C'è una brezza costante che spazza i moli di Ancona, un vento che mescola l'odore greve delle reti da pesca a quello del mare aperto. Non è una città da cartolina patinata, ma un capoluogo ruvido che si apre a sorpresa su piazze ordinate e scogliere a picco sull'Adriatico.
Tra la primavera e l'inizio dell'autunno, quando l'aria è fresca e le spiagge non sono prese d'assalto, l'equilibrio è perfetto per mescolare la storia dei quartieri portuali con il silenzio dei boschi sul promontorio. Si cammina molto, e spesso in salita, per passare dalle banchine storiche alle terrazze naturali che guardano a est.
Preparati a strade strette con pendenze decise se decidi di esplorare il centro storico a piedi: le scarpe comode servono, e conviene dividere il percorso tra la collina e il quartiere del porto per non arrivare a sera col fiato corto.
Tre giorni tra moli e falesie
Giorno 1 — Dalle fortezze sull'acqua ai vicoli del porto
Mattina
Il primo impatto con la città si ha dalla Mole Vanvitelliana (Lazzaretto), una massiccia fortezza pentagonale del 1700 costruita su un'isola artificiale in piena zona portuale. Il progetto di Luigi Vanvitelli oggi ospita mostre e soprattutto il Museo Tattile Statale Omero: qui le opere d'arte e le sculture non si guardano da dietro una teca, ma si toccano con le mani, in un percorso sensoriale che rovescia le regole dei musei classici.
Pomeriggio
Lasciando la Mole, ci si sposta verso il rione storico per fermarsi alla Chiesa di Santa Maria della Piazza, un edificio romanico dell'XI secolo. Sotto al pavimento in vetro si vedono i mosaici di una chiesa paleocristiana del IV secolo (chiusa il lunedì). Proseguendo lungo i moli antichi, si incrociano due pezzi di storia monumentale: l' Arco di Traiano e Arco Clementino. L'arco romano in marmo risale al 115 d.C., affiancato dalla porta voluta da Papa Clemente.
Sera
La cena si fa seduti alla Trattoria La Moretta in Piazza del Plebiscito (Piazza del Papa), locale storico attivo dal 1897. È il posto giusto per il celebre stoccafisso all'anconetana o un brodetto tradizionale. Finita la cena, si resta nella piazza, che è il salotto della città strutturato su più livelli: la statua di Clemente XII osserva dall'alto i caffè e il passaggio delle serate anconetane.
Giorno 2 — Terrazze sul mare e discese nella roccia
Mattina
Si sale verso la costa est, al Parco del Cardeto e Colle dei Cappuccini, un polmone verde panoramico a strapiombo sull'Adriatico. Tra i sentieri si incontrano il Campo degli Ebrei e la sagoma del Vecchio Faro dell'Ottocento. Dalla collina si scende poi in fondo a Viale della Vittoria, fino al massiccio Monumento ai Caduti del Passetto, una rotonda in marmo bianco che fa da terrazza principale affacciata sul mare aperto.
Pomeriggio
Dal Monumento, una lunga scalinata o l'ascensore panoramico (a pagamento, in stagione) portano giù, al livello dell'acqua. Qui si aprono le Grotte del Passetto e Seggiola del Papa. Le grotte sono antichi ricoveri per barche scavati direttamente nella falesia dai pescatori, con portoni di legno dipinto a chiuderne l'ingresso. Di fronte all'acqua spunta l'iconico scoglio della Seggiola del Papa. Se ti affidi ai mezzi, bus e filobus partono comodamente da Piazza Cavour per questi spostamenti.
Sera
Per la sera ci si sposta verso via Ascoli Piceno, fermandosi alla Trattoria Carotti. Aperta dal 1951, è un locale a conduzione familiare dove la cucina marchigiana e lo stoccafisso vengono preparati seguendo vecchie ricette di casa.
Giorno 3 — Trekking vista Adriatico e laghetti salmastri
Mattina
Si esce dal centro urbano per infilarsi nel verde del promontorio. Il Sentiero Traversata del Conero (Sentiero 301) impegna per circa 4 ore (8,3 km) camminando tra lecci e macchia mediterranea, con punti di osservazione notevoli da Pian Grande. Le deviazioni portano al Belvedere Nord e Pian dei Raggetti, dove il bosco si apre per mostrare vertiginose aperture sulla falesia e sul blu intenso dell'acqua.
Pomeriggio
Si scende infine al livello del mare per percorrere la Baia e Anello di Portonovo. È un percorso molto più semplice, si chiude in poco più di un'ora, camminando in piano tra i laghetti salmastri, la fitta vegetazione costiera e la larga spiaggia formata da ciottoli bianchissimi.
Sera
Prima di lasciare Ancona, per l'ultima cena si torna in città, in zona stazione, per sedersi al Ristorante Gino in Piazza Rosselli. Un indirizzo storico che i locali conoscono bene, noto per lo stoccafisso premiato nella rassegna locale a tema.
Dritte pratiche prima di partire
- Il centro storico si sviluppa in pendenza tra la collina del Guasco e il porto: indossa scarpe da camminata adeguate per affrontare salite e vicoli stretti.
- Per evitare le vie in salita tra porto e Passetto, usa i bus o filobus da Piazza Cavour; per scendere alle grotte costiere è attivo in stagione un ascensore panoramico a pagamento.
- I parcheggi in centro sono spesso a pagamento e saturi; per sostare più facilmente conviene cercare le aree libere verso la zona del Passetto, oltre il Monumento ai Caduti.
- Prima di affrontare i percorsi sul promontorio del Conero, controlla sul sito del Parco lo stato di accessibilità: frane o ordinanze chiudono periodicamente alcuni tracciati costieri.
- Per non rischiare di restare senza tavolo o senza la specialità della casa all'Osteria La Bottega di Pinocchio (rinomata per lo stoccafisso), bisogna prenotare con anticipo.
Dove passare la notte
Un 4 stelle direttamente sul lungomare, con le finestre puntate sui moli e le barche del porto turistico.
Vedi su Booking →Si dorme in un edificio del XVIII secolo, a ridosso del porto e dei teatri del centro.
Vedi su Booking →Immerso nel silenzio del promontorio, affacciato sulle spiagge della baia e isolato dal caos.
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