Organizzare un viaggio in Basilicata significa prepararsi a guidare attraverso contrasti geografici netti. Le distanze non si misurano solo in chilometri, ma nei cambi radicali di orizzonte: il tracciato passa dalla roccia nuda dei borghi scavati nel tufo alle faggete in altitudine, per poi scendere fino a bagnarsi i piedi in due mari con fondali completamente diversi. Se si cerca il compromesso per combinare il mare aperto e i sentieri di montagna, i mesi compresi tra maggio e ottobre sono il momento indicato. Per chi invece punta alle zone boschive, l'autunno inoltrato tra ottobre e novembre colora di tinte calde le sponde dei laghi vulcanici del nord.
Per affrontare queste strade serve un'auto privata o un camper. La rete dei mezzi pubblici copre a fatica i piccoli paesi dell'entroterra e i confini dei parchi naturali. Va anche calcolato un margine largo sui tempi di percorrenza: per tagliare la regione dalla costa ionica a quella tirrenica servono in media due ore e mezza, guidando su percorsi ricchi di tornanti continui che richiedono calma al volante.
Come organizzare il percorso
Giorno 1 — Il vulcano e la fortezza
Mattina
La partenza si concentra a nord, nell'area del Vulture a ridosso di Rionero. Conviene iniziare subito dai Laghi di Monticchio. Si tratta di due bacini vulcanici, il Lago Piccolo e il Lago Grande, che occupano il cratere spento del Monte Vulture in mezzo ai boschi. Quest'area copre bene una mezza giornata, affittando un pedalò per girare sull'acqua o seguendo i percorsi naturalistici a piedi tra gli alberi. Dal lago, alzando lo sguardo verso il pendio a strapiombo, si nota l'Abbazia di San Michele Arcangelo. Questo complesso monastico storico è inserito direttamente nella pietra; varcando l'ingresso si possono osservare da vicino le grotte votive antiche e visitare un museo dedicato all'ambiente naturale locale.
Pomeriggio
Lasciata la zona dei laghi, si guida verso il centro abitato di Melfi. Il volume massiccio del Castello Normanno Svevo di Melfi domina le strade. Questa fortezza di origine federiciana contiene oggi i reperti del Museo Archeologico Nazionale del Melfese. I cancelli sono aperti dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle 9 alle 20, e va calcolato circa un paio d'ore per completare il percorso senza doversi affrettare.
Sera
Per concludere la prima giornata ci si può fermare a cena nel centro storico di Melfi. Tra i vicoli lavora la Trattoria L'Angolo del Buono. La cucina porta in tavola i prodotti tradizionali dell'area del Vulture, puntando sulle paste fresche e sulle materie prime di terra.
Giorno 2 — Dolomiti Lucane e borghi sospesi
Mattina
Il secondo giorno ci si sposta verso l'interno frastagliato. I borghi di quest'area presentano forti limitazioni al traffico; i mezzi si lasciano nei posteggi comunali fuori dalle zone a traffico limitato. Arrivati a Castelmezzano, si affronta la Castelmezzano e Gradinata Normanna: cinquantiquattro scalini intagliati nel masso che portano a un affaccio panoramico sulle montagne. Chi preferisce camminare può imboccare il Percorso delle Sette Pietre. È un sentiero di due chilometri che si copre in circa un'ora e mezza, unendo il paese alla vicina Pietrapertosa passando per installazioni legate alle leggende locali. Chi cerca dinamismo deve fissare i biglietti per il Volo dell'Angelo con anticipo obbligatorio. È una zipline attiva da maggio a novembre che supera i cento chilometri orari tra le vette. A pranzo il Ristorante Peperusko, sempre a Castelmezzano, serve salumi di zona, formaggi e peperone crusco fritto.
Pomeriggio
Le ore successive vanno dedicate al vicino Borgo Antico di Pietrapertosa e Quartiere Arabata. Situato a 1088 metri di altitudine, è il comune più alto della regione. Il rione Arabata mantiene tratti arabo-medievali ed è stato scavato all'interno della roccia viva.
Sera
Ripresa l'auto in direzione di Matera, c'è un luogo che va inserito sulla via: Craco Borgo Fantasma. Abbandonato nel 1963 a causa di una frana, oggi si entra solo tramite un Craco Borgo Fantasma guidato da prenotare. La camminata dura un'ora e si compie muovendosi in gruppo con il caschetto protettivo.
