Organizzare un weekend in Abruzzo richiede un mezzo proprio, dato che le distanze tra le aree montane e il litorale adriatico coprono circa un'ora e un quarto di guida. Il paesaggio cambia drasticamente: si passa dalle quote del Gran Sasso alle dune sabbiose della costa in poche decine di chilometri.

Il periodo migliore per pianificare queste quattro giornate va da fine maggio a metà luglio, oppure durante l'intero mese di settembre. In queste finestre temporali si evita la calura di agosto lungo le spiagge di Vasto e si trova un clima adatto per le escursioni in quota sui rilievi dell'Aquilano, tenendo anche conto che molte strutture storiche e ristoranti locali limitano i posti a sedere e si saturano rapidamente nei periodi di alta stagione.

Come organizzare le quattro giornate

Giorno 1 — Dalle quote del Piccolo Tibet ai borghi fortificati

Mattina

La prima parte della giornata va dedicata all'esplorazione dell'alta quota sull'Altopiano di Campo Imperatore, nell'area del Gran Sasso. Questo vasto altopiano carsico, soprannominato Piccolo Tibet, offre sentieri privi di vegetazione alta, dove si cammina a lungo con una visuale aperta sulle cime circostanti. Conviene partire con scarponi chiusi e scorte d'acqua, dato che l'area è esposta al sole e al vento, e percorrere i tracciati escursionistici prima che le temperature si alzino eccessivamente.

Pomeriggio

Si scende verso la zona di Calascio. Il Castello di Rocca Calascio è una fortezza normanna posizionata a 1.460 metri di altitudine, tra le più alte a livello europeo. L'orario migliore per raggiungere le rovine è il tardo pomeriggio, verso il tramonto, quando la luce colpisce la pietra. Lungo il sentiero che porta al castello si incontra la Chiesa di Santa Maria della Pietà, un tempietto rinascimentale a pianta ottagonale appoggiato sul crinale. La visita a piedi richiede un po' di sforzo fisico ma ripaga con la posizione isolata delle due strutture.

Sera

A breve distanza si trova il Borgo medievale di Santo Stefano di Sessanio, un insediamento fortificato costruito interamente in pietra calcarea, noto per la Torre Medicea e le botteghe artigiane. La visita a piedi del centro richiede circa due ore. Per la cena, il Ristorante La Bettola di Geppetto nel borgo offre piatti molto legati alla terra: zuppa di lenticchie locali, ravioli allo zafferano e i classici arrosticini. Chi cerca un posto dove dormire in zona può valutare le stanze storiche restaurate del Sextantio Albergo Diffuso.

Giorno 2 — Architettura aquilana, castelli e arte urbana

Mattina

Lo spostamento mattutino punta verso Porta Rivera, all'Aquila. Qui si visita la Fontana delle 99 Cannelle, un monumento civico di origine medievale che rappresenta il simbolo della fondazione della città. La particolarità della struttura risiede nei 93 mascheroni, tutti diversi tra loro, scolpiti alternando pietra bianca e rosa, da cui sgorga costantemente l'acqua.

Pomeriggio

Proseguendo verso la zona di Celano, si arriva al Castello Piccolomini di Celano. Si tratta di un'imponente struttura di transizione tra il medioevo e il rinascimento, che oggi ospita il Museo Nazionale d'Arte della Marsica. La visita agli spazi interni ed esterni richiede tra una e due ore. Da lì, il percorso sale a 1.030 metri di quota verso Aielli - Borgo Universo. Questo centro abitato è stato convertito in un museo a cielo aperto di arte urbana, dove i muri delle case ospitano decine di murales, culminando nella storica Torre delle Stelle.

Sera

Tornando verso Santo Stefano di Sessanio, la cena si organizza al Sextantio Cucina. Il ristorante lavora sul recupero di ricette popolari abruzzesi del passato, basate su ingredienti poveri ma molto radicati come il farro, i legumi autoctoni e lo zafferano. Dato il numero limitato di tavoli e la particolarità del menu, per trovare posto bisogna prenotare con un certo anticipo.

