte del golfo. Per chiudere la giornata con semplicità, la Pizzeria Spaccanapoli in centro serve impasti lievitati cotti nel forno a legna, con una lista molto lunga di condimenti classici e locali.

Giorno 3 — Curvoni e pietra nelle valli interne

Mattina

Il terzo giorno si stacca dall'acqua per concentrarsi sui comuni dell'entroterra. Per raggiungerli, bisogna guidare per circa trenta o quaranta minuti lungo strade piene di curve panoramiche. La prima deviazione in Valle Armea porta a Ceriana. La disposizione di questo abitato medievale segue una pianta a chiocciola quasi intatta. Le vie sono coperte da volte in muratura e affiancate da piccoli oratori, e dal limite delle case i sentieri si infilano subito nel bosco. Risalendo invece verso la Val Nervia Alta, le pendenze aumentano fino a sfiorare i 900 metri di altitudine a Bajardo. Essendo uno dei comuni più alti della zona, la temperatura scende in fretta. Sulle rocce del paese si appoggiano i ruderi della chiesa rimasta scoperchiata, da cui si guarda dritto verso la linea delle Alpi Marittime.

Pomeriggio

Scendendo di quota lungo la Val Nervia, si incontra Dolceacqua. Questo centro urbano prende forma sotto le torri del Castello dei Doria. Il ponte in pietra a schiena d'asino che scavalca il torrente è lo stesso che Claude Monet riportò su tela durante il suo soggiorno ligure. Il tardo pomeriggio è il momento più adatto per camminare tra le sponde del fiume e i vicoli ombreggiati. A poca distanza, le case di Apricale si aggrappano al versante di una collina boscosa. L'abitato è un groviglio denso di caruggi scoscesi, sovrastati in cima dal Castello della Lucertola.

Sera

Il ritorno sulla costa chiude il cerchio della giornata. Il Baccarà Bistrot, che si trova nelle vie del centro e ha ricevuto riconoscimenti dal Gambero Rosso, rivede le ricette della tradizione in chiave contemporanea. I piatti si basano sulle materie prime liguri, portando in tavola preparazioni elaborate e tecniche moderne applicate a classici come il cappon magro.

Giorno 4 — Guadagnare quota verso le Alpi

Mattina

L'ultima giornata alza l'asticella dello sforzo fisico. La macchina serve per salire rapidamente verso l'entroterra montano, fino a raggiungere la frazione collinare di San Romolo e Prato di San Romolo. L'altopiano è circondato da foreste fitte e funge da base strategica per attaccare i tracciati dei parchi forestali montani. L'obiettivo della salita è il Monte Bignone (1.299 m). Per affrontare il sentiero bisogna partire preparati: le calzature da escursionismo sono necessarie per fare presa sulla terra, così come una giacca a vento nello zaino, perché lo sbalzo termico rispetto ai gradi della costa si percepisce chiaramente già a metà strada.

Pomeriggio

La camminata per coprire i 500 o 600 metri di dislivello positivo tiene occupati per quattro o cinque ore tra andata e ritorno. La salita sotto gli alberi è costante, ma una volta raggiunta la cima del Monte Bignone (1.299 m) si rintracciano i segni di un antico castellaro preromano. L'orizzonte a quell'altezza è completamente libero: lo sguardo precipita verticalmente verso l'acqua del mare e si allunga sui rilievi delle Alpi Liguri. Finito l'anello escursionistico, si scende per tornare a valle.

Sera

Rientrati alla base con le gambe provate dal dislivello, la sera non chiede altro che riposo. Chi decide di pernottare all'Hotel Nazionale può sfruttare l'area benessere e la vasca panoramica posizionata sul tetto dell'edificio, nel mezzo del centro. In alternativa, dormire in stanze d'epoca al Grand Hotel & Des Anglais o negli spazi storici del Royal Hotel San Remo assicura una conclusione tranquilla, con l'architettura di lusso che fa da scudo alla stanchezza fisica.

Quattro regole pratiche per gli spostamenti

  • Chi deve muoversi tra i negozi del centro e la pista ciclabile fa prima a camminare o a noleggiare una bicicletta. L'automobile diventa invece necessaria per coprire i 30-40 minuti di curve verso i borghi di Dolceacqua, Bajardo o Ceriana, e per avvicinarsi alla partenza dei sentieri montani.
  • La circolazione a motore non è ammessa tra le case di Bussana Vecchia. Occorre lasciare la macchina nei posteggi situati lungo i tornanti più in basso e coprire l'ultimo tratto di pendenza a piedi, camminando sul fondo in pietra.
  • Anche se sulla costa il clima è mite, per il trekking verso il Monte Bignone servono calzature solide da montagna e indumenti antivento per sopportare il forte sbalzo termico che si avverte a 1.300 metri di altitudine.
  • I posteggi in strada attorno alle vie storiche della Pigna sono rari e scomodi per via degli spazi ristretti. Conviene puntare direttamente ai grandi parcheggi sotterranei a pagamento vicini a Piazza Colombo o sul lungomare, per poi proseguire a piedi in tranquillità.

Dove riposare senza allontanarsi troppo

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