L'autunno sull'Appennino parmense porta nebbie sottili e temperature rigide, ma è proprio questo il momento in cui la Val Ceno mostra il suo lato più autentico. Verso la fine di ottobre, il borgo di Bardi diventa uno dei centri principali in Emilia per chi cerca luoghi misteriosi e antiche credenze popolari. A fare da calamita è la sagoma del castello sullo sperone di roccia, da decenni oggetto di studio per la leggenda del comandante Moroello e di Soleste, le cui vicende richiamano squadre di ricercatori e appassionati.
Organizzare un weekend lungo in questo periodo significa far coincidere l'atmosfera delle vallate isolate con il ponte di Halloween, quando la fortezza apre le porte in orario serale per percorsi a tema e rievocazioni. Le giornate si dividono tra le stanze fredde dei manieri e il calore delle osterie locali, dove i menu si riempiono di torta di verza e crocetti alla bardigiana conditi con lo stracotto. Scegliere una base centrale, come il Ca' del Grano Albergo Diffuso ai piedi della rupe, permette di gestire agevolmente gli spostamenti in auto, essenziali per esplorare le frazioni circostanti e i resti delle torri vicine.
Quattro giorni tra le valli parmensi
Giorno 1 — Arrivo in valle e prime esplorazioni
Mattina
Raggiungere Bardi richiede circa 45-50 minuti di curve panoramiche lungo la strada provinciale SP28, uscendo dall'autostrada A15 a Fornovo Taro o Borgo Val di Taro. Una volta arrivati, conviene lasciare subito l'auto in Piazza Martiri d'Ungheria o nel parcheggio di Via Predella per evitare le ZTL e i vicoli troppo stretti. A piedi si inizia l'esplorazione dal Borgo medievale e Groppo di San Giovanni, un nucleo di strade silenziose e scorci panoramici che si sviluppa esattamente ai piedi dell'enorme rupe di diaspro rosso.
Pomeriggio
La passeggiata prosegue verso la Chiesa di San Giovanni Battista, fondata a inizio Cinquecento dai Servi di Maria, che testimonia il passato religioso e complesso del paese. Subito dopo, si raggiunge la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Addolorata. Questo edificio neobizantino merita una sosta lenta per osservare da vicino la 'Pala di Bardi', il noto capolavoro giovanile del Parmigianino datato 1521, custodito al suo interno.
Sera
Per la prima cena si resta nel cuore del borgo. Il Ristorante Bue Rosso, affacciato proprio su Piazza Martiri d'Ungheria, propone i piatti tradizionali montani parmensi ed è una soluzione molto comoda per concludere la giornata a poca distanza dalle vie del centro.
Giorno 2 — La fortezza e la notte delle streghe
Mattina
La giornata è dedicata interamente al Castello di Bardi (Fortezza Landi). La visita diurna richiede circa un'ora e un quarto. All'interno delle antiche mura si concentrano diverse esposizioni storiche: negli alloggi che un tempo ospitavano i cortigiani si trova oggi il Museo della Civiltà Valligiana, incentrato sui mestieri d'Appennino. Poco distante, il Museo della Fauna e del Bracconaggio raccoglie testimonianze sulla caccia clandestina e sugli animali selvatici della zona.
Pomeriggio
Nel pomeriggio l'attenzione si sposta sulle aree più oscure della fortezza, in linea con il tema del weekend. Si scende a visitare le Prigioni e Sale di Tortura del Castello di Bardi, ambienti sotterranei e bui che spesso diventano teatro per le indagini dei ghost hunters. Subito dopo, si passa al Museo della Stregoneria, un'esposizione dedicata a erbe magiche, credenze popolari e pratiche legate all'inquisizione.
Sera
Dal 31 ottobre al 2 novembre, la rocca ospita le 'Halloween Horror Nights'. Si tratta di percorsi con attori e active game che prevedono ingressi scaglionati ogni 30 minuti. I posti sono contati ed è tassativo aver prenotato online in anticipo. Dopo il tour al freddo sui camminamenti, l'evento si conclude alla Taverna dei Soldati con bevande calde e dolci tradizionali.
