Il periodo ideale per spostarsi in questa zona costiera va da maggio a ottobre. La primavera e l'inizio dell'autunno offrono un clima adeguato per camminare sui sentieri del Monte Conero e per passare da un museo all'altro, mentre i mesi centrali dell'estate permettono di abbinare i percorsi urbani al mare, a patto di evitare le ore più calde quando si deve camminare in salita. La città dorica si sviluppa infatti su un promontorio che costringe a continui saliscendi tra la zona del porto e le colline retrostanti.

Organizzare un weekend ad Ancona significa muoversi in un tessuto urbano dove la storia marittima e l'arte rinascimentale si sovrappongono. L'impianto stradale spinge a dividere le giornate per zone, partendo dall'acqua per salire progressivamente verso punti panoramici come il Colle Guasco o il Monte Cardeto. La radicata tradizione della pesca si ritrova quasi ovunque nelle osterie, che mettono in tavola ricette locali basate sullo stoccafisso e sui molluschi raccolti vicino alle falesie. Per alloggiare, scegliere strutture affacciate sul mare come il SeePort Hotel o il Grand Hotel Palace consente di avere le principali piazze a poca distanza a piedi.

Come organizzare il percorso in 3 giorni

Giorno 1 — Dal Lazzaretto al salotto cittadino

Mattina

Si inizia l'itinerario esplorando il Porto Storico con la Mole Vanvitelliana (Ex Lazzaretto), una grande struttura pentagonale che sorge su un'isola artificiale ideata da Luigi Vanvitelli nel Settecento. Oggi funziona come polo culturale e la visita completa richiede all'incirca un'ora. Subito all'interno degli spazi della Mole va calcolata un'altra ora per il Museo Tattile Statale Omero, un'esposizione peculiare in cui si possono conoscere le sculture e i calchi dell'arte classica e moderna unicamente attraverso il senso del tatto.

Pomeriggio

Per spezzare la giornata ci si sposta nel Centro Storico al Ristorante La Tana del Polpo (aperto dal martedì alla domenica), dove vengono serviti primi ai frutti di mare e moscioli selvatici appena pescati in Adriatico. Poco distante, nel Rione Porto, si raggiunge in seguito la Chiesa di Santa Maria della Piazza. L'edificio romanico risale all'XI secolo e in una trentina di minuti permette di osservare, attraverso specifiche sezioni in vetro sul pavimento, i mosaici paleocristiani del IV secolo. La passeggiata riprende in salita fino a Piazza del Plebiscito (Piazza del Papa), l'area centrale per gli scambi e gli incontri serali, riconoscibile per la statua di Clemente XII e le gradinate della Chiesa di San Domenico.

Sera

Rimanendo in Piazza del Plebiscito (Piazza del Papa), conviene fermarsi per la cena alla Trattoria La Moretta. È un locale storico in attività dal 1897, basato su menù di stampo marinaro in cui figurano il brodetto e lo stoccafisso. Nei fine settimana è consigliata la prenotazione con anticipo.

Giorno 2 — Archeologia, pittura e falesie sul mare

Mattina

La prima meta è la Cattedrale di San Ciriaco (Duomo di Ancona) in cima al Colle Guasco. Questa struttura romanico-bizantina va considerata anche come un punto di osservazione sopraelevato su tutto il golfo dorico. Il tempo di visita è di tre quarti d'ora. Scendendo a Palazzo Ferretti, si entra al Museo Archeologico Nazionale delle Marche. Qui serve un'ora e mezza, o anche due, per guardare con calma l'allestimento dedicato alle antiche civiltà della regione, da quella picena fino a quella romana e greca.

