L'Emilia-Romagna offre molto più della semplice pianura o della riviera affollata. Spostandosi verso le aree collinari e l'Appennino si incontrano valli boscose, laghi d'alta quota e castelli che un tempo sorvegliavano i confini territoriali.
Questo itinerario richiede obbligatoriamente l'uso dell'automobile per muoversi agevolmente tra la Val Trebbia, l'Appennino Reggiano e le province romagnole. Le strade collinari sono spesso tortuose e impongono ritmi lenti, ma permettono di attraversare paesaggi molto diversi tra loro nel giro di poche ore. Il periodo più indicato per mettersi alla guida va da maggio a ottobre, quando le temperature consentono lunghe camminate e i laghi appenninici sono circondati dai colori della natura in mutamento.
Come organizzare le tappe giorno per giorno
Giorno 1 — La Val Trebbia e il Piacentino
Mattina
La partenza è fissata nel centro di Bobbio, fulcro della Val Trebbia. La prima tappa è l'Abbazia di San Colombano, un monastero del 614 d.C. che ha rappresentato uno dei poli culturali più rilevanti dell'Europa altomedievale; la visita richiede indicativamente un'ora. Subito dopo conviene salire verso il Castello Malaspina dal Verme, fortezza trecentesca che sovrasta l'abitato con i suoi camminamenti panoramici e il museo ospitato all'interno. Prima di lasciare il borgo, una sosta all'Albergo Ristorante Piacentino in Piazza San Francesco permette di provare i maccheroni alla bobbiese con sugo di stracotto e i classici pisarei e fasò piacentini.
Pomeriggio
Si prosegue verso la Val Nure per esplorare il Borgo neomedievale di Grazzano Visconti. Trattandosi di un insediamento scenografico ricostruito in stile revival medievale, con botteghe artigiane e castello, tende ad attirare grandi gruppi di turisti: l'ideale è organizzare il passaggio nei giorni feriali per evitare l'affollamento. Rientrando verso Bobbio, all'ora dorata del tramonto, l'attraversamento pedonale del Ponte Gobbo (Ponte del Diavolo) sulle acque del fiume Trebbia restituisce la vista migliore sulle case in pietra del centro.
Sera
Per la cena ci si sposta verso Gazzola, raggiungendo la Locanda del Falco nel Borgo di Rivalta. Questa trattoria di grande atmosfera, posizionata dentro le mura fortificate, serve salumi piacentini DOP, tortelli e tagli di carne.
Giorno 2 — Fortezze in Val d'Arda e salita verso i laghi
Mattina
La giornata inizia nella Val d'Arda, dedicando un'ora o poco più alla Rocca Viscontea di Castell'Arquato, imponente fortezza in laterizio risalente alla metà del Trecento che domina la Piazza Monumentale. A breve distanza si incontra il Borgo medievale e Mastio di Vigoleno: l'insediamento fortificato è rimasto intatto e custodisce la Pieve romanica di San Giorgio. Il camminamento di ronda offre un'ampia prospettiva sulla Val d'Ongina, richiedendo tra un'ora e due ore per completare il giro.
Pomeriggio
Lasciata la provincia piacentina, le strade salgono verso l'Appennino Reggiano. Arrivando nell'area del Ventasso, un percorso forestale a piedi di 15 minuti conduce al Lago Calamone (Lago del Ventasso), bacino di origine glaciale a oltre 1300 metri di quota, chiuso da fitte faggete. Poco lontano si trova anche il polo montano di Cerreto Laghi e Lago Cerretano, stazione d'altura dell'Appennino Tosco-Emiliano che funge da snodo per diverse escursioni in quota verso i laghi minori.
Sera
Per concludere la giornata senza allontanarsi dai boschi, i tavoli del Rifugio Venusta si affacciano direttamente sulle sponde del Lago Calamone (Lago del Ventasso). Il menu si concentra sui piatti della tradizione di crinale, servendo polenta e funghi porcini.
