Olbia viene spesso considerata un semplice punto di transito per chi arriva in traghetto o in aereo, ma il tessuto cittadino e i dintorni offrono materiale solido per strutturare un fine settimana completo. Tra complessi nuragici, musei affacciati sul mare e un litorale di sabbia chiara, c'è parecchio da vedere senza doversi allontanare troppo dalla costa. Il periodo più indicato per organizzare un weekend a Olbia va da maggio a giugno, oppure nei mesi di settembre e ottobre. In queste settimane il clima permette di godersi il mare e di esplorare le zone interne a piedi, evitando il traffico intenso e il caldo gravoso tipici di luglio e agosto.
L'organizzazione logistica richiede una scelta sui mezzi di trasporto. Per esplorare i siti archeologici, i borghi dell'entroterra e le cale più distanti dal centro conviene noleggiare un'auto. In alternativa, se si preferisce rimanere sul litorale cittadino, il servizio pubblico mette a disposizione la linea 40, nota come 'Spiagge Express', che collega agevolmente il centro cittadino alla costa. Se si sceglie di pernottare in centro, strutture come l'Hotel Centrale Olbia permettono di gestire comodamente le uscite serali a piedi.
Come organizzare le giornate a Olbia
Giorno 1 — Il centro storico e le tracce navali
Mattina
La giornata inizia con una camminata nel centro storico per inquadrare l'architettura locale. Il punto di partenza ideale è la Chiesa di San Paolo Apostolo, un edificio del Settecento che si fa notare da lontano grazie alla sua peculiare cupola, interamente rivestita di maioliche colorate. Dopo la passeggiata tra le vie centrali, ci si può spostare verso la zona centro-nord per una sosta al Parco Fausto Noce. Si tratta del più grande polmone verde urbano della Sardegna, uno spazio molto vasto dove passeggiare all'ombra tra vialetti alberati e fontane. Per il pranzo, rimanendo nel cuore cittadino in Via Garibaldi, si trova il Ristorante da Paolo. È uno storico locale della città, indicato per assaggiare la pasta fresca della tradizione e le ricette tipiche sarde, sia di terra che di mare.
Pomeriggio
Nel primo pomeriggio i tempi si incastrano bene per visitare la Basilica di San Simplicio. Questo capolavoro romanico risale all'XI secolo, è costruito in blocchi di granito ed è dedicato al patrono della città. La visita richiede circa 45 minuti. A questo punto, scendendo verso il Porto Antico e l'Isolotto Peddone, si incontra la struttura del Museo Archeologico di Olbia. L'edificio stesso è particolare, progettato a forma di nave con affaccio diretto sul mare. Al suo interno sono conservati reperti navali romani di grande rilevanza, tra cui relitti interi, alberi e timoni. L'ingresso è gratuito e conviene mettere in conto circa un'ora e mezza per esaminare bene le sale.
Sera
La sera il baricentro si sposta lungo il Corso Umberto I, l'asse principale del centro storico. L'area diventa pedonale, rendendo facile muoversi a piedi tra vetrine e locali storici. Per la cena, una valida opzione in zona centrale è L'Essenza Bistrot. Si tratta di un locale di stampo moderno, menzionato anche dalle guide gastronomiche, che propone piatti curati basati sulla cucina sarda contemporanea. Soprattutto se si viaggia durante i fine settimana estivi, è opportuno prenotare il tavolo con largo anticipo per non rischiare lunghe attese.
Giorno 2 — Litorale, nuraghi e borghi di granito
Mattina
La seconda giornata richiede l'uso di un mezzo per spostarsi. Conviene raggiungere presto la Spiaggia di Porto Istana, situata sul litorale sud. Arrivare la mattina presto è l'unico modo per trovare facilmente parcheggio. La baia è riparata e si distingue per la sabbia candida, l'acqua dalle sfumature turchesi e la visuale frontale sull'isola di Tavolara. Chi preferisce usare l'autobus può invece optare per la Spiaggia di Pittulongu, la mezzaluna di sabbia chiara più frequentata dagli olbiesi, caratterizzata da un fondale basso. Verso l'ora di pranzo, spostandosi in Via Tirso nella zona dei lidi, si incontra la Trattoria Da Sara: una gestione familiare semplice che serve porzioni abbondanti di cucina casereccia e pescato del giorno, mantenendo prezzi contenuti.
Pomeriggio
Ripresa l'auto e procedendo sulla strada per Pittulongu, la prima fermata pomeridiana è il Pozzo Sacro Sa Testa. Si tratta di un antico complesso nuragico destinato al culto dell'acqua, strutturato con un atrio e una gradinata che formano un disegno a serratura. L'ingresso è libero e la sosta dura tre quarti d'ora. Da qui, guidando per una ventina di minuti verso nord, si arriva al Borgo di San Pantaleo. Il paese è arroccato tra i picchi granitici e conserva la tipica architettura in pietra gallurese, con botteghe d'artigianato locale tra i vicoli. Nel tardo pomeriggio, per sfruttare la luce calante, bisogna dirigersi verso la frazione di Cabu Abbas per esplorare il Nuraghe Riu Mulinu (Cabu Abbas). È una fortificazione su un colle roccioso che offre una visuale panoramica aperta sull'intero golfo. Raggiungere la vetta richiede circa 20 minuti di salita a piedi lungo un sentiero escursionistico.
Sera
Rientrati in città, si chiude l'itinerario con una cena focalizzata sui sapori costieri. Il Ristorante Da Bartolo, situato nel centro cittadino, basa il suo menu sul pescato locale freschissimo, servendo specialità di mare galluresi rivisitate. Anche in questo caso, la prenotazione va gestita per tempo. Se la giornata successiva prevede gite in barca verso l'Area Marina Protetta di Tavolara, bisogna assicurarsi che le imbarcazioni siano già state bloccate nei giorni precedenti, date le forti richieste stagionali.
Dritte pratiche per organizzarsi
- L'uso dei navigatori satellitari per raggiungere il Nuraghe Riu Mulinu (Cabu Abbas) porta spesso su mulattiere impraticabili. Per evitare danni all'auto, occorre seguire via S'Iscoglia fino a uno slargo sterrato, dove si lascia la macchina per poi proseguire a piedi per circa 20 minuti.
- Chi si muove in macchina e vuole visitare il centro storico la sera, tenendo presente che Corso Umberto I è pedonale e i viali vicini hanno le strisce blu, farebbe bene a parcheggiare nei piazzali scambiatori gratuiti del Molo Brin o della stazione ferroviaria.
- Tra giugno e settembre e in gran parte dei weekend, i ristoranti più noti del centro storico e le compagnie che organizzano escursioni via mare a Tavolara si riempiono rapidamente: va tutto prenotato con largo anticipo prima di arrivare sull'isola.
- L'auto a noleggio è essenziale per le spiagge del litorale sud e per l'entroterra, ma chi si ferma solo un paio di giorni può appoggiarsi alla linea bus urbana 40, che parte dal centro e serve molto bene l'arenile di Pittulongu.
Dove dormire
Albergo situato esattamente lungo Corso Umberto I, la via principale e pedonale del centro storico.
Vedi su Booking →Struttura moderna su Viale Aldo Moro, dotata di una piscina e di una comoda terrazza panoramica.
Vedi su Booking →Complesso alberghiero posizionato direttamente fronte mare sulla costa della frazione di Pittulongu.
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