Siracusa non si esaurisce in una passeggiata veloce. La divisione tra la terraferma archeologica e l'isola barocca richiede organizzazione e tempi ben calibrati. Il periodo migliore per questo itinerario a Siracusa coincide con la primavera, tra aprile e giugno, o con i mesi di settembre e ottobre. In queste settimane le temperature permettono di girare a piedi senza la calura estiva e l'acqua del mare è già adatta ai bagni. Inoltre, la primavera corrisponde spesso con la stagione delle tragedie classiche messe in scena all'aperto.

La base di partenza fa la differenza per gli spostamenti. Dormire all'interno dell'isola, magari appoggiandosi a strutture storiche come il Palazzo Gilistro Boutique Hotel o l'Algilà Ortigia Charme Hotel, consente di girare il centro pedonale a piedi e rientrare comodamente la sera, sfruttando poi le navette elettriche per raggiungere le aree sulla terraferma.

Come organizzare i quattro giorni

Giorno 1 — La punta di Ortigia e il suo mercato

Mattina

La prima giornata inizia attraversando i ponti che collegano la terraferma all'isola. Subito all'ingresso si nota il Tempio di Apollo, la struttura dorica in pietra più antica di tutta la Sicilia, risalente al VI secolo a.C. Da qui, spostandosi di pochi isolati, conviene infilarsi subito nel Mercato Storico di Ortigia. Questo mercato rionale va visitato entro le 13:00, orario in cui i banchi iniziano a chiudere. Tra profumi marinari e street food locale, si fa l'ora di pranzo. Poco distante dai banchi si trova la Trattoria O' Scinà in via Domenico Scinà, che prepara piatti di pesce acquistato proprio al mercato adiacente.

Pomeriggio

Nel pomeriggio l'itinerario si sposta verso l'interno dell'isola. In Piazza Archimede si trova la Fontana di Diana, struttura monumentale che rievoca la metamorfosi della ninfa Aretusa. Da lì basta poco per arrivare alla scenografica Piazza Duomo, dove sorge il Duomo di Siracusa (Cattedrale della Natività di Maria Santissima). Questa cattedrale barocca incorpora le colonne dell'antico tempio dorico di Atena, datato al V secolo a.C., visibili chiaramente sia dall'esterno che all'interno della navata.

Sera

Prima che faccia buio, conviene raggiungere la Fonte Aretusa, uno specchio d'acqua dolce popolato da piante spontanee di papiro che crescono a ridosso del mare. La sosta richiede circa 20-30 minuti e rende al massimo durante l'orario del tramonto. Per la cena, la La Volpe e l'Uva offre tavoli all'aperto direttamente in Piazza Duomo. Essendo molto frequentata, la prenotazione serale è raccomandata con largo anticipo.

Giorno 2 — L'antica Neapolis e i tesori archeologici

Mattina

Il secondo giorno si concentra sulla terraferma, lontano dall'isola. Conviene presentarsi al Parco Archeologico della Neapolis la mattina presto per evitare la folla e il caldo. L'area comprende il Teatro Greco e l'Ara di Ierone II. Al suo interno merita una sosta prolungata l'Orecchio di Dionisio e Latomia del Paradiso, una grotta artificiale scavata nel calcare, nota per la sua acustica naturale. L'intera esplorazione del parco archeologico richiede indicativamente un'ora e mezza o due ore, passeggiando tra latomie e gradinate.

Pomeriggio

Dopo aver pranzato nei dintorni della Neapolis, ci si sposta verso il Parco di Villa Landolina per entrare al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi. La visita dura circa due ore ed espone una quantità impressionante di reperti preistorici e greci, figurando tra le esposizioni più vaste del settore in Europa. Al suo interno è custodita anche la famosa statua della Venere Landolina.

Sera

Rientrando verso l'ingresso di Ortigia, la cena si può fare in via della Dogana alla Trattoria La Dogana, posizionata vicino al Porto Piccolo. Si tratta di un locale di stampo tradizionale che serve sarde a beccafico e pasta alla carrettiera, mantenendo i sapori fedeli alle ricette locali originali.

