C'è un motivo se conviene fare base a Locorotondo per esplorare questa fetta di Puglia: le strade sono più silenziose rispetto ai centri vicini, il traffico turistico si disperde meglio e la posizione geografica permette di raggiungere i borghi limitrofi in un quarto d'ora di macchina. La primavera e l'inizio dell'autunno offrono le temperature adatte per muoversi a piedi tra i campi e le contrade. Chi viaggia in piena estate affronta un clima più duro: in quel caso le camminate nel centro abitato vanno limitate alle prime ore del mattino o al tardo pomeriggio, quando il sole cala e la pietra calcarea smette di riflettere il calore.

Il borgo poggia su un colle affacciato sulle vigne della Valle d'Itria. L'assetto urbano è chiuso ad anello, privo di traffico grazie alla ZTL centrale. Questo significa che l'esplorazione avviene interamente a piedi. Per dormire, il territorio rurale subito fuori dall'anello cittadino offre opzioni ricavate dall'architettura locale, come gli alloggi de I Trulli di Badi o le stanze dell' Ottolire Resort. Da lì, basta avvicinarsi alle porte della città antica e iniziare il giro.

Come organizzare le giornate tra borghi e contrade

Giorno 1 — Il nucleo antico e i tetti a punta

Mattina

Il primo approccio con l'abitato inizia dalla Villa Comunale Giuseppe Garibaldi, situata in Piazza Vittorio Emanuele II. Questo giardino curato e ombreggiato fa da anticamera al borgo e ospita una terrazza panoramica da cui si osservano le vigne e i trulli sparsi nella vallata sottostante. Da qui si entra nel Centro Storico e le Cummerse. Conta circa una o due ore per percorrere a piedi l'intera rete di vicoli. Le strade formano un dedalo circolare, fiancheggiate da facciate imbiancate a calce. La particolarità architettonica è rappresentata dalle "cummerse", le case tradizionali coperte da tetti aguzzi realizzati in chiancarelle, le tipiche lastre di pietra locale. Conviene fare questo giro al mattino presto, quando i vicoli sono ancora vuoti.

Pomeriggio

La seconda parte della giornata si concentra sugli edifici storici interni all'anello. La Chiesa della Madonna della Greca richiede circa venti minuti per la visita. È l'edificio religioso con la storia più lunga del borgo, datato tra il XII e il XV secolo, e conserva al suo interno sculture scolpite nella pietra locale e un rosone romanico sulla facciata. A breve distanza si incontra la Chiesa Madre di San Giorgio Martire, una massiccia costruzione neoclassica del diciannovesimo secolo intitolata al patrono cittadino. All'interno si trovano bassorilievi cinquecenteschi, mentre all'esterno la sua cupola spicca sul resto dei tetti ed è visibile dal fondovalle. Metti in conto circa mezz'ora. Poco distante, il percorso incrocia Palazzo Morelli e Torre Civica. Il palazzo settecentesco si fa notare per lo stile barocco, il portale lavorato e la lunga balconata in ferro battuto, affiancato dalla vecchia struttura dell'orologio cittadino.

Sera

Prima di cena ci si sposta verso il Belvedere di Via Nardelli (Il Lungomare). I residenti chiamano così questa passeggiata pedonale che corre sul crinale, perché la visuale aperta sulla valle ricorda l'affaccio sul mare. È il punto esatto in cui sostare al momento del tramonto o per l'aperitivo. Per la cena, basta rientrare di pochi metri nel cuore antico fino a Via Dura, dove si trova il Ristorante U Curdunn. Il locale serve pasta fresca e piatti della tradizione a prezzi onesti.

Giorno 2 — Architettura a secco e facciate barocche

Mattina

L'automobile diventa necessaria per la seconda giornata. Si guida per circa dieci minuti in direzione ovest fino ai Trulli di Alberobello (Rione Monti e Aia Piccola). Questo sito UNESCO attrae flussi di visitatori massicci per via della nota architettura a secco. L'unica soluzione per osservare i rioni senza finire bloccati dalla folla è arrivare la mattina presto. La passeggiata tra i coni di pietra dura due o tre ore al massimo. Una volta completato il giro, si recupera la macchina e si lascia il paese prima che i parcheggi si riempiano del tutto.