Pomeriggio

Ci si siede ai tavoli della Trattoria Da Nordio per un pranzo a base di pasta fresca fatta in casa e vino del Conero. Al termine del pasto, verificando che non sia lunedì, si entra a Palazzo Bosdari per la Pinacoteca Civica Francesco Podesti. In circa un'ora di percorso si trovano tele di peso come la Pala Gozzi di Tiziano, oltre a lavori di Lorenzo Lotto e Carlo Crivelli. Prima del tramonto ci si sposta verso la zona del Colle Cappuccini per attraversare il Parco del Cardeto, una grande area urbana in quota dove i sentieri sterrati incrociano il Faro ottocentesco e le pietre dell'antico Campo degli Ebrei.

Sera

Dal Quartiere Adriatico si arriva al Monumento ai Caduti e Pineta del Passetto, circolare e costruito in pietra bianca, posizionato sull'orlo della scogliera. Da qui partono le scalinate per scendere all'acqua e osservare da vicino le Grotte del Passetto e Scoglio della Seggiola del Papa. Si tratta di antichi ricoveri per le barche ricavati dai pescatori direttamente scavando nella roccia, riconoscibili dai portoni di legno colorati. Tornando verso Corso Mazzini si passa davanti alla Fontana del Calamo (Tredici Cannelle), opera rinascimentale da cui, secondo le consuetudini cittadine, si deve bere per assicurarsi un ritorno futuro in città. Nelle immediate vicinanze, la Trattoria Alle Tredici Cannelle cucina piatti tipici come le alici marinate con erbe spontanee e paccasassi.

Giorno 3 — La macchia mediterranea e la fortezza

Mattina

Spostandosi fuori dall'abitato verso sud, si entra nell'area del Parco del Conero fino a raggiungere la Baia di Portonovo e Sentiero 309. L'ambiente qui cambia radicalmente, con spiagge di ciottoli bianchi a ridosso della vegetazione fitta, specchi d'acqua salmastra e la chiesetta romanica di Santa Maria. L'intero anello da percorrere a piedi richiede più o meno un'ora di cammino su sentiero battuto.

Pomeriggio

Si ritorna nel perimetro urbano per visitare il Quartiere Capodimonte. Qui si colloca il Parco della Cittadella e Fortezza Sangallo, un'opera militare di epoca rinascimentale (1532) firmata da Antonio da Sangallo il Giovane, oggi posizionata all'interno di un verde pubblico sopraelevato. A fine giornata si torna al livello del mare nel Porto Storico, camminando lungo l'area del Porto Antico e Arco di Traiano. Il grande arco in marmo proconnesio, risalente all'epoca imperiale, segna l'inizio della passeggiata che arriva alla Lanterna Rossa.

Sera

Per concludere i tre giorni si raggiunge il quartiere di Piano San Lazzaro per sedersi alla Trattoria Carotti in Via Ascoli Piceno. In attività dal 1951, è un'osteria a gestione familiare molto ancorata al territorio, adatta per ordinare lo stoccafisso all'anconetana o piatti della tradizione casereccia marchigiana.

Dritte per organizzarsi meglio

  • Per avvicinarsi al centro storico e al porto, conviene lasciare il veicolo nei parcheggi coperti a pagamento (come Traiano, Cialdini o Stamira). Le vie centrali sono delimitate da diverse ZTL e i posteggi gratuiti a strisce bianche si trovano quasi tutti fuori zona, verso la Cittadella o il Passetto.
  • L'esplorazione del centro di Ancona richiede scarpe adatte a percorrere forti pendenze. Nei mesi caldi, per chi scende al mare dalla pineta del Passetto, è consigliabile utilizzare l'ascensore pubblico per risparmiarsi la ripida scalinata in salita.
  • Le spiagge della zona presentano fondali pietrosi: per bagnarsi alla Baia di Portonovo o sotto il Passetto servono assolutamente le scarpe da scoglio.
  • Per abbassare le spese culturali, chi visita la Pinacoteca Podesti nel pomeriggio può richiedere l'emissione del biglietto combinato che include l'accesso al Museo della Città.
  • Per mangiare lo stoccafisso o le porzioni di moscioli nei ristoranti cittadini, bisogna calcolare una spesa media compresa tra i 25 e i 40 euro a persona, bevande escluse.

Dove passare la notte

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