Siracusa non si presta alla fretta. La divisione tra la terraferma moderna e il nucleo storico rende i ritmi fisicamente diversi. Quando attraversi i ponti per entrare a Ortigia, il rumore dei clacson sparisce e lascia il posto ai passi sui basolati chiari. Tra i palazzi di pietra bianca e l'acqua salata c'è un vento costante che abbassa le temperature. Il periodo migliore per organizzare un weekend a Siracusa copre i mesi primaverili da aprile a giugno e le prime settimane d'autunno, tra settembre e ottobre. Le temperature sono miti e si riescono a visitare i parchi archeologici senza soffrire l'afa estiva. In primavera, tra l'altro, si può assistere all'importante stagione delle tragedie classiche direttamente sulle gradinate del teatro antico.
Alloggiare a Ortigia, per esempio prenotando una stanza all'Algilà Ortigia Charme Hotel davanti al lungomare, significa scendere in strada la mattina presto e avere i mercati e le chiese a distanza di cammino. L'itinerario va diviso per settori. Dentro Ortigia si gira rigorosamente a piedi, mentre per raggiungere le aree archeologiche sulla terraferma si deve mettere in conto una passeggiata di almeno venticinque minuti. Se non si vuole camminare lungo i vialoni asfaltati, l'alternativa è aspettare le navette urbane che fanno la spola tra i parcheggi e le zone di interesse. L'organizzazione delle mezze giornate dipende soprattutto dall'ombra: le zone prive di copertura arborea vanno affrontate nelle primissime ore del mattino.
Le tappe giorno per giorno
Giorno 1 — L'isola di Ortigia tra mercati e bastioni
Mattina
Si parte dalla terraferma, lungo Corso Umberto I, alla caffetteria NonnAngè Bakery & Coffee. I banconi propongono fette di torte e dolci della tradizione per una colazione sostanziosa. Uscendo dal locale si cammina in direzione dei ponti d'accesso. Appena messo piede a Ortigia, le rovine del Tempio di Apollo si alzano accanto alla strada principale: si tratta dell'edificio sacro dorico in pietra più antico dell'intera Sicilia e dell'Occidente greco. Pochi metri più in là inizia l'area dedicata al Mercato di Ortigia. Questo mercato va visto al mattino, quando i banchi espongono le casse di pesce fresco, i tranci di formaggi tipici e i sacchi di spezie. Molti venditori preparano porzioni di street food locale da consumare in piedi. Per un pasto seduti al tavolo, ci si sposta nei vicoli interni, in via Dione, al Bistrot al Bagatto. Il menu rivisita vecchie ricette usando materie prime rigorosamente stagionali.
Pomeriggio
Nel primo pomeriggio si raggiunge la piazza principale dell'isola. La facciata barocca del Duomo di Siracusa copre in realtà le colonne dell'antico tempio dorico di Atena, risalente al V secolo a.C., che restano incastrate nelle pareti laterali della cattedrale. Sulla stessa piazza si entra nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia, un elegante palazzo seicentesco con finiture elaborate. Lasciando alle spalle la zona centrale, si prosegue dritti verso sud, seguendo le strade che portano alla punta estrema di Ortigia. Qui le case finiscono e lasciano spazio al Castello Maniace. Questa grossa fortezza federiciana del XIII secolo difende l'ingresso del porto. Le sue mura chiare poggiano sugli scogli e affacciano sul mare aperto.
Sera
Il sole scende sul lato ovest di Ortigia. La passeggiata costiera lungo la Fonte Aretusa ha senso soprattutto all'orario del tramonto. È una grossa vasca d'acqua dolce naturale a un passo dal mare, nota per i fusti alti di papiro selvatico che crescono spontaneamente al suo interno. Per la cena si torna al riparo dei vicoli. La Trattoria La Foglia è un locale storico gestito da anni, noto per la cucina casereccia e l'arredamento interno molto denso di oggetti e quadri. Dopo cena, la piazza torna a svuotarsi: l'illuminazione notturna fa risaltare i fregi del Duomo coprendo le impalcature e i fili elettrici.
