Sbarcare dal traghetto e puntare direttamente a nord è una prassi comune, ma Olbia merita di essere esaminata con una lente diversa. È un territorio che alterna complessi nuragici a pochi metri dal mare, macchia mediterranea e sentieri di collina. Per trovare le condizioni ottimali serve scegliere il periodo giusto: i mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre garantiscono temperature adatte a camminare in salita e acqua ancora godibile, aggirando le giornate in cui il maestrale blocca l'accesso alle zone esposte.
Il centro cittadino si percorre facilmente a piedi, ma per esplorare in modo compiuto la Gallura serve avere a disposizione un veicolo a noleggio, essenziale per coprire i tragitti verso i siti archeologici dell'entroterra. L'organizzazione degli spostamenti e l'equipaggiamento fanno la differenza tra una giornata stancante e una camminata ben riuscita.
Quattro giorni tra costa ed entroterra
Giorno 1 — Il centro storico e i relitti romani
Mattina
Arrivando in auto, la soluzione più pratica per non impazzire con i varchi ZTL di Corso Umberto è sfruttare l'ampio parcheggio gratuito del Molo Brin. Proprio accanto, sull'Isola Peddone, apre le porte il Museo Archeologico di Olbia. La visita dura tra un'ora e un'ora e mezza e permette di osservare rari alberi navali e relitti di epoca romana recuperati dai fondali; l'accesso è gratuito, basta evitare il lunedì, giorno di chiusura. Spostandosi a piedi tra le vie del centro, occorre calcolare i tempi per arrivare alla Basilica di San Simplicio prima delle 12:00. Questa chiesa dell'XI-XII secolo è l'edificio romanico in granito più antico del territorio gallurese ed è dedicata al patrono della città.
Pomeriggio
Dopo la pausa pranzo, camminando all'altezza di Via Torino e Via Acquedotto, si notano subito le Mura Puniche. Si tratta dei resti di una cinta fortificata in granito risalente al IV secolo a.C., visibili direttamente dal piano stradale senza biglietti o orari. Poco distante si riconosce la Chiesa di San Paolo Apostolo per via dell'inconfondibile cupola interamente rivestita di maioliche policrome. Si tratta di una struttura barocca del Settecento che richiede una visita indicativa di venti o trenta minuti.
Sera
Per la cena, rimanendo nel centro storico in Via Garibaldi, il Ristorante Da Paolo rappresenta un indirizzo storico locale. La cucina si concentra su preparazioni sarde autentiche, portando in tavola sia il pesce fresco sia la carne locale di tradizione gallurese.
Giorno 2 — Acque turchesi e rovine antiche
Mattina
La costa a nord offre spiagge urbane raggiungibili comodamente anche con l'autobus ASPO linea 4 o con la navetta Beach Express. La Spiaggia di Pittulongu, nota anche come La Playa, è una mezzaluna di sabbia chiara con fondale basso che guarda verso l'isola di Tavolara; i posti auto finiscono presto, per cui bisogna arrivare entro le 10:00. In alternativa, poco più avanti c'è la Spiaggia di Bados, formata da sabbia grigio-ocra e acque turchesi. Risulta particolarmente riparata dal vento, offrendo condizioni ottimali per nuotare.
Pomeriggio
Il rientro verso sud lungo la SP 82 permette di inserire due tappe archeologiche di rilievo. La prima è il Pozzo Sacro Sa Testa, un monumento dell'età del Bronzo dedicato al culto delle acque. Comprende un atrio, una scala e una tholos sotterranea; l'area è sempre aperta e richiede circa quarantacinque minuti. Proseguendo verso la frazione omonima si trova l' Acquedotto Romano e Cisterna di Sa Rughittula. L'impianto idraulico di epoca romana conserva intatte alcune arcate e una cisterna con volte a botte, visitabili liberamente.
Sera
Spostandosi sul lungomare di Via Regina Elena, Terra Nostra offre una soluzione informale per chiudere la giornata. Funziona sia da ristorante sia da pizzeria e mette a disposizione tavoli con una visuale diretta sul porto.