Giorno 3 — Passeggiate e pievi di montagna
Mattina
Per osservare la rupe da un'altra prospettiva, si scende verso la confluenza tra il torrente Noveglia e il fiume Ceno per percorrere il Sentiero del Diaspro Rosso. Questa camminata naturalistica costeggia la base dell'imponente roccia vulcanica che sorregge il castello. Rientrando verso l'abitato, ci si ferma alle porte del borgo per il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie, una struttura a pianta ottagonale di origine medievale circondata da storie di protezione miracolosa.
Pomeriggio
L'auto è necessaria per spostarsi in Località Noveglia. Qui il pranzo si fa tardi e abbondante alla Trattoria Val Noveglia, celebre per la torta fritta, i salumi e le tagliatelle ai funghi. Con lo stomaco pieno, ci si inoltra nei boschi verso la Frazione Gravago. L'obiettivo è la Pieve di Gravago (Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia), un edificio isolato di origini medievali, incastonato tra le gole della valle in una posizione decisamente suggestiva.
Sera
Si torna in paese per cenare all'Antica Osteria Il Pellicano, in Via Pietro Cella. Il locale è specializzato nella cucina casereccia emiliana e propone diverse opzioni a base di tartufo locale.
Giorno 4 — Miti solari e rientro lungo il Ceno
Mattina
Si lascia l'alloggio come il B&B Il Pozzo e la Macina e si guida in direzione di Varsi. Il paese custodisce i Resti del Castello e Borgo di Varsi, dove le torri superstiti affiancano la parrocchiale di San Pietro. Tutta quest'area è storicamente legata ai miti e alle narrazioni fiorite attorno al vicino Monte Barigazzo.
Pomeriggio
Spostandosi nella vicina Frazione Golaso, si nota dall'esterno il Castello di Golaso. Questa casa-forte risalente al XVI-XVII secolo è avvolta da una leggenda architettonica precisa: si narra che le sue aperture siano state progettate per ricalcare il calendario solare, contando 12 scale, 30 porte e 365 finestre.
Sera
Prima di imboccare la strada del ritorno verso la pianura, l'ultima sosta gastronomica si fa in Località Ponte Lecca. L'Osteria Ponte Lecca, situata proprio lungo il corso del torrente, offre un'atmosfera valligiana autentica e piatti della tradizione contadina, perfetti per salutare le colline.
Dritte pratiche per muoversi in Val Ceno
- Se si usa il navigatore, è meglio non impostare 'Castello di Bardi' come destinazione finale per non finire in strade pedonali o vicoli troppo stretti. Conviene cercare 'Piazza Martiri d'Ungheria', Via Predella o l'area dell'ex Campo Sportivo, che offre spazio anche per chi viaggia in camper.
- Chi partecipa agli eventi serali nella fortezza deve presentarsi con abbigliamento molto caldo e scarpe da ginnastica con una buona aderenza per affrontare i selciati antichi. A fine ottobre, trovandosi a oltre 600 metri di quota, le temperature calano drasticamente appena cala il sole.
- A livello di costi, il biglietto diurno per castello e sezioni museali è di circa 10 euro, mentre per i tour notturni speciali si spendono tra i 15 e i 25 euro. Nelle trattorie della valle, un pasto completo con bevande incluse si aggira mediamente sui 25-35 euro a persona.
- Il fine settimana di Ognissanti è il momento ideale per provare i prodotti autunnali della montagna: cercate nei menu i funghi porcini freschi, la 'torta di verza' e i classici 'crocetti alla bardigiana' accompagnati da stracotto a lunga cottura.
Dove alloggiare nei dintorni
Una soluzione diffusa nel centro storico, comodissima per muoversi a piedi ai piedi della rupe del castello.
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