Giorno 3 — La roccia antica e la costa ionica
Mattina
Arrivare nel fulcro di Matera richiede calzature con ottimo grip, per via dei continui saliscendi scivolosi. L'area dei Sassi di Matera (Caveoso e Barisano) forma un reticolo millenario scavato nel tufo e inserito nel patrimonio UNESCO. Bisogna prepararsi a camminare per almeno tre o quattro ore tra case-grotta, cortili e belvedere sulla gravina. Per il pranzo, tra via Santa Cesarea e il Sasso Barisano, c'è la Trattoria Stano. Da qui si mangia guardando i Sassi, ordinando cavatelli con mollica fritta e peperone crusco, o carni d'agnello. In via Lucana 48, l'Antica Trattoria Lucana 1900 prepara invece le fettuccine con purea di fave e funghi cardoncelli.
Pomeriggio
Nel pomeriggio si punta verso la costa ionica fino a Bernalda. Il tardo pomeriggio riduce il calore ed è il momento indicato per il Parco Archeologico e Tavole Palatine di Metaponto, dove si cammina per circa un'ora e mezza tra i resti dorici del Tempio di Hera. Subito dopo si raggiunge il Lido di Metaponto. È un largo tratto di sabbia chiara difeso dalle pinete e con acqua molto bassa. Poco più giù si incontra la Spiaggia e Oasi Bosco Pantano di Policoro, dove l'arenile si affianca a una riserva naturale del WWF in cui si praticano sport velici.
Sera
Il rientro verso l'interno permette di cenare all'Osteria La Pignata, in via Emanuele Duni 20 a Matera. Il locale si concentra su cotture tradizionali nei cocci, servendo la pignata di pecora e patate e le orecchiette della Murgia. Per passare la notte nelle rocce, l'Aquatio Cave Luxury Hotel & SPA dispone di stanze scavate nel nucleo del Sasso Caveoso.
Giorno 4 — Discese e spiagge sul Tirreno
Mattina
Il versante del Tirreno è segnato da scogliere e tracciati di asfalto molto più tortuosi rispetto alla pianura ionica. A Marina di Maratea il percorso scende verso la Cala Jannita (Spiaggia Nera). Questo arenile è formato da ciottoli e polvere vulcanica scura, ben protetto dalla macchia mediterranea. A poca distanza dal bagnasciuga si nota l'ingresso via mare per la Grotta della Sciabella.
Pomeriggio
Per una sosta più distesa sulla costa si passa alla Spiaggia di Fiumicello, sempre nel territorio marateota. Qui la conformazione della baia offre una sabbia dorata pulita, spazio maggiore per stendersi e fondali limpidi, mantenendo il contatto visivo con le alture alle spalle dell'acqua.
Sera
Prima del buio conviene rimettersi in marcia salendo sul Monte San Biagio. In cima si posiziona la Statua del Cristo Redentore, un blocco marmoreo alto circa ventuno metri. Aspettare l'orario del tramonto da questa quota permette di guardare dall'alto tutta la profondità del Golfo di Policastro.
Dritte per la strada
- La vettura è strettamente necessaria. I bus regionali faticano a unire i parchi alle province; per spostarsi dallo Ionio alla costa di Maratea bisogna mettere in conto oltre due ore di guida su tracciati molto curvi.
- Chi viaggia con mezzi voluminosi trova molto spazio pianeggiante e campeggi sul litorale ionico tra Metaponto e Policoro. Sul versante tirrenico le strade stringono e i posti camper si riempiono in fretta: vanno bloccati per tempo.
- Le attività a numero chiuso vanno gestite in anticipo. I passaggi per la zipline tra i borghi dolomitici e l'accesso tra i ruderi di Craco si comprano esclusivamente con prenotazione.
- I centri storici montani e l'intera area dei Sassi impediscono l'accesso ai motori per via delle zone a traffico limitato e dei forti dislivelli. L'auto si ferma nei posteggi perimetrali, e si prosegue con suole da trekking per non scivolare.
- Calcolando i costi quotidiani, va considerata una cifra che viaggia dai 50 ai 75 euro a persona per pagare il carburante, gli accessi alle aree monumentali e i piatti nelle osterie, senza contare la quota degli alloggi.
Dove dormire
Una struttura a quattro stelle dotata di piscina e giardino pensile, posizionata a soli duecento metri dalla sabbia di Fiumicello.
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