Ancona si sviluppa su un promontorio dalla particolare conformazione a gomito. Questa posizione geografica le regala una caratteristica rara in Italia: dal Colle Guasco è possibile osservare sia il sorgere del sole sia il suo calare direttamente sull'orizzonte marino del mare Adriatico. Il tessuto urbano si divide nettamente tra l'area portuale, le vie del centro cariche di dislivelli e la vicina costa del promontorio roccioso. I periodi più adatti per pianificare un viaggio che unisca le passeggiate in città e le camminate nel Parco Regionale del Conero vanno da aprile a giugno o tra settembre e ottobre, mesi in cui le strade e le spiagge non risentono del forte traffico turistico estivo.

Il centro cittadino si esplora camminando a piedi, mettendo in conto numerose salite e scalinate per passare da un livello all'altro della città. Per chi decide di dormire vicino all'acqua, il SeePort Hotel si trova a pochi minuti dai monumenti principali del porto. Spostarsi verso le baie della costa e i boschi del monte richiede invece un mezzo: in auto, in camper o usando i mezzi pubblici extraurbani della rete Conerobus, il tragitto tra la città e la zona di Portonovo dura solitamente tra i quindici e i venti minuti.

Come organizzare quattro giorni dorici

Giorno 1 — Dal colle alle piazze del centro

Mattina

La prima parte della giornata si concentra sulla parte alta del Colle Guasco. Tra gli edifici storici medievali compare l'Anfiteatro Romano, una struttura di epoca augustea parzialmente inglobata nel tessuto urbano successivo. Scendendo verso la zona centrale si arriva a Palazzo Ferretti, un edificio rinascimentale che ospita il Museo Archeologico Nazionale delle Marche. Nelle sue sale si trovano reperti di origine picena e romana; per accedere alle visite guidate del complesso bisogna necessariamente prenotare in anticipo.

Pomeriggio

Proseguendo verso il basso si incontra la Chiesa di Santa Maria della Piazza, costruita tra l'XI e il XII secolo. La facciata esterna è un esempio di architettura romanica locale, lavorata con sculture simboliche e una fitta rete di archetti ciechi. A poca distanza, in Corso Mazzini, si trova la Fontana del Calamo, detta anche delle Tredici Cannelle per via dei tredici mascheroni da cui esce l'acqua. C'è una diceria locale secondo cui bere da queste cannelle garantisca il ritorno in città.

Sera

Proprio nei pressi di Corso Mazzini, la Trattoria Alle Tredici Cannelle è un indirizzo storico per cenare, con un menu focalizzato sui piatti anconetani, dallo stoccafisso alle preparazioni con i moscioli. Il dopocena richiede solo pochi passi per arrivare in Piazza del Plebiscito, conosciuta dai residenti come Piazza del Papa. È uno slargo dalla forma allungata e costruito su vari dislivelli, dominato dalla statua in pietra di Clemente XII e dalla facciata della vicina Chiesa di San Domenico.

Giorno 2 — Il porto antico e le falesie

Mattina

L'area portuale conserva l'Arco di Traiano, innalzato nel 115 d.C. su progetto dell'architetto Apollodoro di Damasco, oggi uno dei resti dell'Impero Romano con il miglior stato di conservazione in Italia. Nello stesso bacino sorge la Mole Vanvitelliana, il lazzaretto cittadino dalla forma pentagonale disegnato da Luigi Vanvitelli durante il XVIII secolo. Oggi gli spazi interni funzionano come polo culturale e ospitano il Museo Tattile Statale Omero, dove i visitatori possono toccare materialmente le riproduzioni di celebri opere d'arte.

Pomeriggio

Dal mare si sale verso il Colle dei Cappuccini per attraversare il Parco del Cardeto, il parco urbano più vasto di Ancona, posizionato a picco sopra le falesie. Lungo i sentieri interni si passano in rassegna un vecchio faro e le pietre dell'antico cimitero ebraico cittadino. Terminata l'area verde si arriva al rione de Il Passetto. Il Monumento ai Caduti e Pineta del Passetto è un blocco circolare di pietra bianca rivolto verso il mare. Da qui inizia la grande scalinata che scende fino alla spiaggia, dove si notano le Grotte del Passetto: rifugi scavati nella roccia per riparare le barche dei pescatori nei primi decenni del Novecento, tutti chiusi da grandi porte di legno dipinte con colori accesi.