Giorno 3 — Sentieri in quota e torri di pietra
Mattina
Questa giornata richiede un'auto a noleggio per affrontare tragitti di quindici o venticinque minuti. La mattina è dedicata all' Escursione a Monte Pino, un trekking che sale fino a 742 metri di quota. Il percorso taglia attraverso fitti boschi di pino e affioramenti di granito, aprendosi su una veduta che abbraccia l'intera fascia costiera. A seguire, scendendo a Cabu Abbas, si sale al Nuraghe Riu Mulinu. L'avamposto fortificato si trova a 246 metri sul livello del mare e si raggiunge superando una salita a gradini che richiede quindici o venti minuti di cammino.
Pomeriggio
Nel tardo pomeriggio, lungo la SP 24 nella Regione Casteddu, c'è uno snodo molto comodo: il Castello di Pedres e la Tomba dei Giganti Su Mont'e s'Abe condividono lo stesso parcheggio sterrato gratuito. Conviene iniziare dalla tomba megalitica, lunga ben ventotto metri, e poi imboccare la salita verso il castello. L'ascesa a piedi verso la fortezza medievale dura circa un quarto d'ora e necessita di scarpe comode; il momento ideale per ammirare il golfo dal colle granitico è poco prima del tramonto.
Sera
Rientrando verso la zona di Via Tirso, la Trattoria Da Sara è un locale a gestione familiare. I piatti si basano sulla cucina casereccia e sul pescato fresco del giorno, mantenendo un conto finale molto accessibile.
Giorno 4 — Coste a sud e isole protette
Mattina
Scendendo verso Porto San Paolo, il Golfo di Olbia cambia forma. Per esplorare l' Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo si partecipa a uscite in gommone o in barca, ideali per praticare snorkeling all'interno delle piscine naturali attorno alle isole di Molara e Tavolara; nei mesi estivi l'uscita va rigorosamente prenotata. Chi preferisce rimanere a riva può puntare sulla Spiaggia di Porto Istana, un sistema di quattro calette con sabbia bianca finissima e acqua color smeraldo, da frequentare tassativamente al mattino presto per evitare la calca.
Pomeriggio
Dalla zona di Murta Maria parte il percorso verso il Sentiero e Vedetta di Capo Ceraso. Si tratta di un trekking costiero in mezzo alla vegetazione mediterranea che sfiora diverse calette di granito ed ex postazioni militari, fino ad approdare al punto panoramico situato esattamente di fronte a Tavolara. L'intero tragitto impegna per circa due ore tra andata e ritorno.
Sera
Per l'ultima sera in centro, il Mere Ristorante propone una versione contemporanea della cucina sarda, utilizzando materie prime ed erbe locali rielaborate in chiave moderna. Se invece si cerca un ambiente più legato al passato, il Ristorante Barbagia in Via Galvani sfoggia interni in pietra a vista e serve ricette di matrice barbaricina.
Dritte pratiche per organizzarsi
- Per muoversi agevolmente nel centro storico ed evitare di entrare per sbaglio nella ZTL di Corso Umberto, la soluzione migliore è posteggiare l'auto nell'ampio piazzale di Molo Brin, adiacente al Museo Archeologico, dove il parcheggio non si paga.
- Chi punta alle spiagge più frequentate, come Pittulongu o Porto Istana, deve mettere in conto che i posteggi finiscono molto rapidamente. Arrivare entro le 10:00 del mattino garantisce di trovare posto e di sfruttare le ore in cui l'acqua è più calma.
- Per visitare il Castello di Pedres e la Tomba dei Giganti Su Mont'e s'Abe basta parcheggiare una sola volta nello spiazzo sterrato gratuito lungo la SP 24. Entrambi i siti archeologici hanno accesso libero e si prestano particolarmente alle ore del tardo pomeriggio.
- Quando si affrontano i tracciati verso il Nuraghe Riu Mulinu, il Monte Pino o Capo Ceraso, è obbligatorio calzare scarpe da trekking o comunque chiuse con una suola scolpita, abbandonando ciabatte e sandali anche sui sentieri vicini al mare.
Dove passare la notte
Struttura centrale apprezzata soprattutto per la grande terrazza panoramica che domina l'intero golfo e i tetti della città.
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