Giorno 2 — La terraferma e le rovine antiche
Mattina
Il secondo giorno si svolge nei quartieri continentali. Conviene presentarsi ai cancelli del Parco Archeologico della Neapolis la mattina presto per battere il caldo. L'area di scavo è molto estesa, richiede almeno due ore piene per la visita e offre pochi ripari dal sole. I sentieri sterrati collegano l'Anfiteatro Romano con le enormi gradinate del Teatro Greco. Il percorso scende poi all'interno delle Latomie del Paradiso, vecchie cave di estrazione dei blocchi di pietra. Tra queste pareti verticali spicca l'Orecchio di Dionisio. Questa profonda grotta calcarea ha una forma che ricorda un padiglione auricolare. L'acustica interna genera echi prolungati e distorsioni sonore che hanno alimentato le vecchie leggende sulle spie del tiranno locale.
Pomeriggio
Dopo i percorsi sterrati sotto il sole, ci si sposta nel vicino quartiere di Tyche. Il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi chiude la prospettiva storica della città in un edificio diviso per settori espositivi. Le vetrine espongono collezioni che tracciano la presenza umana dai ritrovamenti della preistoria siciliana fino agli scavi di epoca ellenistica e romana. Terminata la camminata tra le teche, si riprende la strada verso il centro. Le distanze a piedi tra questi quartieri e l'isola spingono a volte a cercare un punto mediano. Strutture come il Caportigia Boutique Hotel si trovano esattamente alle porte dell'isola, consentendo di raggiungere a piedi sia i parchi che le zone pedonali in tempi ragionevoli.
Sera
L'ultima serata si svolge di nuovo nei confini di Ortigia. In via Roma si cena da A Putia delle Cose Buone, una trattoria tipica e decisamente informale che propone i sapori genuini della tavola casalinga locale. Se invece si preferisce il pesce, si può cercare la piazzetta dove si trova Ranieri – Cucina, Chiacchiere e Vino. I tavoli del dehors occupano il lastricato e il menu lavora principalmente sul pescato fresco di giornata. La zona pedonale serale garantisce silenzio. Ci si incammina verso le stanze dell'Aretusa Vacanze B&B tagliando attraverso i cortili interni chiusi al traffico.
Dritte pratiche per muoversi ed evitare multe
- L'isola di Ortigia è quasi interamente coperta da una zona a traffico limitato. Da aprile a ottobre e durante tutti i fine settimana, le telecamere sui ponti sono accese: i non residenti vanno incontro a multe pesanti se varcano gli ingressi senza permessi.
- Per evitare divieti, conviene puntare subito al parcheggio coperto Talete, che richiede circa 15 euro per la tariffa giornaliera, oppure al Molo Sant'Antonio. Per non pagare la sosta, bisogna cercare posto sulle strisce bianche su corso Umberto o nel quartiere della Borgata, mettendo in conto 10-15 minuti a piedi per raggiungere Ortigia.
- Chi prenota un alloggio dentro la ZTL di Ortigia deve comunicare in anticipo la targa della macchina alla struttura. L'inserimento a sistema serve solo a evitare la sanzione durante il transito per caricare e scaricare i bagagli, ma le strisce gialle per parcheggiare restano comunque vietate ai turisti.
- Gli scavi del Parco Archeologico della Neapolis distano quasi trenta minuti a piedi dall'isola di Ortigia. Se non si vuole camminare sotto il sole lungo i marciapiedi della città moderna, bisogna fare affidamento sulle piccole navette urbane che fanno la spola tra i punti di interesse.
Dove dormire per limitare gli spostamenti
Una struttura curata nei dettagli storici con stanze che affacciano direttamente sull'acqua del lungomare.
Vedi su Booking →Sistemazione posizionata a pochi metri dai ponti d'accesso all'isola, ideale per non impazzire con la ZTL.
Vedi su Booking →Camere ricavate nel nucleo compatto dell'isola, a breve distanza dai palazzi barocchi e dalla zona pedonale.
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