Sera

Prima che faccia buio, conviene risalire sul Colle Guasco per vedere la Cattedrale di San Ciriaco, il Duomo cittadino di origine romanico-bizantina. L'ingresso è gratuito e il piazzale offre una visuale aperta su tutto il golfo, rendendolo il punto ideale per aspettare il tramonto. Per la cena ci si può spostare in via Fabio Filzi vicino al Passetto, dove il Ristorante Giardino è un punto di riferimento cittadino per provare il classico stoccafisso all'anconetana.

Giorno 3 — La baia e il monte

Mattina

Lasciando il tessuto urbano, in venti minuti di mezzi ci si ritrova sotto i fianchi del promontorio. Si può scegliere tra due accessi al mare differenti. La Spiaggia di Mezzavalle è un tratto costiero libero, coperto di ghiaia, che si raggiunge solo scendendo a piedi un sentiero molto ripido sul fianco del colle. Un'alternativa più accessibile è la Baia di Portonovo e Chiesetta di Santa Maria, un arco di sassi bianchi dove una chiesa in stile romanico dell'XI secolo poggia le fondamenta quasi a contatto con l'acqua salata.

Pomeriggio

Le ore centrali si prestano alle escursioni in quota. Il Sentiero 301 - Traversata del Conero è un tracciato panoramico lungo circa 8,3 chilometri. Il calcolo per la durata indicativa di percorrenza è di quattro ore complessive. L'itinerario parte dalla frazione di Poggio e attraversa vari punti aperti sulla costa, passando per le zone di Pian Grande e dei Piani di Raggetti.

Sera

Si rimane in zona balneare per la serata. Il Ristorante Emilia, situato storicamente di fronte all'acqua della Baia di Portonovo, concentra il proprio lavoro sulla cucina marinara locale ed è frequentato per gli spaghetti conditi con il mosciolo selvatico pescato sul posto.

Giorno 4 — Sirolo e le ultime tappe

Mattina

Spostandosi ancora più a sud rispetto alla baia, si raggiunge la zona di Sirolo. Il Belvedere e Borgo di Sirolo costituisce il centro di un abitato di epoca medievale sospeso sopra il mare. La piazza principale del paese è strutturata come una grande terrazza affacciata sul vuoto, da cui si possono osservare la costa sottostante e il profilo della falesia del monte.

Pomeriggio

Rientrando con calma verso l'area metropolitana di Ancona, c'è tempo per fare le ultime passeggiate nei quartieri periferici o nel centro. Le distanze limitate tra la costa e i quartieri rendono facile la gestione delle ultime ore di luce senza allontanarsi troppo dalle strade principali o dagli svincoli per il rientro.

Sera

La cena conclusiva si tiene nell'area del Quartiere Pinocchio, fermandosi all'Osteria La Bottega di Pinocchio. Il locale lavora con pasta fresca e piatti caserecci. Se l'obiettivo è consumare il menu basato interamente sullo stoccafisso, la cucina richiede che si prenoti un tavolo con largo anticipo. Chi preferisce chiudere il fine settimana nelle piazze del centro, può recarsi in Piazza del Plebiscito all'Antica Tipica Trattoria La Moretta, aperta dal 1897 e concentrata sul brodetto di pesce della tradizione.

Dritte pratiche per muoversi

  • Chi arriva in camper trova due punti attrezzati: un'area sosta all'Aspio con carico e scarico gratuito vicino al centro commerciale Conero, e l'area sosta di Posatora in Via del Fornetto, che è servita dai bus per scendere in centro senza dover guidare nel traffico.
  • Il reticolo stradale cittadino presenta vie strette e diverse zone a traffico limitato. Piuttosto che cercare posto guidando nei vicoli del Colle Guasco, conviene parcheggiare le vetture direttamente nei grandi posteggi multipiano vicino al mare, come il Parcheggio Traiano o il Cialdini.
  • Prima di affrontare uno dei diciotto tracciati disponibili all'interno del parco naturale, bisogna recuperare una mappa escursionistica al Centro Visite del paese di Sirolo. Vanno usate calzature tecniche adeguate, dato che i sentieri che scendono dalle cime alle spiagge sono scoscesi e coperti di ghiaia scivolosa.

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