Matera esige scarpe comode e nessun orologio al polso. Il tempo qui è scandito dai dislivelli e dal colore del tufo che cambia luce man mano che il sole si abbassa. Se possibile, conviene organizzare il weekend nelle mezze stagioni, tra aprile e giugno o in autunno: si evita sia la calura estiva che batte feroce sulle pietre dei rioni storici, sia il freddo umido dell'inverno quando si scende negli ambienti ipogei.
Il ritmo giusto è lento, assecondando la geografia ostinata di un luogo dove i tetti di una casa fanno spesso da strada a quella sopra. Ci si sposta esclusivamente a piedi, tra pendenze continue e selciati sdrucciolevoli. L'auto si deve abbandonare all'esterno, nei parcheggi custoditi o multipiano come quello di Via Vena o Piazza Cesare Firrao, perché i Sassi di Matera e il centro al Piano sono una ZTL protetta da telecamere. Per capire a fondo la città, ci si deve abituare a esplorare sotto il livello stradale, dove si aprono enormi cisterne d'acqua e chiese scavate direttamente nel ventre della collina.
Itinerario di tre giorni a Matera
Giorno 1 — La vertigine del Caveoso e le prime grotte
Mattina
Si comincia esplorando il Sasso Caveoso, addentrandosi subito in quella che fu la vita quotidiana e religiosa fino al secolo scorso. Il primo impatto è con il Complesso Rupestre Madonna de Idris e San Giovanni in Monterrone. Si entra in queste chiese scavate direttamente nello sperone roccioso dell'Idris: la visita dura circa mezz'ora, con ingresso consentito dalle 9:30 alle 19:30. A breve distanza, sempre nel Caveoso, si trova la Storica Casa Grotta di Vico Solitario, un ambiente aperto con orario continuato che, in una ventina di minuti, mostra attrezzi originali e arredi d'epoca, spiegando com'era la vita contadina prima dello sgombero dei Sassi.
Pomeriggio
Dopo essersi fatti un'idea della dimensione domestica, si torna agli affreschi antichi. Sempre restando nel Caveoso, il percorso porta alla Chiesa Rupestre di Santa Lucia alle Malve. Un tempo monastero femminile fondato nell'VIII secolo, oggi custodisce notevoli affreschi; lo spazio è aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:30 e richiede una trentina di minuti. A questo punto si inizia a risalire verso la Civita, il punto più alto della città, per raggiungere la Basilica Cattedrale di Matera. Il duomo romanico pugliese del XIII secolo offre una visuale aperta su entrambi i Sassi. È accessibile dalle 9:00 alle 19:00, ma bisogna considerare che la domenica mattina le visite turistiche sono sospese tra le 10:00 e le 12:30; il tempo necessario per vederla è di circa 45 minuti.
Sera
Per la cena, rimanendo in zona Sasso Caveoso, Trattoria del Caveoso in Via Bruno Buozzi 21 serve piatti tradizionali lucani in sale anch'esse ricavate nella roccia. Specializzata nella cucina locale accompagnata da vini Aglianico, va prenotata in anticipo la sera. In alternativa, poco distante in Via Bruno Buozzi 11, c'è L'Abbondanza Lucana, ristorante storico che si concentra sulle materie prime del territorio, tra cui carne, cicerchie e peperone crusco reinterpretati.
Giorno 2 — Cisterne nascoste e il rione Barisano
Mattina
La mattinata si sposta verso Piazza Vittorio Veneto e il Centro al Piano, dove l'attrazione principale non si erge verso l'alto ma sprofonda nel suolo. Il Palombaro Lungo è una cisterna enorme scavata sotto la piazza principale, spesso definita una vera e propria 'cattedrale d'acqua'. Non è richiesta la prenotazione: l'apertura va dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, e la si percorre in autonomia in circa un quarto d'ora, aiutandosi con l'opuscolo fornito. Una volta risaliti, si scende di nuovo verso il Sasso Barisano per visitare il Vicinato a Pozzo. Aperto dalle 9:30 alle 19:00, questo spazio ipogeo mostra l'antico sistema di raccolta delle acque e l'organizzazione comunitaria dei cortili materani in una visita di circa 30 minuti.