Giorno 3 — La città di Ovidio e il lago a forma di cuore

Mattina

La giornata inizia a Sulmona, camminando nell'ampia Piazza Garibaldi e Acquedotto Medievale. La piazza monumentale nel centro della città di Ovidio è definita su un lato dalle possenti arcate duecentesche dell'acquedotto svevo. L'area centrale è pianeggiante e facilmente esplorabile a piedi. Chi alloggia al B&B Amores si trova già a brevissima distanza a piedi da questo snodo, restando fuori dalla ZTL.

Pomeriggio

Si sale verso la zona di Scanno. Il Borgo antico di Scanno si esplora seguendo la rete di vicoli stretti e palazzi in pietra, osservando i dettagli della tradizione locale, dai costumi storici ancora indossati da alcune donne alle botteghe orafe specializzate nella lavorazione della 'presentosa'. La seconda parte del pomeriggio si spende al Lago di Scanno. Questo lago montano è celebre per la sua conformazione a cuore, che si nota in modo chiaro percorrendo il Sentiero del Cuore. L'orario pomeridiano è il più indicato per le passeggiate lacustri.

Sera

In serata si affronta il trasferimento di circa un'ora e un quarto per passare dall'Appennino alla costa adriatica. Arrivati a Rocca San Giovanni, la cena si consuma sul Ristorante Trabocco Punta Isolata. Questa struttura è una palafitta in legno letteralmente sospesa sull'acqua, guidata da maestri traboccanti. Il piatto da richiedere è il tradizionale brodetto di mare, cucinato secondo le consuetudini della costa.

Giorno 4 — Falesie, piste ciclabili e trabocchi storici

Mattina

La giornata si concentra sulla Costa dei Trabocchi. A San Vito Chietino conviene noleggiare una bicicletta per percorrere la Via Verde della Costa dei Trabocchi, una pista ciclopedonale di oltre 40 chilometri ricavata sopra il vecchio tracciato ferroviario costiero dismesso. Pedalando verso sud si incontra il Trabocco del Turchino ed Eremo Dannunziano. Questo specifico trabocco, situato proprio sotto il promontorio dell'Eremo, è quello storico celebrato da Gabriele d'Annunzio nel romanzo 'Trionfo della morte'.

Pomeriggio

A Fossacesia, in posizione rialzata su un promontorio, sorge l'Abbazia di San Giovanni in Venere. Il complesso monastico benedettino del XII secolo vanta un affaccio aperto su gran parte del litorale sottostante. Più a sud, a Vasto, l'ambiente cambia: la Riserva Naturale Regionale Punta Aderci protegge falesie a picco e sentieri tracciati nella macchia mediterranea, arrivando alla spiaggia di Mottagrossa. Poco distante, la Spiaggia e Trabocco di Punta Penna offre una lunga lingua di sabbia delimitata da dune e dominata da un faro. Prima di cena, guidando fino a Ortona, si osserva il tramonto dal Castello Aragonese di Ortona, un fortilizio a strapiombo sull'Adriatico che delimita a nord l'intera costa dei trabocchi.

Sera

Per l'ultima sera, l'opzione migliore a San Vito Chietino è il Ristorante Trabocco Punta Fornace. La struttura poggia su una palafitta con accesso diretto dalla spiaggia e serve esclusivamente un menu degustazione legato al pescato locale del giorno. Viste le dimensioni ridotte, circa 35 coperti in totale, è obbligatorio fissare un tavolo con largo anticipo.

Dritte pratiche per il litorale e l'entroterra

  • Per evitare le criticità di posteggio sulla Statale 16 e muoversi rapidamente tra le calette, conviene affittare una e-bike a Fossacesia Marina o a San Vito Chietino e spostarsi esclusivamente lungo la Via Verde ciclopedonale.
  • A Calascio i veicoli vanno lasciati negli spiazzi obbligatori segnalati poco prima del borgo vecchio. Da quel punto in poi si cammina per circa 20 minuti in salita su fondo sterrato: servono acqua e calzature da trekking chiuse.
  • Mangiare sui trabocchi richiede programmazione. Le strutture ospitano in media dai 30 ai 35 posti e lavorano su menu fissi basati sul pesce del giorno; durante l'estate o nei fine settimana bisogna prenotare con svariate settimane di anticipo.

Dove alloggiare tra città storiche e borghi

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