Il vento salmastro entra dai vicoli stretti di Ortigia e si mescola all'odore di pane e pesce fritto proveniente dai banchi del mercato. Siracusa richiede un passo calmo, senza l'ansia di dover spuntare decine di tappe su una mappa. Conviene pianificare il viaggio a fine primavera, tra maggio e giugno, in concomitanza con le rappresentazioni classiche al Teatro Greco, oppure all'inizio dell'autunno per trovare temperature gradevoli ed evitare che le pietre antiche diventino roventi sotto il sole.

Il centro si divide nettamente in due blocchi. Da una parte l'isola, pedonale e chiusa al traffico, dove l'acqua dolce incontra il mare e le chiese barocche si appoggiano su antiche colonne doriche. Dall'altra parte i quartieri sulla terraferma, dove i resti greci e paleocristiani emergono dal terreno calcareo, raccontando una storia che va vista esplorando le aree archeologiche a cielo aperto. L'ideale è bilanciare le giornate tra le strade di pietra bianca e i complessi storici, cercando magari un punto d'appoggio come Palazzo Artemide per muoversi facilmente a piedi la sera.

Come organizzare le tre giornate

Giorno 1 — L'ingresso a Ortigia

Mattina

Si inizia mettendo piede sull'isola pedonale di Ortigia. Appena superati i ponti d'accesso, in Largo XXV Luglio, ci si trova davanti al Tempio di Apollo. È il più antico tempio dorico in pietra di tutta la Sicilia; per osservarlo bastano venti o trenta minuti. Da qui le vie si stringono fino ad aprirsi sulla Piazza Duomo e Cattedrale della Natività di Maria Santissima, il centro barocco della zona. La particolarità dell'edificio si nota osservando i muri esterni, poiché la chiesa incorpora fisicamente le antiche colonne doriche del Tempio di Atena. Per visitare l'interno e perlustrare la piazza conviene calcolare circa tre quarti d'ora.

Pomeriggio

Nelle ore centrali, il mercato storico di Ortigia si riempie in fretta. Per il pranzo, il Caseificio Borderi è una rinomata bottega gastronomica dove si preparano enormi panini gourmet e taglieri con formaggi artigianali composti a vista, ma bisogna mettere in conto un po' di attesa in fila. Il pomeriggio prosegue lungo la costa occidentale dell'isola. Raggiungendo la Fonte Aretusa, si trova uno specchio d'acqua dolce a ridosso del mare dove crescono piante di papiro spontanee, un luogo legato strettamente al mito greco di Aretusa e Alfeo. È il punto più indicato per una sosta panoramica aspettando il tramonto.

Sera

Di sera, le luci cambiano l'aspetto dei palazzi in pietra bianca. Per cena, spostandosi nel vicolo Zuccalà, si trova l'Osteria da Mariano, una trattoria che si concentra sui primi piatti della tradizione siracusana, tra cui spiccano le famose Penne al Mariano. Dopo aver mangiato, vale la pena ripassare davanti al Tempio di Apollo, che con le luci serali risulta molto netto e chiaro.

Giorno 2 — La terraferma e l'archeologia

Mattina

Il secondo giorno ci si sposta verso i quartieri della terraferma. Per farlo si può camminare per circa 25-30 minuti partendo da Ortigia, oppure usare le navette urbane elettriche. La mattina è dedicata al quartiere Santa Lucia/Tyche per visitare il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi. Trattandosi di uno dei poli archeologici più grandi in Europa, custodisce reperti che spaziano dalla preistoria all'epoca greca e romana; la visita è densa e richiede almeno due ore di tempo.

Pomeriggio

Passando nella zona di San Giovanni, si scende sottoterra per le Catacombe di San Giovanni e Cripta di San Marciano. È un reticolo paleocristiano sormontato da una basilica a cielo aperto; la visita guidata dura circa 45 minuti ed è obbligatoria, per cui va prenotata con anticipo. Più tardi, quando il sole inizia a calare, conviene entrare al Parco Archeologico della Neapolis. Serve circa mezza giornata per esplorarlo tutto e il tardo pomeriggio è l'orario migliore per evitare il caldo e godere della luce speciale sulle pietre dorate. All'interno si trovano il Teatro Greco e la grotta calcarea dell'Orecchio di Dionisio, famosa per l'acustica eccezionale e le leggende carcerarie del tiranno Dionisio.

Sera

Rientrando nei vicoli del centro storico, ci sono due opzioni diverse per mangiare. A Putia delle Cose Buone è un locale accogliente che serve piatti genuini della cucina casalinga, come la caponata e la pasta tipica, a prezzi onesti. In alternativa, in via Dione, il Bistrot al Bagatto propone un menù legato al mercato giornaliero e ai primi marinari, reinterpretando i sapori dell'isola fino al dolce al cannolo.

Giorno 3 — I laghetti e la fortezza

Mattina

La terza giornata richiede un'auto a noleggio per uscire dalla città e raggiungere la zona di Avola e Cassibile. La meta è la Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile (Laghetti di Avola). Si tratta di un profondo canyon naturale, meta di un'escursione di difficoltà media da affrontare con scarpe da trekking. La camminata verso le conche e i laghetti limpidi d'acqua dolce richiede in tutto mezza giornata, calcolando tra le tre e le quattro ore per scendere, sostare e risalire.

Pomeriggio

Tornati a Siracusa, ci si dirige verso la punta meridionale di Ortigia per visitare il Castello Maniace. Questa fortezza di epoca federiciana sorveglia da secoli l'ingresso al porto naturale della città. La visita interna e dei camminamenti dura all'incirca un'ora. Come per gran parte dei siti all'aperto del sud, conviene arrivare nel tardo pomeriggio per evitare di camminare sotto il sole diretto lungo i muraglioni.

Sera

Per l'ultima cena in città, il ristorante Don Camillo si trova nel centro di Ortigia. È un locale storico e raffinato, guidato dallo chef patron Giovanni Guarneri, perfetto se si cerca una cena gourmet basata sul pesce fresco, supportata da una cantina ampiamente selezionata. Date le caratteristiche del posto, va riservato un tavolo con un certo margine di preavviso.

Dritte per organizzarsi meglio

  • Il centro storico di Ortigia è interamente pedonale e si visita a piedi. Per arrivare sulla terraferma (Catacombe e Neapolis) calcolate mezz'ora di camminata oppure sfruttate le navette urbane elettriche; l'auto a noleggio serve solo per l'escursione a Cavagrande.
  • L'accesso a Ortigia è regolato da una rigorosa ZTL controllata da varchi elettronici con telecamere. Per evitare sanzioni, lasciate l'auto al Parcheggio Talete o al Molo Sant'Antonio prima di attraversare i ponti.
  • Chi viaggia in camper non deve assolutamente avvicinarsi ai ponti di Ortigia per via degli spazi ristretti. Le aree di sosta attrezzate consigliate sono l'Ippocamper in Via Necropoli del Fusco o la ClaudCar, collegate comodamente al centro.
  • Prima di affrontare il trekking a Cavagrande del Cassibile, verificate con la forestale quali sentieri sono aperti, poiché spesso risulta praticabile in sicurezza solo il sentiero Carrubbella. Servono scarpe tecniche e abbondanti scorte d'acqua.

Dove dormire a Siracusa

Scopri altre strutture
← Torna indietro