Giorno 3 — Dal Parmense ai colli di Brisighella
Mattina
L'inizio di mattinata è dedicato al Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, nel comune di Corniglio. Qui si trova il Lago Santo Parmense, che con i suoi 1.507 metri di altitudine sotto il Monte Marmagna risulta il lago glaciale più esteso della regione. Il bacino si può raggiungere percorrendo i sentieri a piedi oppure sfruttando la seggiovia in partenza dalla località Lagdei.
Pomeriggio
Dopo un lungo trasferimento in auto verso la Romagna, si arriva nella Valle del Lamone per scoprire i tre colli di gesso di Brisighella. Si parte passeggiando lungo la Via del Borgo (Via degli Asini), un'antica strada medievale del XIV secolo, sopraelevata, coperta e scandita da lunette ad arco aperte sulla piazza. Affrontando i sentieri collinari si raggiungono la Torre dell'Orologio di Brisighella, un fortilizio del 1290 ricostruito nell'Ottocento dotato di un quadrante a sei ore, e la vicina Rocca Manfrediana di Brisighella, edificata nel 1310. Da quassù la vista si apre interamente sulla Vena del Gesso e l'Appennino faentino.
Sera
A pochi metri dalla celebre via coperta di Brisighella si può cenare al Ristorante Albergo La Rocca in Via delle Volte. Il ristorante porta in tavola carciofo Moretto e piatti conditi con l'Olio Extravergine Brisighello DOP. Chi si ferma a dormire può pernottare direttamente all'Albergo La Rocca.
Giorno 4 — Murales, vino e rocche inaccessibili
Mattina
Il quarto giorno si apre nel centro storico di Dozza, conosciuto per i Muri Dipinti di Dozza. Dagli anni Sessanta in poi, le facciate delle abitazioni sono diventate una galleria a cielo aperto con più di cento murales. Nel punto più alto del paese si staglia la fortezza legata a Caterina Sforza. L'ingresso alla Rocca Sforzesca ed Enoteca Regionale Emilia Romagna permette di visitare le stanze nobiliari e di scendere nei sotterranei, dove è ospitata una collezione enologica di oltre 800 etichette regionali.
Pomeriggio
L'ultimo spostamento in auto porta in Valmarecchia per esplorare il paese di San Leo. La prima sosta è nel nucleo storico per osservare la Pieve di Santa Maria Assunta e Cattedrale, uno dei complessi sacri romanici più rilevanti del paese, fondato direttamente sulla roccia arenaria. A seguire, si sale verso l'isolata Fortezza di San Leo, un maniero rinascimentale disegnato da Francesco di Giorgio Martini. Costruito su un enorme sperone roccioso, è noto anche per essere stato la prigione del Conte di Cagliostro; l'esplorazione richiede fino a due ore.
Sera
Si resta in quota a San Leo per mangiare al Ristorante Osteria Belvedere. Il locale dispone di una terrazza panoramica affacciata sui monti circostanti e si concentra sulla cucina tipica del Montefeltro, con paste tirate a mano.
Dritte pratiche e accorgimenti
- Gli spostamenti in auto tra le diverse province richiedono pazienza: passare dalla Val Trebbia all'Appennino Reggiano o alla Romagna comporta tempi di guida variabili tra un'ora e mezza e due ore e mezza su strade non rettilinee.
- Arrivando a Castell'Arquato, conviene puntare direttamente al parcheggio posizionato in basso, vicino al cimitero, per trovare posteggio più agevolmente prima di affrontare la salita pedonale verso il centro.
- Il borgo di Grazzano Visconti vieta l'accesso alle auto e dispone di due parcheggi a pagamento all'ingresso; per non rimanere bloccati nella ressa dei pullman turistici bisogna calibrare la visita nelle prime ore della mattina.
- La Rocca Sforzesca e l'Enoteca di Dozza osservano il turno di riposo il lunedì, perciò occorre pianificare il passaggio in un altro giorno della settimana per non trovare i battenti chiusi.
- Per salire al Lago Santo Parmense, al Lago Calamone e per camminare sui gessi attorno a Brisighella servono calzature da trekking, poiché i sentieri e le mulattiere diventano scivolosi in presenza di umidità.
Dove dormire per spezzare il viaggio
Alloggio elegante situato a meno di cento metri dalla Cattedrale, ideale per spostarsi a piedi nel centro storico.
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