Pomeriggio
Si rimane nel Sasso Barisano per un'altra testimonianza religiosa fondamentale: la Chiesa Rupestre di San Pietro Barisano. Si tratta del luogo di culto rupestre più vasto della città, caratterizzato dalla facciata settecentesca e dalla rete di ipogei sotterranei. Si entra indicativamente tra le 10:00 e le 19:00, calcolando fino a tre quarti d'ora per vederla tutta con calma.
Sera
Per mangiare nel Sasso Barisano, in Via Casale 24 si trova La Locanda nei Sassi, un'osteria situata dentro una grotta millenaria, dove si preparano orecchiette, cavatelli e ragù lucano fatti a mano. Bisogna prenotare. Un'opzione vicina è Osteria San Giovanni, ospitata in un profondo ipogeo in pietra adiacente alla chiesa omonima, conosciuta in particolare per la 'pignata' in terracotta e le polpette di pane.
Giorno 3 — La discesa nella Gravina e l'altopiano
Mattina
La giornata conclusiva abbandona l'abitato per inoltrarsi nella natura ruvida che circonda la città. Da Porta Pistola inizia il percorso del Sentiero 406 e Ponte Tibetano sulla Gravina. Si tratta di un trekking avventuroso classificato per escursionisti esperti (EE). Il sentiero scende rapidamente, attraversa il canyon tramite il ponte sospeso e comincia a risalire verso l'altopiano. Serve un ticket d'accesso e l'escursione impegna, tra andata e ritorno, dalle due alle tre ore.
Pomeriggio
Oltrepassato il canyon, si raggiunge l'area del Parco della Murgia Materana e Belvedere di Murgia Timone. Se non si desidera fare il percorso a piedi dalla città, l'altopiano è raggiungibile anche in auto in circa 15 minuti imboccando la SS7 e passando dal Centro Visite Jazzo Gattini. Per chi ha prenotato con almeno 24 ore di anticipo, da Jazzo Gattini partono le escursioni guidate (della durata di circa due ore) alle Chiese Rupestri di San Falcione e Madonna delle Tre Porte, santuari d'altura posizionati proprio sul ciglio della Gravina e affrescati con pitture medievali e bizantine. L'orario migliore per trovarsi sui belvedere della Murgia è sicuramente il tramonto, quando la vista si apre interamente sui Sassi di Matera.
Sera
Tornati al Sasso Barisano, si può cenare alla Trattoria Stano (Via Santa Cesarea 67/69). Serve piatti classici del territorio e offre uno scorcio panoramico, permettendo di cenare ammirando i rioni storici illuminati in notturna.
Dritte per organizzarsi al meglio
- Chi intende affrontare il Sentiero 406 verso la Gravina e il ponte tibetano deve considerare che il fondo è molto sdrucciolevole. Servono scarpe da trekking vere, con suola scolpita, e una scorta d'acqua. Il biglietto è richiesto per l'accesso, e i tour guidati verso le chiese rupestri d'altura richiedono una prenotazione anticipata di almeno 24 ore.
- Per evitare spese eccessive sui singoli ingressi, conviene dotarsi dei biglietti cumulativi del circuito Oltre l'Arte. Includono le chiese di Santa Lucia alle Malve, Madonna de Idris e San Pietro Barisano, abbassando notevolmente il costo complessivo.
- Le auto non possono circolare nei Sassi. Oltre a lasciarla nei parcheggi esterni (come Piazza Cesare Firrao o via Saragat) da cui scendere a piedi o con le navette stagionali, conviene rassegnarsi a camminare molto su selciati in pendenza, l'unico modo per attraversare i vicoli.
Dove passare la notte nei rioni di tufo
Camere di charme situate in ampie grotte sapientemente recuperate nella parte più antica del rione.
Vedi su Booking →Una struttura diffusa che nasconde, tra le pareti in tufo, persino una zona termale sotterranea.
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