Pomeriggio

Si guida per altri dieci minuti, questa volta verso il Centro Storico Barocco di Martina Franca. Il tessuto urbano cambia completamente: l'abitato è noto per la sua eleganza e per gli edifici rococò. La tappa culturale impegna per circa un paio d'ore, il tempo necessario per camminare tra il Palazzo Ducale, la Basilica di San Martino e le facciate riccamente decorate che delineano le piazze principali.

Sera

Si rientra a Locorotondo per passare la serata tra i vicoli in pietra bianca. La cena è all'Osteria Il Rosone, locale specializzato in ricette pugliesi a chilometro zero rivisitate. I tavoli sono pochi e l'affluenza nei fine settimana è alta, quindi bisogna assicurarsi il posto chiamando nei giorni precedenti.

Giorno 3 — La ciclovia sterrata e il fornello pronto

Mattina

La mattina richiede abbigliamento comodo e uno spostamento verso Contrada Figazzano. Da qui parte il tratto esplorabile della Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese (Tratto Figazzano - Ceglie). Si tratta di un sentiero ciclopedonale su sterrato, costeggiato da muretti a secco e macchia mediterranea. Essendo interamente pianeggiante, l'itinerario è percorribile anche in e-bike o camminando senza un particolare allenamento alle spalle. Il tracciato impegna dalle due alle quattro ore, a seconda dell'andatura. Durante l'escursione si incontra il Ponte della Cecca e Canale di Pirro, un ponte-canale storico dell'impianto idrico, situato a oltre quattrocento metri di altitudine, che funge da punto di osservazione sui pascoli e le contrade.

Pomeriggio

Terminata la camminata e ripresa l'auto, serve circa un quarto d'ora di guida per raggiungere il Borgo Bianco di Cisternino. Il paese si sviluppa attraverso una rete di stretti vicoli candidi ed è famoso in tutta la zona per le macellerie dotate di fornello pronto, dove la carne viene scelta al banco e cotta sul momento. Il giro del centro richiede tra l'ora e le due ore, ed è perfetto da fare nel tardo pomeriggio.

Sera

Per l'ultima cena si torna nel perimetro di Locorotondo. Si può optare per la Trattoria Al Vecchio Arco, nota per gli antipasti locali e le orecchiette fatte in casa (anche in questo caso va prenotato un tavolo in anticipo). In alternativa, ci si sposta in Via Dottor Guarnieri al ristorante Ai Tre Santi, che dispone di tavolini all'aperto affacciati sui muri a calce e serve un menu incentrato sulle carni e i prodotti del territorio.

Dritte pratiche per gli spostamenti e le soste

  • L'automobile serve per forza: i centri di Alberobello, Cisternino e Martina Franca distano solo dieci o quindici minuti di guida l'uno dall'altro, rendendo gli spostamenti brevi ma impossibili da gestire agilmente senza un mezzo proprio.
  • Tutto il centro storico di Locorotondo è pedonale e protetto da ZTL. Bisogna lasciare la macchina nei parcheggi disposti lungo l'anello esterno, cercando posto nella zona di Porta Napoli o in Piazza Mitrano, per poi proseguire a piedi.
  • Chi intende percorrere la Ciclovia dell'Acquedotto partendo da Contrada Figazzano troverà un fondo in terra battuta e pianeggiante. È un percorso senza dislivelli, affrontabile senza problemi da chiunque e adatto al noleggio di biciclette a pedalata assistita.
  • Se si viaggia in estate o durante i fine settimana, l'afflusso turistico serale nei locali di Locorotondo satura i tavoli in fretta. Va sempre prenotata la cena con qualche giorno di anticipo per non restare fuori dalle trattorie del centro.

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