Giorno 3 — Dalle falesie alle catacombe

Mattina

Per il terzo giorno l'auto a noleggio si rivela necessaria. Guidando per circa 15-20 minuti a sud si raggiunge la Penisola della Maddalena, che ospita l'Area Marina Protetta Plemmirio e Faro di Capo Murro di Porco. Quest'oasi naturalistica costiera è ottima per camminare all'aperto, seguendo i sentieri sulle falesie calcaree o scendendo verso le calette isolate della riserva.

Pomeriggio

Ritornando verso la città, l'itinerario prosegue sull'altopiano di Epipoli, nella frazione di Belvedere, per osservare il Castello Eurialo, una complessa opera di architettura militare greca con fossati e gallerie sotterranee. Subito dopo conviene spostarsi nel quartiere San Giovanni per scendere nelle Catacombe di San Giovanni e Cripta di San Marciano. Il percorso guidato in questo dedalo sotterraneo paleocristiano, sotto i resti della basilica a cielo aperto, dura circa 45 minuti e richiede una prenotazione preventiva.

Sera

Rientrati a Ortigia nel tardo pomeriggio, l'ultima tappa prima di cena è il Castello Maniace. Questa fortezza federiciana del XIII secolo sorge sulla punta estrema dell'isola, protesa direttamente sul mare. L'esplorazione richiede circa un'ora e rende particolarmente bene verso sera. Per cena, spostandosi in via Dione, si trova il Bistrot al Bagatto, un locale curato che propone il pescato del giorno e ricette tipiche elaborate in veste moderna.

Giorno 4 — Escursione tra Barocco e borghi di mare

Mattina

L'ultima giornata è dedicata ai dintorni, sfruttando ancora l'auto. A circa 30 minuti di guida da Siracusa sorge Noto. La camminata inizia dal Centro Storico e Cattedrale di Noto, fulcro del Barocco siciliano, dominato dalla monumentale scalinata della chiesa e dai balconi decorati del vicino Palazzo Nicolaci.

Pomeriggio

Da Noto, con altri 15 minuti di macchina, si copre la distanza totale di 45 minuti da Siracusa e si arriva al Borgo marinaro di Marzamemi, situato nel territorio di Pachino. Questo borgo di pescatori si sviluppa attorno a un'antica Tonnara e a una piazza lastricata circondata da vecchie case in pietra, molto frequentata per passeggiare o prendere un caffè nei pomeriggi soleggiati.

Sera

I tramonti sul molo della Balata a Marzamemi sono molto noti, ma per cena si può scegliere di rientrare nel centro storico di Siracusa. Per l'ultimo pasto, l'Osteria da Mariano, situata nel vicolo Zuccalà, prepara cucina siciliana classica e robusta. In alternativa, il Ristorante Oinos offre un ambiente raffinato, con polpo e crudi di mare che rivisitano la gastronomia isolana.

Dritte per organizzarsi meglio

  • L'accesso a Ortigia è regolato da una ZTL con telecamere sui ponti Santa Lucia e Umbertino. Quando il semaforo è rosso non si può entrare in auto, a meno di non voler pagare multe alte riservate ai non residenti.
  • Per evitare problemi con la ZTL, se si ha un hotel sull'isola, bisogna far inserire in anticipo la propria targa nel portale della polizia municipale tramite la struttura, in modo da poter scaricare i bagagli.
  • Fuori dal centro, il Parcheggio Molo Sant'Antonio o le vie limitrofe (strisce blu/bianche in zona Borgata o Corso Umberto) permettono di parcheggiare e arrivare a Ortigia a piedi in 10-15 minuti. Sull'isola il Park Talete costa 15 € al giorno o circa 1,50 € l'ora.
  • Durante i mesi estivi o nei periodi di ponte, i biglietti per il Parco Archeologico della Neapolis andrebbero presi online con anticipo, così da saltare la fila alla cassa. Meglio andarci al mattino, dato che latomie e gradinate non hanno zone d'ombra.
  • Ortigia si gira a piedi o con le navette urbane elettriche. L'auto serve solo per spostarsi verso le attrazioni esterne (Riserva del Plemmirio, Noto, Marzamemi), per ottimizzare i tempi e avere totale autonomia.

Dove dormire a Siracusa

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